Accettare di Smettere per Sempre

Accenniamo al fumo ma in verità riguarda qualsiasi cosa.
Nel mio studio è appeso al muro:

Nessuna terapia è possibile
se non si riesce nemmeno
a smettere di fumare.

È troppo duro per noi? Allora aggiungiamo le parole magiche: “almeno 5 sigarette”. Nessuna terapia è possibile se non si riesce a smettere di fumare almeno 5 sigarette. Oppure di dimagrire almeno 5 chili.
O entrambe le cose: togliere 5 sigarette e 5 chili.
E il gioco è fatto.

Perché poi i 20 chili non sono altro che dimagrire ancora di 5, poi ancora di 5 e poi ancora di 5. Se ce l’abbiamo fatta una volta ce la possiamo fare sempre.
Basta aggiungere dei premi di piacere quotidiano.

Questo vuol dire Evoluzione Sostenibile (guarda il riepilogo).

Sempre vuol dire ogni giorno.
Perché è già successo.
Ma appunto solo se siamo drastici, incisivi.

Dice Allen Carr, che ha aiutato milioni di persone a vivere meglio:

“La chiave è prendere la decisione di smettere e considerarla certa e definitiva e, una volta presala, non sperare ma sapere che hai smesso. Mai dubitarne, mai rimetterla in discussione, ma anzi gioirne sempre.”
(…)

“Non avete abusato dell’alcol, al contrario è lui che ha abusato di voi.”
(…)
“Spenta la tua ultima sigaretta sei già un non fumatore.”
(…)
“Dopo aver preso quella che sai essere la decisione corretta, non torturarti nel dubbio.”
(…)
“La maggior parte del cibo che mangiate non è il risultato di una scelta, bensì di un condizionamento.”
(…)
“L’unica vera soluzione è il rimuovere i motivi che ci portano a fumare o mangiare eccessivamente.”
(…)
“Che assurdo hobby è mai questo che, quando lo fai, vorresti non farlo e solo quando non lo puoi fare vorresti una sigaretta?”
(…)
“Le diete non possono funzionare! Non è stata la vostra debolezza la causa dell’insuccesso, bensì il fatto che stavate tentando l’impossibile.”
(…)
“La soluzione del problema non sta nell’aspettare il momento della rivelazione ma nel capire che, spenta l’ultima sigaretta, la faccenda è chiusa.”

 

In sostanza:

Se non lo decidiamo e non compiamo il passo risolutore il giorno in cui ci appare più chiaro…

…quando, come e perché ciò dovrebbe accadere in un altro momento?

Cosa potrà mai verificarsi di così diverso?
Come faccio a non essere sicuro di non stare procrastinando / prendere tempo / restare in realtà alle prese sempre con lo stesso problema?

Sull’incidere abbiamo elaborato diversi punti e workshop specifici: Incidere

 

Per esempio:

“lo so che è la 14sima volta che mi rimetto con Pierluigi e ora so che un giorno lo lascerò”.
– Perché non oggi?
Perché prima devo capire perché ci sto”.
– Ma smetterla semplicemente, no?
Altrimenti come fai a capirlo con lucidità senza aver ripreso un minimo di possessione della tua vita, di vitalità, di progressione?
Così, se non agisci con chiarezza e determinazione, queste nuove e non consolidate abitudini si affievoliscono laddove non siano sorrette da chiarezza, drasticità e visione radicata di ciò che stai facendo.
“…”.

Anche questi aspetti li abbiamo riportati in diversi punti: Le persone non cambiano?…4 Modi per Far Finta di Cambiare.

A volte il meccanismo viene persino allo scoperto:

“So bene che da questo rapporto-atteggiamento-lavoro-stile di vita-punto di vista- posizione d’orgoglio (vale per qualsiasi cosa!)… non otterrò più niente… ma, semplicemente, non lo voglio abbandonare”.
– E perché, scusa?
Perché sì. Non lo so”.
– Esattamente come i NO dei bambini?
Esatto. M’impunto. Ma tu fammi impuntare. Poi mi passerà”.
– Sicuro?
Sì”.
– Quando?
Non lo so. Presto”.

 

La domanda delle domande allora è una sola: la vogliamo smettere o no?
È già difficile perseguire il proprio Scopo Primario nella vita….(guarda il punto relativo).
… se non lo decidiamo davvero e con tutto noi stessi, come possiamo introdurre almeno un germe, un gene, un seme di cambiamento?!

E poi non vediamo che il prendere tempo, non è altro che un modo caratteriale di opporsi alle costrizioni subite da bambini?

 

Miranda lascia nel piatto -alla fine del pranzo- ancora oggi sempre qualcosa. E’ il suo modo -da quando ha sette anni- di opporsi al suo sentirsi abbandonata e costretta, in uno scacco perenne.

E così Benedetta fuma per prendersi i suoi spazi e le sue sospensioni che le venivano sistematicamente impediti in modo traumatizzante.

Matteo si fumava la sua ansia di fretta e fino all’ultimo respiro. Lo faceva fin dai tempi del trauma del liceo, per respirare finalmente (!) ogni momento e contrastare il tradimento quotidiano di non potersi mai e poi mai, drammaticamente, fidare dei suoi genitori.

Davvero pensate che il vostro impuntarvi sia fine a se stesso?

Per questo ne parliamo.

Perché non risolvere è il mezzo infantile di cercare di riuscire a modo nostro,
ripetendo un gesto inutile e dannoso, a cui siamo abbarbicati come ad una droga.

 

Solo se lo vedo così, posso superarlo per quel che è, una piccola via senza uscita.

Così Angelica può smetterla di arrivare sempre in ritardo, perennemente. Ed occuparsi di tirar fuori la rabbia.

E Alessandra smetterla di lottare con il peso e il cibo che desidera sempre senza poterlo mangiare mai (!). E coinvolgersi con gioia nelle sue passioni sempre rimandate.

La sensazione che abbiamo provato tutti, ad un certo punto del cammino, è proprio questa:

che non c’è più bisogno dei propri cuscinetti, protezioni, sospensioni.

E si prendono impegni senza rimandare, ci si sente più presenti e più aperti, accettanti e in progressione.

E non è poco per niente.

 

È utile allora ricapitoliare lo Schema Quotidiano dell’Accettazione

Ora voi direte:
“non c’è altro oltre queste remore che questioni legate a paure di cambiare e a blocchi caratteriali?”.
– No, non c’è altro.
“Non potrebbe essere che invece se aspetto…?”.
– No, quasi sempre no. Solo se l’argomentazione a favore dell’aspettare è molto ma molto convincente, ed è una tantum, e ce lo dicono almeno 5 persone all’unanimità… …allora sì, conviene aspettare, ma viceversa, ci stiamo come al solito ingannando.
“E allora?”
– Allora o l’accetti o bye bye.

Vediamo ora, se non l’avete fatto prima, in che cosa consistono questi rituali / cerimonie / rappresentazioni e che cosa vuol dire davvero accettare e lasciar andare?

Come abbiamo riportato poco sopra, sono il contrario del senso comune: rinunciano per raggiungere, non si massacrano per realizzare l’irrealizzabile.

 

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