19) Io Creo o Consumo?

 

“La più alta forma di coraggio
è il coraggio di creare.”

(Rollo May)

 

L’esempio del punto precedente -Mai Più Compromessi- ci dimostra che siamo esseri creativi, innovativi, personali, privati, originali. Che smuoviamo le montagne se ci facciamo carico della nostra capacità di incidere. Se abdichiamo, è già partita persa. La scelta della posizione di vita creativa è determinante: volete vedere?

Registrate queste pietre miliari che hanno cambiato l’esistenza a milioni di persone:

  • La specie umana è l’unica sulla faccia della terra che si costringe a lavorare per vivere; e non se ne vede la spiegazione naturale se non legata all’espressione di sé
  • L’unica speranza per il benessere è avere la sensazione di non lavorare mai, bensì di esprimersi sempre
  • Chi fa un lavoro in modo creativo non ha la sensazione di lavorare, quindi è un privilegiato
  • Comportarsi in ogni istante della nostra vita creando, vuol dire in realtà incidere di più, essere più efficaci e concreti, non “svagarsi con la testa tra le nuvole”
  • Rappresenta la chiave ogni benessere, senza per forza scegliere una professione creativa
  • Al contrario: la creatività e il benessere non si esprimono necessariamente nelle professioni creative; si percepiscono dentro e fuori di noi nel modo aperto, originale, personale, divertito e di scoperta continua in cui scelgo di manifestarmi in ogni azione che compio
  • Questo mi può portare ad un approccio che progredisce sempre perché dimostra all’universo di accettare tutto -completamente- e di cercare soluzioni nuove senza perdere l’umore, anzi motivandosi: l’essenziale è prendere questa posizione di vita, il resto che importanza ha?
  • Il malessere esistenziale nasce solo da questa rinuncia all’espressione di sé in qualsiasi forma di realizzazione io mi limiti.

E qui vogliamo esprimere il contrario di ciò che si può pensare a prima vista: la verità è che posso -devo- prendere sempre un approccio espressivo-incisivo-originale soprattutto quando questo mi è evidentemente proibito, dalle circostanze, dagli obblighi e dalle persone. Perché è solo una rinuncia a priori che io non rimetto più in discussione da troppo tempo. Invece posso -devo.

Io creo o consumo? Non smetto mai di chiedermelo. In ogni momento della mia giornata, settimana, esistenza, io posso solo creare o consumare. E le persone si dividono in due: chi crea e chi consuma.

In qualche modo, l’approccio è simile alla sensibilità rispetto alla Logica Contenuto-Contenitore, di cui ho parlato in quest’altra nota.

Chi crea non fa fatica, mai. Chi consuma, sempre. Quando creiamo (come i bambini) non abbiamo mai la sensazione di lavorare, o di conflitto interiore… poiché la creatività -se costretta dalle difficoltà- si nutre, motiva e ispira nel trovare la soluzione. Allora chi sceglie di esserci totalmente con tutto il suo ingegno-entusiasmo-divertimento, di fronte ai problemi, semplicemente si rigenera, si distrae, respira, si accetta e fiuta altre ispirazioni e motivazioni. Si “interfaccia diversamente” come si dice in azienda.

C’è un esercizio bioenergetico in cui occorre mettersi di traverso sul cavalletto, su un fianco. L’approccio creativo immediatamente coglie l’occasione per divertirsi; quello bloccato, riesce solo a fare fatica. Punto.

Basta far cogliere questo aspetto alla persona che fa l’esercizio per vederla iniziare a creare e rifiorire. Alla fine, richiesti, rispondono: “certo che è stato meglio fare l’esperienza, mi sento sbloccato e ho capito come fare”.

Se viceversa si sentono incardinati come atteggiamento, ogni movimento in profondità è una pena.

Lo Stereotipo della Vita Facile di Chi Crea

C’è lo stereotipo che occorre debellare: chi crea ha la vita facile; chi ha problemi non può mettersi in uno spirito creativo.

E’ proprio questo il malinteso (!). Qui stiamo parlando proprio della nostra capacità di affrontare QUALSIASI problema, soprattutto i più gravi, con un approccio innovativo, risolutivo, concreto.

 

E se non ho un talento creativo? Ma stai scherzando? Creazione è espressione. E’ questo il punto. E’ solo che per abitudini familiari, educative, caratteriali, che non ci hai pensato e lavorato su, ma tu sei creativo/a per definizione. Per il tuo ambito, per le tue capacità.

Occorre essere creativi su di sé, non in assoluto. Sì proprio tu, con quel corpo goffo e le emozioni bloccate: inizia, e verrai travolto, tutto qui. E il tuo corpo tornerà armonioso ed attraente. Pensate un po’ che addirittura la mia tesi di laurea era sulle “tecniche di induzione della creatività”, che quindi possono essere “inoculate” in chiunque e in qualsiasi ambiente di lavoro o famigliare.

E se parlate con chiunque considerate creativo, vi dirà che il pensiero cosiddetto divergente (dalla norma!), va allenato: a vedere, affrontare, incidere nella realtà in modo non più banale e abitudinario, bensì aperto al cambiamento quotidiano. Tutto qui.

E vi sembra poco!?

Se basta -come fa più di una persona che conosco- tornare a piedi dal lavoro da 10 km di distanza per risolvere non so quanti problemi in uno (abitudini, peso, corpo, pigrizia, riflessione, meditazione, tempo per sé, decisione risolutiva per poi non parlarne più -e non so quante altre cose!), non è questa semplicità, la soluzione più creativa?

 

Creativo non è strano. E’ semplice, piacevole e risolutivo.

Non avete idea di che trasformazione hanno i corpi delle persone che vedo mentre fanno gli esercizi bioenergetici: di colpo, l’emozione rimette in circolo le energie, sblocca dalle difficoltà, e il loro aspetto riprende l’armonia e la grazia: in pochi secondi tornano belli, attraenti, vitali e solo perché hanno accettato la loro vulnerabilità e le nostre comune miserie e deciso che va benissimo così. Davvero e fino in fondo.

Mi chiedo quindi: io creo o consumo? In generale, tendo più a creare o a consumare?

 

Leggi l’approfondimento: La Dispersione del Consumista

 

Vai al punto conclusivo: 20)  Indugiare è il Problema

Riepilogo: La Nona Stagione

1)    La Nona Stagione
2)    Tornare a sintonizzarsi sui desideri
3)    Liberarsi degli Obiettivi
4)    Le Uniche 2 Condizioni Motivanti per raggiungere gli obiettivi
5)    Questionario Esistenziale di Ammissione di NON Raggiungimento Obiettivi
6)    Chiedersi Ogni Giorno: Se Non Ora, Quando?
7)    L’Esercizio dello Stacco

8)    Concentrarsi Su Rituali Legati a Belle Emozioni
8a)  Collegare le Abitudini Alimentari al Piacere
9)    20 Serate Motivanti
10)  Cambiare per Cambiare
11)  Cercare lo Scopo Primario
12)  Innamorarsi da Dentro
13)  Brilla il Sole, Dentro: il Segreto dell’Innamoramento
14)  Famolo Strano
15)  Se Mi Lamento, Sparatemi
16)  Buttarsi a Capofitto
17)  Una Bella Mattina
18)  Mai più Compromessi
19)  Io Creo o Consumo?
20)  Indugiare è il Problema

Leggi il programma completo degli incontri di Terapia di Gruppo Bioenergetica 2016

 

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