6. Il Positivo Estremo delle Giornate Speciali

Le giornate speciali ti cambiano la vita. Punto.

 

  • Ho raccontato spesso della mia esperienza con una persona speciale. Qualsiasi manufatto come regalo è preparato con le proprie mani: ceramiche, “mobìl” che si muovono con il vento, spille, oggetti di carta. Ma è nel modo in cui viene donato, il segreto di tutta la faccenda. Se volete, qui trovate i dettagli di questa e altre storie:
  • Festeggiamenti speciali. C’è una foto che mi ricorda un giorno che non dimenticherò mai della mia vita di lavoro in azienda. Rappresenta per me la dimostrazione che si può vivere e lavorare in modo rivoluzionario nella nostra piccola vita. La potete vedere qui: http://www.blogdigiovanni.it/rendere-speciali-le-comuni-giornate/ . Racconta di una prova indimenticabile per me.
  • Ma c’è un’altra occasione che non dimenticherò e di cui serbo memoria negli anni: dopo aver invitato tutti gli amici al ristorante all’insaputa della persona festeggiata, e averle fatto un regalo specifico che desiderava tanto, il giorno dopo, al lavoro, lei, arrivando, ha trovato la bicicletta ritratta nella foto, colma di libri e di fiori. “E’ lo speciale del giorno dopo che rende speciale ogni giorno”. L’intensità diventa semplicemente normale. Da togliere il respiro. Il senso è semplice: da un compleanno indimenticabile è diventato l’esempio che ogni giorno c’è una vita speciale.

 

 

  • Fuga di 1 giorno. E’ una delle esperienze più importanti da attraversare. Si tratta di stabilire all’improvviso di sospendere la nostra partecipazione, anche solo per poche ore. Lo facciamo già purtroppo, ma solo quando succede qualcosa, spesso un fatto familiare o di salute piuttosto grave (!). Ecco la novità. Prendersi un giorno all’improvviso, ma per motivi belli e di benessere per noi. Ne parliamo in ogni dove, nel blog.

 

Ricordate il segreto: ogni giornata speciale non è importante solo per l’esperienza in sé, bensì perché ci dimostra che questa strada è possibile e quindi ripetibile, e dona una rete di rimandi ad altri ricordi dell’immediato passato e anticipazioni di appuntamenti imminenti futuri che ci trascinano letteralmente.

http://www.blogdigiovanni.it/20-a-gli-altri-sentono-la-direzione-che-prendiamo/

 

  • Da allora, ogni volta che è possibile, io e amici cari, invitiamo sempre persone che possano raccontare le proprie esperienze trasformatrici. Per due anni, ad esempio, abbiamo organizzato le serate Cinema e Corpo, in cui soprattutto in alcune occasioni, abbiamo accolto autori che raccontassero le loro esperienze per i loro film speciali.

 

  • Invitare in ufficio o a casa ospiti che ispirino un certo atteggiamento. Quando invitammo in azienda Waldemar Bof -un esempio mondiale di dedizione agli altri- e decidemmo di finanziare con i soldi raccolti dai dipendenti + quelli dell’azienda in cui lavoravamo, si accese in tutti noi una specie di scintilla. Da allora, per anni ed anni, ogni estate 4 dipendenti estratti a sorte andarono a lavorare –per una settimana- in questo asilo in Brasile, in una delle favelas più grandi del paese. L’effetto che ne scaturì fu qualcosa di significativo, assolutamente speciale. Fu appartenere a qualcosa che avremmo ricordato per tutta la vita. E’ la cosa che conta di più.

