Accettazione Incondizionata: 28. Due Motivi per Celebrare l’Accettazione

 

Ma Perché Celebrare un Rito di Accettazione è così Importante?

E perché -senza un rito, un simbolo, una rappresentazione, una narrazione efficace- accade che col tempo gli effetti benefici si affievoliscano?

 

Per 2 motivi:

1. Perché il cammino dell’Evoluzione si ottiene al contrario di ciò che normalmente seguiamo (!).

  • a) Non si misurano i passi verso gli obiettivi come abbiamo sempre fatto.
  • b) Si accantona definitivamente il modo di raggiungerli di prima…
  • c) …e ci si concentra su abitudini quotidiane di piacere e abbondanza, per sempre.
  • d) E solo così si raggiungono sul serio (e non più per rigido automatismo, senza arrivarci  mai!) gli scopi precedenti, ma solo se sono autentici e potenti per noi.

E se no, in ogni caso, non andremo più appresso a vite finte.

E’ il segreto per raggiungere stati d’animo che altrimenti cerchiamo soltanto invano da troppo tempo.

Questo segreto è necessario allorché la leggerezza che abbiamo appena trovato si infrange sul muro del quotidiano.

Siamo al momento in cui scopriamo che:

  1. se non ci battiamo ogni giorno in modo diverso da prima
  2. non raccogliendo MAI PIU’ sfide inutili e impossibili da vincere davvero
  3. bensì sviluppando rituali di piacere fisico, emozionale e prospettico
  4. non cambia davvero mai niente.

La scoperta di questo passo è che occorre radicare la luce sperimentata nella Leggerezza Profonda: Riepilogo.

Lo abbiamo trattato in decine di sfaccettature: Evoluzione Sostenibile: Riepilogo.

E’ quindi fare appello al corpo, al sé e non più al nostro ego spropositato…

 

 

Perciò, il secondo motivo per cui è necessario un rito importante, è perché:

2) Solo se si è radicali si riesce nell’impresa, visto che il benessere segue sentieri appunto profondi, apparentemente paradossali e non immediatamente chiari.

Altrimenti, alla lunga ci si perde di nuovo.

Per questo è importante sottolineare la crucialità di queste intuizioni e il sapere esattamente che cosa fare.

 

Alla fine, infatti, quel che conta è l’estensione del gesto.

Che è ciò di cui parliamo qui, ora:

Non cambia davvero niente fino a quando non mettiamo dei paletti sufficientemente profondi, non innestiamo abitudini nuove, non siamo drastici ed efficaci.

Altrimenti è come dire:
ho capito davvero solo oggi come e quanto fumare mi faccia male”.
– E quindi?
Non lo dimenticherò”.
– E basta così?
Per adesso non mi sento di decidere altro”.
– E cosa deve accadere affinché tu ti decida?
Non so, qualcosa di nuovo, immagino, una forza di cambiamento, un’esasperazione…”
– E deve arrivare da fuori? Da dove?
…”.
– E se non arrivasse?
…”.

Dal punto di vista schematico, visuale, di campi di forze, il primo momento di consapevolezza di cui sopra, della scoperta che l’accettazione non segue cammini consueti, si risolve in modo orizzontale e sociale:

occupo il più possibile la mia vita

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di spazi di piacere
a) dedicato (spazio per me, che difendo!)
e
b) trasversale (in ogni cosa che faccio cerco di metterci molto più piacere!).


E così sto visibilmente meglio.

 

 

Questo secondo passo verso il benessere, invece,

l’essere radicali nell’impresa,

è invece verticale,
riguarda la nostra profondità
v
v
v

toccata o meno da questa rivoluzione della nostra vita.

Ed è qui che si percepisce la vera rivoluzione.

– Fino a che punto allora vuoi andare in profondità?
Fino al punto in cui, un giorno, credo, smetterò di fumare”.
– E cosa cambierà quel giorno?
Che me la sentirò”.
– …
Sì, va beh, dai… prima o poi lo farò”.

 

Insomma: sentiamo che ce la stiamo ancora raccontando.

Allora:

  • o concretamente decidiamo e facciamo qualcosa di diverso…
  • oppure stiamo ancora lì a dire “davvero, davvero”, ma in realtà, a far finta…

 

Leggi i punti precedenti:

Il Rito dell’Accettazione

Una Piccola Via Senza Uscita

 

vai al punto successivo, correlato: Accettare di Smettere per Sempre.

 

 

Riepilogo:

 

 

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Approfondimenti:

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