Evoluzione Sostenibile: 16. Problemi, che Altro?

 

Risolvere i problemi, che altro? Lo dico sempre: la natura ci fornisce di un corredo di difficoltà, distribuite a pioggia. E più le superiamo e più la specie è selezionata. Punto.

Più siamo messi alla prova e migliori saremo. Quindi onore alle difficoltà ed enorme spirito per risolverle.

Scrivono Phil Stutz e Barry Michels su “Il Metodo”, Sperling e Kupfer, pag. 32-33:

Alcuni (…) si rifiutano di vivere una vita decurtata. Affrontano una mole immensa di dolore, da grandi rifiuti a fallimenti, a episodi minori di imbarazzo e ansia.
Sanno gestire anche la più modesta ma tediosa sofferenza richiesta dalla disciplina personale, costringendosi a fare quello che tutti noi sappiamo di dover fare ma non facciamo, dal praticare uno sport, nutrirsi in modo sano e mantenere una certa organizzazione della propria esistenza. Non evitando nulla, riescono a perseguire le loro più grandi aspirazioni. Sembrano essere più vivi degi altri.

Hanno qualcosa che dà loro la forza di sopportare il dolore: un senso dei propri scopi futuri. Ciò che fanno nel presente, non importa quanto difficile sia, ha significato in vista di ciò che vogliono per il futuro”.

Ecco. Volete davvero avere una marcia in più verso il benessere?

Smettete di lamentarvi e benedite i problemi, nessuno escluso.

Mettetevi nei guai in senso buono, prendetevi 10 volte gli impegni che state prendendo oggi. E affrontate l’essenza:

la vita può mandarci solo problemi e difficoltà. Per rendere migliore la nostra natura.
Tutto qui.
Solo così eviterò di sprecare miliardi di unità di energia
e otterrò viceversa colossali risultati.

Per questo l’accettazione è la madre di tutte le felicità. E per questo il benessere assoluto non esiste. Esiste solo il benessere relativo:

quando non dormo una notte intera, se la seguente dormo 7 ore mi sembra di rinascere. La vera domanda allora è:

a che scopo non ho dormito la notte precedente? Per che cosa investo la mia vita?

Per sopravviere alle mie paure o per uno scopo degno di questo nome?

Percepiamo solo le montagne russe: l’alternanza tra profondità e rigenerazione. E se non vogliamo vederla così e ci ostiniamo a sentire solo pesantezza ed evasione, allora ogni giorno andremo a sbattere contro un muro, il muro della realtà: di nuovo mi devo alzare e andare dentro matrix, nella pesantezza che non si risolve mai.

Mentre è il principio generale di carica e scarica che la bioenergetica individua che posso promuovere dentro di me.
Ogni cellula dell’universo si carica e poi si rigenera naturalmente, riposandosi.

Allora andare incontro a quelli che fino a ieri sentivo -e sentirò sempre- come enormi problemi, con questo nuovo splendido sorriso… è l’unica arma che la verità mi mette a disposizione. Il resto? Arriverà.

 

Pertanto, la smetto solennemente di lamentarmi di questa vita. Ci metto mesi ma ci riesco benissimo. Moltitudini ce la fanno:

  • Non riesco ad avere altro che pena nella mia vita? Vado a correre. Inizio a praticare qualsiasi cosa e riparto.
  • Non ce la faccio? Odio correre? Mi fa schifo la gente? Ecco la risposta: così non posso campare.
  • Allora insisto di più e approfondisco: perché sono così? Da che cosa dipende?
  • Che cosa mi può aiutare?
  • E ricomincio, ogni giorno.
  • Ma la smetto di lamentarmi e misuro come affronto e risolvo o non risolvo davvero i problemi, NON come mi ci crogiuolo dentro e mi dispero di NON risolverli mai.
  • Chiedo a tutti, a chiunque, un parere, una mano.

 

Dico spesso: se non so smettere di fumare o dimagrire davvero, come posso cambiare la mia vita verso il benessere?

Ci sono, in questo blog, decine e decine di passi per smuovere la nostra vita.

E’ concepito per questo: smettere di lamentarsi e tornare a progredire.

Tutto sta a iniziare dicendo: smetto per sempre e inizio per tutta la vita.

Cito spesso che il libro di Allen Carr “E’ Facile Smettere di Fumare” aveva una sola chiave:

smetti per sempre e non pensare più a quanti giorni sono che hai smesso.

E lasciati alle spalle PER SEMPRE le abitudini e gli atteggiamenti che non ti fanno bene. Decidilo. E non devi fare nient’altro e non hai bisogno di alcun altro stimolo. Basta con i “ci provo, vediamo come va”.

Mi butto e non ci penso più.

E così facendo ha scritto un libro che ha venduto decine di milioni di copie e aiutato centinaia di milioni di persone a smettere atteggiamenti inutili e dannosi.

E tu chi sei per dire che per te, solo per te, non funziona? Non è più facile ammettere che qualcosa dentro di te non vuole che funzioni? E che basta saperlo?

E conoscere che ciò che conta non è riuscirci bensì riprovarci ogni giorno con estrema determinazione e senza più tentennamenti.

Riepilogo:

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