Il Rapporto tra Diritto Negato e Ferita Caratteriale

Non è immediatamente percepibile, per i non addetti ai lavori, il passaggio tra quel che il bambino sente come Diritto Negato e la Ferita che ne consegue.

 

Ad Esempio Vittorio, che ha elementi tipici del Cerebrale, ha sentito un’angoscia terrificante e una rabbia fredda indicibile e invivibile, alla nascita e nei primi mesi di vita. La situazione era dovuta alla supposta depressione della madre, mai conclamata e verificata, che non accorreva alle sue richieste mentre il padre era purtroppo assente e lontano per lavoro.

 

Ora questa angoscia, che come si vede si è sviluppata in una famiglia per ogni altro verso normale, per ciò che questo termine possa significare in questi contesti, era troppo forte e precoce per essere vissuta per ciò che era, da parte di Vittorio, quindi lui ha sviluppato l’unica reazione che un bambino così piccolo potesse creare, un rifugio in un mondo ideale e una fuga nel pensiero e nell’immaginazione

Vediamo lo schema relativo:

Carattere Diritto Negato >

 

(Condizione Ambientale-Relazionale)

 

Ferita  >

 

(Reazione al Diritto Negato)

Cerebrale (Schizoide) Diritto di Esistere –

Ostilità e freddezza mi terrorizzano, mi negano il diritto di esistere

Ferita da Rifiuto -Non ho diritto di esistere, quindi mi sento rifiutato. Ciò mi terrorizza e mi carica di una rabbia così distruttiva da doverla rimuovere e vivere solo nella testa, pensiero, immaginazione, fantasia, isolamento ecc.

 

La reazione sistematica di Vittorio ha col tempo creato il suo carattere Cerebrale, con le due tipiche polarità caratteriali:

Presenza-Assenza.

 

E con il Grande Problema di cui sembra sempre soffrire, che, per il cerebrale, è:

 

Gli altri Sono un Problema

 

Per questo motivo, per questa dicotomia, il Carattere che qui per comodità divulgativa e didattica chiamiamo Cerebrale, viene detto in realtà tecnicamente dagli studiosi Schizoide, nel senso che scinde la mente dal corpo, per non sentire più sofferenza.

 

Nello specifico di Vittorio, la Presenza era sempre venata di estrema polemica, accesa e conflittuale nei confronti del padre, ma poi nei fatti estesa a tutti, nessuno escluso.

 

Mentre l’Assenza era vissuta con estrema dedizione ad una disciplina sportiva estrema, a rischio di morte quotidiana, con estremo sprezzo del pericolo.

 

Di tutto il resto, Vittorio se ne fregava altamente.

 

Aveva perso volontariamente il lavoro facendosi buttar fuori dal suo impiego di falegname, in cui peraltro era molto bravo e viveva non riuscendo nemmeno a considerare di doversi trovare un altro lavoro.

 

Quando l’ho conosciuto si rendeva vagamente conto che così era destinato a finire contro un muro e che le sue strategie di sopravvivenza erano completamente sballate, ma non sapeva come fare a ritrovare un minimo di direzione. La sua vita era colma di eccessi.

 

Per fortuna aveva una bontà d’animo, un entusiasmo per le cose che lo appassionavano e un’adrenalina per la sua attvità sportiva, il Parapendio, che lo portavano a sentirsi vivo in diverse occasioni.

E questo probabilmente gli aveva salvato la vita, complicandogliela non poco, in termini di praticità e di orizzonte temporale.

 

Vedremo in seguito come sia riuscito a raddrizzare positivamente il suo cammino attraverso tutto il percorso della Trasformazione del Carattere.

 

 

 

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