Visione Radicata: 9. Attrazione Bioenergetica – che cosa attiriamo realmente nella nostra vita?

 

Marcello mentre mi parla ondeggia, scalpita, è irrequieto. Ne abbiamo già parlato. Lui è consapevole di questa sua incapacità di non poter “stare nelle cose” più di un tempo breve e a volerne fuggire in ogni momento.

Annamaria ogni giorno prega il Nam-myoho-renge-kyo -nella sua pratica buddista- affinché si compia ciò che lei desidera da una vita: “l’amore quello vero”. Ne è convinta: se persevererà pregando per tutto il tempo necessario, un bel giorno arriverà.

Angela ha problemi di soldi, da decenni. E’ un assillo perenne: non riuscire a sapere come fare a pagare le bollette, farcela per il rotto della cuffia, non poter mai vivere senza ansia per una serenità che non arriva mai…

Cosa c’è di comune in queste storie?

 

Per saperlo, vi racconto una modalità che utilizzo spesso nel mio studio. Non sono più il terapeuta. E’ una specie di gioco in cui assumiamo dei punti di vista “terzi” rispetto alla relazione a due che c’è in quel momento.
Allora io vesto i panni della persona di cui il paziente mi sta parlando e dico come mi sento. E’ utile per chi ho di fronte, sentire sulla propria pelle quali sono le percezioni degli altri, “da fuori”.

Per cui, se lo faccio con Marcello, gli dico: “non ci sei Marcello. Io, nei panni del tuo cliente, sento che in questo momento non ci vuoi essere, vuoi andare via, e allora ti lascio andare. Vai. Ma non sono più interessato a richiamarti per lavorare con te”

“Che cosa senti se te lo dico? Che effetto ti fa?”.

 

Oppure mi metto nei panni della natura, della progressione naturale, e dico come “sento” questa persona che ho di fronte. Nel caso di Annamaria, le comunico:

“Tu Annamaria preghi imperterrita ogni giorno per qualcosa di innaturale, cioè che un uomo ti realizzi la vita innamorandosi di te”.

“Perché l’amore lo desideri da decenni.
Ma ti mancava in qualche forma dai tuoi genitori. Quindi oggi ti manca da dentro e non l’hai ancora accettato. Non saranno gli uomini -da fuori- a ridarti ciò che non hai avuto”.

“Io natura allora continuo da troppi anni a rimandarti ogni giorno questa innaturalità, delusione, non soddisfazione. E continuerò proprio secondo il tuo buddismo e le leggi naturali a farti arrivare esattamente la stessa attrazione: puoi pregare in modo meraviglioso e ispirato, applicato e pieno di sacrifici, ma se ciò che chiedi è innaturale, arriverà la sentenza quotidiana di impossibilità e frustrazione”.

 

Se in definitiva aneliamo-desideriamo-bramiamo un uomo o una donna che finalmente valorizzi la nostra vita e la renda degna di essere vissuta non potremo che ottenere delusione.

Possiamo viceversa realizzarla noi per primi, per trovare così “completezza dentro di noi” e -da questa – arrivare ad un amore naturale e profondo: su una base di parità, scambio, reciprocità.

E questo io natura puntualmente vi rimando.

 

Oppure spingo letteralmente Angela per le spalle o mi faccio spingere, ponendomi come specchio sul modo in cui avverto la sua energia:

“Vuoi sapere cosa sento mentre ci spingiamo? Che non ce la fai lottare. Non c’è divertimento dentro di te. C’è solo pena. Tu hai di fronte me oppure chiunque altro, come fossi l’ennesimo problema da risolvere “a malapena”. E così continuerai a fare”.

“Io non mi sento in una vera relazione di piacere tra me e te, pertanto ciò che si produrrà sarà solo altro problema, altra fatica”.

“Quello che sente chiunque entri in rapporto con te, è che -se non cambia qualcosa dentro le tue immagini interiori e nella tua energia, se non si instaura un minimo di entusiasmo, leggero e appassionato- ogni relazione con cose e persone, per te sarà penosa e respingente. E se io sono il denaro, così non mi avrai mai”.

 

Ecco, in questi momenti, è chiaro alla persona che ho di fronte che cos’è in realtà la Legge dell’Attrazione. Al di là della fisica, delle vibrazioni delle cellule, è evidente la risposta ad alcune domande fondamentali, esistenziali.

Per Angela e il suo problema di perenne mancanza di denaro:

  • Dove mi vado di nuovo ad infilare, in quali situazioni ricorrenti di mancanza da cui poi mi è difficile uscire?
  • In che modo questa ennesima crisi di denaro era evitabile? E come la posso risolvere davvero?
  • Che cosa sto attirando a me, ancora e ancora, e in definitiva che cosa voglio “non risolvere”?
  • E da che cosa nasce questa esigenza di “non uscire mai bene” dai momenti di emergenza?
  • Che cosa, in definitiva, è normale per me, che in realtà non è per niente normale?
  • Sono ancora nella ferita che ho ricevuto da piccola? Quale sofferenza cerco di evitare? Che invece mi riporta a “non farcela” proprio perché la fuggo?

 

Ora: a che servono queste domande, questi lavori su di sé? Solo a farci soffrire, avvilirci e buttarci giù?
Se così fosse, perché siamo qui a leggere dell’Attrazione? Qual è il motivo vero, intendo? Profondo, sincero?
Perché non c’è nulla, ma proprio nulla-nulla di più importante nella vita: capire perché le cose non vanno come vorremmo. E come farle andare meglio.