 

  • Racconto della Bambina e della Zia Speciale. Questa storia rende molto bene l’effetto delle giornate speciali. Ad una bambina non era stato detto che la zia era purtroppo venuta a mancare, bensì era stata raccontata una storia molto fantasiosa: la zia era stata scelta per un viaggio in Africa e poi per il Resto del Mondo, nelle zone più inesplorate. E non poteva più comunicare se non attraverso istituzioni scientifiche segretissime. Ogni tanto la zia avrebbe mandato a lei attraverso la madre i racconti delle proprie avventure. E la bambina si era nutrita per anni di queste storie e dell’orgoglio di avere quella zia così speciale. Solo ad un certo punto, una mattina, quando aveva ormai 9 anni, aveva compreso che la zia era morta e che la madre aveva raccontato questa storia per non farla soffrire. Ed aveva ringraziato. E con molto affetto e comprensibile dispiacere aveva chiesto alla madre di accompagnarla a salutare la zia al cimitero. Ed in modo rasserenato aveva reso grazie alla zia per tutte le storie che l’avevano nutrita in quegli anni, sebbene lei non ne fosse per nulla l’autrice. Da allora, il racconto di qualcosa di speciale nutre ogni giorno la vita adulta di questa bambina, diventata donna, dei figli che alleva e degli studenti a cui ha deciso di insegnare letteratura, storia, sogno, emozioni. Speciali.

 

  • Andare a visitare insieme a colleghi qualcuno da cui imparare. Lo scambio con aziende che operano in mercati diversi è un’altra esperienza fondamentale che quasi nessuno pratica. Eppure è così trasformativa. Noi andammo alla Dalmine, che è un’azienda fantastica dal punto della comunicazione interna con i dipendenti. E imparammo cose inconcepibili nel mercato e nell’ambiente in cui noi operavamo ogni giorno. Ci recammo in ambienti della Grande Distribuzione, in Aziende di Beni di Largo Consumo. Ogni volta questi incontri rappresentarono delle giornate speciali, dove non si aveva per nulla la sensazione di lavorare, eppure il nostro lavoro si arricchiva enormemente.
    Insomma, il nostro compito non era più erogare un servizio all’interno dell’azienda: diventò scoprire modi e nuove frontiere di interpretare il nostro lavoro. Compreso il segreto? Allora fatelo vostro. Semplicemente. E Condividetelo!

 

  • L’esempio dell’Oriente. Gli altri sono una risorsa su cui lavorare anziché essere un’entità da cui distinguersi. Cito spesso l’esempio del film Sette Anni in Tibet, in cui c’è una scena dove una tibetana si confronta con i due alpinisti europei sulle loro imprese in Europa. Loro le mostrano orgogliosi gli articoli di giornale celebrativi delle loro imprese. E lei chiede: “ma solo per il fatto che avete scalato montagne, vi hanno dedicato articoli di giornale? Se nel nostro villaggio vi foste vantati così tanto di aver scalato una montagna, vi avrebbero cacciato via per sempre”.

 

  • Solo quando ero già da alcuni giorni in Thailandia, lessi su wikipedia ciò che verificavo ogni giorno. Su 67 milioni di persone il 95% è buddista e il buddismo non è una religione. E’ una filosofia. Per questo tutta la popolazione maschile è tenuta ad indossare a 20 anni le vesti di monaco buddista, pena la perdita dei diritti civili. Ogni monaco non può procurarsi il cibo e le vesti da solo, ma può solo riceverlo in dono. Secondo la stessa filosofia, ad ogni angolo di strada ci sono altari a Budda dove ciascun abitante, se ha bisogno di acqua, offre una bottiglia d’acqua, o altri doni. Praticamente, anziché fare il militare, un intero popolo, si dedica ad imparare che cos’è ‘abbondanza.
    Donare è condividere da una posizione di abbondanza. Solo questa è l’esperienza della vera Prosperità. http://www.blogdigiovanni.it/labbondanza-fuori-di-noi-11-condividere-dallabbondanza/

 

  • Ma tornando al nostro più prosaico mondo, un’azienda della Grande Distribuzione Organizzata decise di chiedere a noi società di consulenza, un piano di motivazione per un periodo di aperture continuate straordinarie dal 1° Novembre al 24 Dicembre.

Noi intervistammo diversi dipendenti e direttori di negozio di questa catena, chiedendo loro che cosa avrebbe potuto motivarli in questa periodo oltremodo stressante.

