I Meccanismi dell’Accettazione

Ma quali sono questi Meccanismi dell’Accettazione?

Cosa scatena il Rito di Accettazione? A che pro lo faccio? In che senso un  può farmi davvero bene?

 

Funziona perché sprigiona vita, verità, vitalità. Significa che finalmente si può respirare, sgonfiando, eliminando del tutto le aspettative verso qualcosa di effimero e irrealizzabile.

Ho già detto più volte come TUTTE queste anime siano benvolute e cercate e preziose per gli altri, PROPRIO perché hanno sofferto e sono quel che sono in verità e profondità.

Allora, che senso ha stare decenni nella mancanza?

Non è meglio cominciare finalmente a vivere?

 

 

Ciò sancisce una vera e propria cerimonia con se stessi.

Basta, definitivamente, smettiamola di rovinarci la vita.

 

Il senso è che noi inseguiamo una mancanza, il ché è materialmente impossibile da raggiungere.

  1. Mettiamo che M. non abbia avuto considerazione da parte del papà
  2. E cerca considerazione negli altri da una vita
  3. Può invece accettare finalmente qui ed ora la mancanza di questa considerazione.
  4. Ed elaborare il lutto.

E il Rito dell’Accettazione Incondizionata mette in luce una verità invisibile alla nostra cultura, lapalissiana:

La vita conosce solo il Pieno, l’Abbondanza e la Prosperità. 

E non accetta il Vuoto.

Quindi la sofferenza ricevuta in realtà è la verità.
La verità è l’unica abbondanza.

Se io non sono stato visto, e mi vedo finalmente,
allora mi vedo come mi sentirò sempre senza esserlo mai: non visto.

E questa verità mi libera, accettandomi per come sono.

Le persone che abbiamo citate, individuate nella loro essenza, sono persone stimate, cercate dagli altri.
E’ che sono abituate a non considerare se stesse, proprio perché non sono state considerate. Ma gli altri le vedono eccome.

Ciò ha lasciato una esperienza che ha reso appunto queste persone speciali.

 

Piene di sensibilità, modestia, rispetto, capacità d’impegno notevolissima e una luce negli occhi che le rende preziose.
Tanto che gli altri le cercano molto e vogliono loro incredibilmente bene.

Si stupiscono sempre di questo immeritato successo e svalutano il proprio valore perché hanno preso il modello di svalutazione genitoriale: non si vedono, quindi non vedono i loro pregi, non considerano le piene possibilità che la vita dona loro. Tutto qui. E non è per niente poco.

F. ad esempio, non riesce mai a trovare l’amore.
Non rimarreste sconcertati anche voi nello scoprire che non trovare un partner dipende solo ed esclusivamente dal non essere stati considerati importanti e quindi dal non considerare importanti le proprie qualità?

E così guardare a partner diversi da sé? Con cui non ci s’incontra mai?
O a cui non si piace, in un circolo ripetitivo incredibile?

“Ho capito: se io invece mi ri-considero, accetto che mi sentirò sempre un pò non considerata, e vedo con chiarezza i pregi le risorse che mi ha dato questa mia condizione, faccio la differenza abissale tra verità e finzione, tra una vita piena di non considerazione e una vita vuota di non considerazione”.
-Esatto.
“E quando lo trovo però qualcuno che mi ami?”
– Questo è il punto. Potresti non trovarlo mai. Ma t’interessa la verità o cos’altro?
“La verità, certo. E la verità è semplice: se non vado più dietro ad una cosa impossibile, allora forse qualcuno lo trovo”
-… Se no, no.
“Ecco…. Però respiro… Fiuuuuuu”.

Assumere tale punto di vista radicale evidenzia cosa accettare e che cosa no.

Perciò è l’ampiezza che conta.
Tutto è stato molto vero.

Tutto posso mirare a stravolgere.
Tutto misurerò nel tempo per quanto riuscirò davvero a mutare di segno.

 

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