Evoluzione Sostenibile: 13. Solo il Piacere Porta all’Evoluzione


Due “moti” ci spingono naturalmente, ogni mattina, verso il Piacere, per farci riprendere la via dell’Evoluzione:

  1. il primo è smettere di cercare di risolvere: periodicamente, scopriamo di nuovo che non c’è niente da risolvere in realtà, NON con lo spirito con cui abbiamo cercato di risolvere le cose finora. Occorre viceversa accettare tutto e dedicarsi a Star Bene Qui, Oggi. Ad ogni nuova ondata di eventi, alla fine questa consapevolezza emerge per ciascuno di noi.
  2. Il secondo è che abbiamo bisogno di una mappa di Sensazioni Piacevoli per orientarci e sostenerci. Scoprendo via via nuove strade per il benessere, più mature e creative -quindi contro l’apparente buon senso- ci rendiamo conto che non si possono ottenere risultati consolidati senza sostegni quotidiani di momenti intensi di piacere.

E’ sufficiente allora concentrarsi su un aspetto soltanto:

Piacere è Cambiamento. E cambiamento è Piacere.

Tutto qui.

Una prova?

Volete prendere ad esempio una persona che a vostro avviso sta bene -o sta meglio di voi- e che ammirate per questo? Concentratevi un attimo su questa persona.

E ora fateci caso: gode dei propri piaceri. Che siano i figli o i propri hobby o abitudini, i modi di lavorare o di fare qualsiasi cosa.

E’ così? Di solito è così: queste persone mettono i propri piaceri intensi al primo posto. E non sono per niente edonisti, egoisti e auto-centrati. Anzi, si dedicano agli altri e magari si sacrificano. Ma si sente immediatamente che hanno imparato a godersi sempre più ogni momento, e lo fanno attraverso le emozioni, i sensi e il corpo.

 

E’ il senso generale della nostra esistenza: solo i piaceri portano al cambiamento.
Il corpo conosce solo piacere e dolore.

Per questo aiuta: se sto bene lo sento nel corpo. Le sensazioni corporee uniscono, unificano, sintetizzano. Ci fanno sentire sicuri.

Se so cosa desidero, lo so nel corpo.

Se non so cosa desidero, non so ascoltare il mio corpo.

Pertanto, se accetto tutta la mia vita e le sue imperfezioni e mi sintonizzo finalmente sulla leggerezza e sul fatto che comunque va tutto bene, che posso star bene oggi, concentrandomi ogni momento su aspetti leggeri e piacevoli…

…occorre che salvaguardi OGNI GIORNO le mie possibilità di restare connesso a questo piacere.

 

Ma non lo so fare, se ho passato una vita a non ascoltarmi e a seguire l’esterno: i dettami familiari, culturali, educativi, i permessi e le proibizioni comuni.
E soprattutto, mi è difficile farlo se parto da un livello basso:

infatti, se sento il bisogno di cambiare davvero tanti elementi delle mie giornate, vuol dire che parto da una condizione spiacevole e non certo ottimale, e i principi del lavoro su di sé che qui illustriamo partono proprio dai presupposti di accettazione: se non cambierà, allora mi devo adattare.

Perciò questo mix può sembrare all’inizio deleterio:

1. Parto da un livello basso
2. Non so come fare
3. E tutto ciò non cambierà, va accettato.

Non facile come base di partenza, vero?

Eppure è proprio questa la condizione da sposare per tutta la vita. Se si comprende ciò, è fatta:

1. Non è vero! Il mio livello basso c’è l’ho dentro da sempre ed è falso! E’ solo un ricordo!
2. Non so come fare, e con questo? Posso realmente imparare! Basta non smettere mai di apprendere e progredire!
3. E tutto ciò non cambierà, va accettato. Ma NON nella disgrazia e sconforto che ho vissuto allora. Ripetiti che è solo un ricordo!
Ci sono infatti solo 2 tipi di accettazioni:
a) la prima è tornare a quella disgrazia di una volta,
di quando eravamo bambini e di quella atmosfera abbiamo tanto sofferto.
b) La seconda Accettazione è Incondizionata MA con uno spirito rinnovato,
non disperato come prima! Ed è da curare, allenare, sviluppare!

Sentite lo stato d’animo migliore? Fa la differenza abissale tra salute e malattia, malessere e benessere.

La situazione più facile è proprio…

…PRIMA accettare fino in fondo di avere a che fare oggi, proprio oggi (!), con questo capo e non altri, con queste difficoltà che ho cercato e costruito io stesso per qualche motivo…

…e DOPO sorriderci finalmente dentro.

 

E’ una specie di “togliere la corrente”, la tensione, e accettare la sconfitta. Una resa che va praticata. Perché il conflitto contro il capo, il lavoro, il mio partner, non è davvero una “tensione”, è una finta, è un conflitto atavico dentro di noi.

Allora va dichiarata una resa onorevole alla verità. Arrendersi al Corpo, dice Lowen.

A quel punto, è il momento seguente ad essere rigenerante:

Noi abbiamo tutti i diritti immutati e espliciti.
Mai più da rivendicare in astratto,
bensì ogni giorno, concretamente.

E da questa condizione nuova, potente, nasce la nostra vera evoluzione.

 

Mi rendo conto che qualcosa cambia nelle mie giornate -se disinnesco finalmente certi meccanismi di conflitto e d’insoddisfazione che porto avanti io per primo.

Questa è la svolta. E l’evoluzione mi porta davvero a ricostruire, mattone per mattone, il mio personale e privato benessere.

Vediamo nell’articolo collegato come integrare concretamente Piacere ed Evoluzione:

 

Evoluzione Sostenibile: Collegare Piacere ed Evoluzione

 

Riepilogo:

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