Alla fine presentammo il seguente piano:

La circolare interna, avrebbe dovuto recitare:

“Il cambiamento rende tutti preoccupati alle soglie di un periodo già di per sé impegnativo. Studiamo per quest’anno un piano per tenere su il morale. Ogni negozio della catena organizzerà così un concorso interno per curare l’umore, la solidarietà, la motivazione e la soddisfazione di tutti. Questi i punti principali che il piano potrà includere:”

  • Scommesse a chi venderà certi prodotti di punta e altri prodotti di magazzino.
  • Lotteria del negozio: viaggio di Natale. La lotteria e l’estrazione diventeranno l’oggetto della festa finale di Natale.
  • Mercatino interno in una serata intera, dopo la chiusura del negozio. Ciascuno potrà portare in un’area del magazzino articoli che non usa più da condividere.
  • Nella Festa finale di Natale, verranno estratti premi a sorpresa offerti dall’Azienda.
  • Incursioni Fun Department. Ogni giorno, ad un ora sempre diversa, i clienti saranno informati e coinvolti da una visita a sorpresa di un gruppo di dipendenti che –travestiti- gireranno in negozio al solo scopo di divertire divertendosi.
  • Premio simbolico settimanale deciso dalle valutazioni dei singoli dipendenti ad uno di loro con motivazione esplicita. Il regalo settimanale verrà scelto da una lista predisposta dalla Società.
  • Sorprese del mattino: ogni giorno i Direttori di Negozio organizzeranno un servizio di approvigionamento di fiori, oppure frutta o dolci, a cura della Direzione.
  • Regalo Natale “bleah!” dal collega sconosciuto: ciascuno avrò l’onere di trovare un regalo kitsch per la sera della festa.
  • Giorno di fuga all’estero: verrà stanziato un bdg di Tot. euro per 2 biglietti aerei di un viaggio, pagato dall’azienda, di 1 giorno e 1 notte, da svolgersi nelle settimane di apertura speciale continuata.

 

L’esempio sopra riportato dimostra che tutto accade per il nostro bisogno vitale di riconoscimenti positivi. I riconoscimenti (strokes) sono bisogni primordiali. Io ho studiato, nella mia prima specializzazione in Analisi Transazionale, proprio il bisogno primario di Riconoscimenti.

Queste “carezze” rappresentano il “motore” della nostra vita.

La responsabilità dei riconoscimenti è sia di chi l’invia che di chi li riceve.

  • Nel Corso Bioenergetica e Lavoro si fa effettuare la seguente esercitazione: “che effetto fanno su di noi i riconoscimenti?”. Questa è la normale economia dei riconoscimenti:
    • “Non dare carezze
    • padre: (“che sono tutte queste smancerie alla tua età?!“)
    • Non chiedere carezze
    • (madre: “non venirmi vicino: ho da fare”)
    • Non accettare carezze
    • (m: “Come sei stato bravo a fare tutte queste costruzioni!”
    • p: “non lodarlo, altrimenti si monta la testa)
    • Non rifiutare carezze negative
    • (p: “Sei il solito incapace”
    • b: “Non sono stato io!”
    • p: “Guai a te se mi rispondi!”)
    • Non carezzare te stesso
    • b: “Oggi a scuola sono stato proprio bravo!”
    • m: “Chi si loda s’imbroda”
  • Viene chiesto ai partecipanti: “c’è un volontario che voglia prendersi un po’ di riconoscimenti?”. E si sperimenta in prima persona che cosa significa dedicare tempo e e spazio dedicato a sé.
  • Ecco cosa vuol dire “Predisporsi Ogni Giorno per Giornate Speciali: il tempo possiamo passarlo solo in determinati modi, come individuato dall’Analisi Transazionale.
  • Solo investendo ogni nostra energia per stare nel godere dell’intensità emotiva, trasforma la nostra vita. Le giornate speciali Rendono l’“Effetto Soglia”, oltre il quale tutto assume un significato più profondo.

 

Allora, Buona Giornata. Speciale.

 

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