1. I Quattro Pilastri

 

 

 

Uno dei miei maestri mi disse un giorno che per star bene occorre curare 3 cose nella vita.

In realtà, per me -nella mia pratica quotidiana- sono poi diventate 4 e si sono trasformate in una vera e propria legge, principio o regola che sia, che riguarda i Quattro Pilastri del Benessere che occorre curare / mettere a posto / risolvere.

 

Mi è stato molto utile questo schema quindi ve lo ripropongo.

Non c’è una gerarchia o un ordine d’importanza da rispettare. E’ come un mosaico, dove le 4 tessere si adattano a seconda di come modelliamo ciascuna di esse

Perché pilastri?

Perché se in ciascuno di questi ambiti fossimo sostenuti dalle scelte fatte, la nostra vita potrebbe essere:

  • fluida e profonda
  • leggera e abbondante
  • basata su solide fondamenta.

Viceversa, se non siamo allineati in uno di essi, ad esempio il lavoro, sono proprio gli altri pilastri che possono supportarci.

Per questo sono preziosi: noi usiamo “parti” della nostra vita per consolarci, compensare le insoddisfazioni e arrivare a sufficienza.

Mentre la loro conoscenza ci permette una reale sinergia per il benessere “al di sopra dell’accontentarsi”.

 

1. Per star bene occorre curare / mettere a posto / risolvere: 

  1. I Blocchi Emotivi eventuali (i limiti eccessivi / disfunzioni / impossibilità) derivanti dalla famiglia d’origine che ancora agiscono dentro di noi
  2. Gli Affetti di oggi che più realizzino il nostro essere adulti
  3. Il Lavoro che più ci permetta di vivere appieno il potenziale e affermi il nostro scopo primario nella vita
  4. Il Luogo/Casa/Città dove scegliamo di vivere che ci soddisfi profondamente.

 

Il mio maestro non citava il 1° punto, legato alle influenze, blocchi e permessi della nostra famiglia d’origine. Lo inseriva nel secondo, negli affetti, in modo più generale.

A mio avviso è invece opportuno metterlo in buon’evidenza, perché ogni crescita, non solo l’analisi, parte da lì e ci riporta lì.
E non serve far confluire tutto negli affetti perché vivere le relazioni in modo maturo vuol dire aver risolto gli influssi della famiglia che ci ha cresciuti.

Anzi, una delle radici più importanti del nostro benessere risiede proprio nel non far confusione tra:

  • ciò che è proprio del mio rapporto affettivo di oggi
  • e ciò che invece non so gestire delle discussioni con mia moglie perché non lo so fare da sempre.

 

1. Allora, stampando questo articolo o prendendo appunti a parte, iniziamo qui a chiederci per prima cosa: considerando da 1 a 10 la soddisfazione in ciascuno dei 4 pilastri sopra indicati, a che punto siamo personalmente?

 

 

 

 

 

2. Dopo aver riscritto pertanto i 4 fattori in graduatoria, dal meno al più soddisfacente per noi…

 

 

 

 

3. … chiediamoci: il meno soddisfacente al momento, è quello su cui stiamo lavorando di più? Oppure è il meno soddisfacente proprio perché lo abbiamo accantonato per forza di cose?

 

 

 

 

 

4. Se è quello su cui stiamo lavorando di più, ma resta insoddisfacente, allora la  Bioenergetica e lo studio delle Ferite Caratteriali e dei Diritti negati nel nostro sviluppo, ci dice che molto probabilmente è qualcosa di copionale, che a che vedere con il nostro Tema ripetitivo e irrisolto e che quindi stiamo facendo di tutto apparentemente per risolvere i problemi in quell’ambito, ma senza volerlo, otteniamo ogni volta il contrario, proprio per far ripartire tutto il giro di giostra della nostra insoddisfazione. Chiediamo proprio questo e appuntiamo ciò che viene fuori:

– che cosa ho ripetuto fino alla noia nel realizzarmi in quest’ambito e non sono mai riuscito a portare a compimento? Esiste? Ne sono consapevole? Scrivo di getto tutto ciò che mi viene.

– qual e il reale problema sotto tutto il discorso? Perché francamente non riesco ad essere soddisfatto proprio qui? Me lo posso dire una volta per tutte?

 

 

 

 

5. Se non è quello a cui stiamo dedicandoci di più, appuntiamo i passi necessari che non abbiamo ancora compiuto. E poi rileggiamoli più volte, fino a stabilire che sono proprio quelli che secondo noi potrebbero essere risolutivi e non ce ne sono altri che ad oggi ci vengano in mente.

Se invece questo ambito per noi più problematico lo abbiamo accantonato e per questo siamo in ritardo, è bene sapere che è una leggenda che ci raccontiamo: prima o poi, quando altro sarà finalmente risolto, potremo dedicarci finalmente a questo… non funziona mai in realtà. Si chiama illusione caratteriale, imparata nell’infanzia rispetto al clima respirato in famiglia e ai permessi e proibizioni ricevute. Ad esempio, quando avrò trovato una persona con cui sto bene allora andrò a vivere al mare, è un classico tema irrisolto, in cui in realtà antepongo il potere degli altri e dell’esterno alle mie soddisfazioni e mi impedisco di seguire la mia vera natura e di incontrarla più facilmente la persona in questione. Perciò è ancora più importante stilare qui di seguito l’elenco dei passi compiuti e ancora da compiere per questo Pilastro.

 

 

 

 

6. Poi effettuiamo la stessa operazione con ciascuno degli altri. Ci sono dei passi che abbiamo fatto di più e/o meglio negli altri rispetto a quello più problematico? Quali?

 

 

 

 

7. Al termine, confronto le risposte: c’è un minimo comun denominatore, uno schema sempre uguale che tendo a ripetere sia nei passi fatti che in quelli ancora da compiere?

Infine, di nuovo, mi chiedo: qual è francamente il problema? Esiste? O sono diversi? Cosa succederebbe se non lo risolvessi mai comunque, perché mio, atavico e personale, caratteriale? Come mi sento?

 

A volte, non è per niente detto che sentire la nostra impossibilità sia peggio. Al contrario può essere la base per sentirsi sollevati e molto più nella verità e senza più illusioni e immani fatiche. E’ sempre meglio dirsi la verità per iniziare a dare una svolta alla nostra vita, piuttosto che ingannarci con obiettivi che sentiamo irrealizzabili per noi.

In questa direzione, mi può aiutare molto il cammino dell’Accettazione incondizionata. Si veda in questo blog:

– il Problema dell’Apparenza: I Problemi Non Sono Mai Quelli che Sembrano

– Accettazione Incondizionata: Riepilogo.

 

 

Ora, per tutti questi motivi, è molto interessante scoprire che c’è una relazione profonda, paradossale, tra il raggiungimento del benessere in ciascun pilastro, e quello corrispondente negli altri. Infatti:

  1. non è possibile raggiungere alcun risultato “alto” in uno di essi, se gli altri 3 non ce lo permettono

 

Vai a: I Quattro Pilastri: Riepilogo

 

 

 

 

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