 

Nel caso di Angela divenne chiaro che lei per guadagnare denaro si agitava tanto da infilarsi in situazioni degradanti e compiti professionali campati per aria.

In più, la ricerca di queste opportunità di lavoro le costavano materialmente altro denaro (!) in spostamenti, pubblicità, abbigliamento “per essere all’altezza”, pranzi e cene di lusso per ottenere i contatti desiderati.

E soprattutto, alla fine, la lasciavano stanca, insoddisfatta, delusa, a guardare il conto in banca che sprofondava inesorabilmente.

Fu importante che lei iniziò a divertirsi in modo applicato, leggero e scientifico, assolutamente forzato all’inizio.
E che smettesse:

  1. ogni filo di pensieri e immagini interiori che la rodevano nel profondo;
  2. ogni azione che le facesse spendere del denaro a vanvera.

E divenne rivelatorio un bel mattino il contatto di lavoro che arrivò assolutamente inaspettato con qualcuno conosciuto in una festa a casa di amici, a cui lei in altri momenti non sarebbe mai andata.

La telefonata che mi fece raggiante quando questo nuovo cliente la pagò bene per qualcosa che aveva fatto con leggerezza, non la dimenticheremo mai, né io né lei: “e mi è pure piaciuto tanto! Non ci posso credere!”.

Non c’è niente di più fondante della verità su di sé e della consapevolezza “sui perché, i come e i quando” delle nostre dinamiche personali.

Da quel giorno, non c’è nulla che possa distogliere Angela dal buon umore e dall’entusiasmo e dalla forza vitale che infonde nei clienti, negli amici, in se stessa. Il resto arriverà. Sta già arrivando.

 

“Che cosa siamo qui a fare? -Chiedo nelle conferenze sull’attrazione- avete problemi di soldi? Altri problemi?”.
Io sono qui –rispondo- perché questo incontro dovrebbe essere fatto in tutte le scuole, di ogni ordine e grado.
Perché sono informazioni che –se mi fossero state date a suo tempo- mi avrebbero fatto risparmiare energie infinite.

 

Personalmente, posso oggi toccare con mano la sensazione fisica, sulle pareti di casa mia d‘infanzia, di precarietà, paura, irrealizzazione, non amore tra i genitori, che sentivo spesso. E posso ora rivivere bene l’ansia che per decenni mi ha provocato questo stato, tanto da attivarmi in qualsiasi direzione, per ridurre l’incertezza, per trovare qualcosa che non poteva essere trovato.

Ora la ringrazio e la rivivo con tristezza e nostalgia, finalmente: è la mia storia.

Ma ci sono riuscito soltanto entrandoci dentro più e più volte, passo per passo, con incupimenti, disorientamenti e illuminazioni successive.

Per questo posso accompagnare Angela a sentire il sentirsi sola-sola per anni, mentre sia padre che madre erano in altre faccende affaccendati e troppo incasinati per occuparsi di lei. E la sensazione “non ce la posso fare, non ce la posso fare…” ripetuta ad libitum nella sua testa. Che ancora oggi tenderebbe a farla mettere “naturalmente” in situazioni dove non ce la fa.

Non solo è quello che conosce: è quello che vuole.

 

Nel caso di Annamaria invece è stato il tanto amore dei genitori e l’abbandono che lei sentiva quasi ogni giorno quando il lavoro li teneva lontani da lei all’improvviso e senza preavviso. E questo “Paradiso Perduto” che lei ha cercato di riconquistare per decenni –in un “amore vero”, costante e idealizzato- senza poterci riuscire per definizione . E che ora vede finalmente respirandoci dentro e uscendone con “lieta difficoltà”.

 

E Marcello? Dovere, lavoro, impegni, durezza, è ciò che ha sentito per ogni giorno dei suoi primi 20 anni. Soprattutto dalla figura paterna, quale modello dello stesso sesso. Per cui ogni appuntamento di lavoro e ogni svago o aspetto di una relazione intima, sono sullo stesso piano: ansia, noia, irritazione, fastidio.

La svolta per lui è stato sentire insieme a me che ha ragione. Semplicemente. Ha profondamente ragione. Questo gli ha tolto ogni barriera cui opporsi. E quindi? Che fare? Questa è l’evoluzione. E l’unica cosa da fare è chiudere definitivamente ogni alibi e lavorarci su:

“io non so stare. Punto.
Imparo allora -da un lato- a esserci sempre.
E ad accettarlo -dall’altro lato- che tenderò sempre a sentire che non riesco.

Questo paradosso…

 

…di aver scelto di esserci sempre     ><       proprio perché accetto la sensazione che non riuscirò mai ad

   esserci pienamente…

 

…mi renderà infinitamente più sereno e rappacificato”.

E soprattutto presente.

 

Articolo di approfondimento: “Se Desidero dalla Mancanza, Allontano Ciò che Desidero”

 

Per partecipare alla Conferenza del 27/11/14 alle 20.30 su questi temi

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In azzurro gli articoli già disponibili sulle Leggi dell’Attrazione:

Su questo stesso blog ci sono già più di 40 di articoli relativi alle condizioni che favoriscono l’Abbondanza e Prosperità. Basta seguirle passo passo, una alla settimana, per riempire un anno di sviluppo esponenziale di sé e delle proprie energie.

 

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