2 Passi per lo Scopo Primario

E l’obiezione la sento già nell’aria: ma se io non so qual è, questo benedetto scopo primario?

 

Se non lo so, faccio due cose:

 

1. la prima è: “cercare il mio scopo primario” diventa il mio scopo primario.

 

2. E la seconda: “affronto tutto -ma proprio tutto- come se fosse, realizzasse e sviluppasse il mio scopo primario”.

 

E ascolto come cambia la mia risonanza alla vita.

Il principio è che sono già e sempre, in ogni momento, a contatto col mio scopo primario, e gli altri lo vedono.

Tutto sta soltanto a sentire, percepire, qual è.

Poi, il gioco è fatto.

Perciò, dall’andare a correre o a lavorare, dal mangiare a fare l’amore, faccio ogni cosa con intensità e totalità, fino a che emerga il mio personalissimo “come e perché” vivo.

 

Tu fai un sacco di cose! Mi dicono.

Io rispondo: faccio una cosa sola.

Io ho capito solo una cosa: occorre battersi come un matto sempre per lo stesso obiettivo: il mio scopo primario:

aiutare gli altri a non star fermi,
a non vivere ipocrisie, limiti, vizi, pigrizie.

A non sprecare la loro vita.

Lo è per un semplice motivo.

Perché nella mia vita, fin da bambino, ho visto un’enormità di energie sprecate in comportamenti senza senso e in direzioni senza uscita.

E di fronte a situazioni impossibili e a spiegazioni demenziali, ho chiesto senza successo e mi sono sempre chiesto: Perché!? Perché?! Perché!?.

 

Da un certo momento in poi, iniziandoci a lavorare sopra, mi è sembrato tutto incredibile, entusiasmante, motivante.

Mi sono scoperto allora nei miei scopi, via via più veri e ho iniziato a ragionare su quelli degli altri.

Ho indicato esempi di diversi Scopi Primari possibili in questa nota:

Riconoscere il Tema Irrisolto e Sostituirlo con lo Scopo Primario.

 

Ho sofferto, ho lavorato enormemente, sono stato alle prese con mille problemi. E l’esempio che ho compreso per me, senza voler dare alcun insegnamento, è uno solo:

Bisogna onorare ora questa vita, oggi,
emozionandosi il più possibile
e non lamentandosi mai.

 

Lo so, può sembrare un concetto banale, sentito migliaia di volte. Ma sono le sfumature e le conseguenze di questo assunto di base a non essere banali per niente.

E solo questo condivido: non accontentarsi mai!

 

MA nel godere, nel respiro profondo, nella condivisione con gli altri,
nella passione che ci emozioni e ci faccia gioire…

…NON nello spirito ansioso di realizzare qualcosa di impalpabile
e comunque sempre insoddisfacente.

 

Occorre smetterla una volta per tutte di andare appresso ai nostri obiettivi di sempre, enormi, razionali, colmi di cliché, sbandierati e vuoti.

 

E’ la vita “così-così” e “come-fan-tutti”, a non andare bene per niente.

 

Tutte le volte che mi sento rimbalzare da un impegno ad un altro senza una direzione, occorre che mi riprenda il filo delle cose, subito. Cominciando da piccolissime abitudini da riscoprire.

 

E iniziare a fare qualsiasi cosa con tutto se stessi, facendomi ispirare da questi preziosi momenti, divertendomi e partecipando come se ciò che ho davanti fosse l’unica cosa al mondo. Solo questo conta.

 

E non si tratta di recitare, si tratta di anticipare. La differenza è nelle emozioni. E’ la stessa tra fingere e immedesimarsi.

Se fingo, non accade niente. Se mi emoziono, accade tutto.

 

Se non mi piace il mio lavoro o la mia vita, posso SOLTANTO ricominciare da pochi minuti al giorno di benessere puro, corporeo, emotivo, che mi deriva da piccolissime cose da riscoprire e a cui non devo rinunciare mai più. 

 

E poi allargare questi spazi e farmi ispirare sempre di più da loro.

 

Eccolo il segreto:

solo se passo attraverso le emozioni -e non la volontà!-
praticando l’anticipazione di qualcosa che mi piaccia tanto,
mi coinvolga e mi appassioni per ciò che è -e per il modo in cui lo vivo-…. 

 

…allora sentirò che cosa vale di più la pena sentire per me!

 

E solo allora il nostro personalissimo scopo primario verrà a cercarci.

Buongiorno!…

 

E’ così che Gennaro ha smesso di occuparsi di angosce e ha ripreso ad appassionarsi di musica e dell’insegnamento, le sue scintille quotidiane, da troppo tempo accantonate.

 

E Silvana ha rinunciato per sempre a perseguire il suo scopo vuoto e fintissimo: gli uomini, gli uomini e gli uomini! Baaaasta! ha detto una bella mattina. E adesso sì che se la gode, dedicandosi alle sue piccole passioni per troppo tempo trascurate: star bene nel corpo, la natura, la poesia ecc. ecc.

E così, solo così (!) gli uomini hanno ripreso ad essere attratti da lei!

Perché a lei la propria vita oggi piace molto di più! E allora sì che piace anche agli altri!

 

Ci avete fatto caso? Quando siamo angosciati, sospendiamo la vita in attesa di risolvere chissà che e chissà come.

Ed invece, è proprio la sospensione della vita ad affossarci sempre di più.

 

 

Ci vuole così poco, amici miei…

 

 

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