Il Rito dell’Accettazione

 

Perfekt Ist Nicht Gut Genug

Motto della Porsche
(Perfetto Non è Buono Abbastanza

 

Che cosa lega l’accettazione autentica ad una reale nuova vita?
Come faccio ad essere sicuro di aver accettato e di voler davvero cambiare pagina, tornare ad evolvere?

Posso contarci su questa mia accettazione per strutturare una evoluzione sostenibile?

Oppure me la canto e me la suono?

 

Un’esperienza che si attraversa in terapia è quella del Rito.

Se non c’è un Rito, non c’è una narrazione efficace, non si sviluppa un’Evoluzione Sostenibile.

C’è in molti approcci fin dall’antichità.

In alcune discipline c’è la cerimonia della morte e rinascita, in altre l’esperienza d’immaginare il proprio funerale. Nei Gruppi di Osho è comune l’Iniziazione ad una nuova vita il Cambio di nome in Sannyasin:

Anand Premartha, ‎Satyam Svarup – 2006 – ‎Family & Relationships:

“Siamo consapevoli che cambiare semplicemente il proprio nome non basta per cambiare le vecchie abitudini, regole e credenze che portiamo dentro di noi. Ma quando nella nostra vita raggiungiamo il punto in cui ci sentiamo pronti per una seconda nascita, la nascita di noi stessi, per alcuni di noi sembra giusto coronare questa decisione con il cambiamento di nome. Questo è come un nuovo simbolo per il secondo stadio del nostro viaggio”.

 

Non è certo necessario arrivare a questo punto, anzi, qui ci soffermiamo sull’essenza della decisione, piuttosto che sulla forma.
Fatto sta che il Rito, Cerimonia, Iniziazione ad una Nuova Vita, è un passo imprescindibile, una dichiarazione d’intenti, un’azione strutturata che rinforzi il reale cambiamento.

Lo abbiamo detto più volte: si cambia davvero comportamento solo quando:

  1. il nuovo sistema di azioni è ritualizzato
  2. è corporeo ed emotivo
  3. parte dal piacere quotidiano, sostenibile
  4. e al piacere ritorna, in un circolo virtuoso

Lo abbiamo visto nella serie di articoli dedicati appunto all’Evoluzione Sostenibile.

Ma una cerimonia strutturata secondo precisi parametri, rende reale ed efficace soprattutto l’Accettazione. La quale diventa in questo modo concreta e incondizionata.
O almeno è più garantito che lo sia.

 

E’ la summa del lavoro sui post-it di cui abbiamo parlato spesso in queste note. In sostanza, le frasi più intime e significative espresse in terapia, si annotano su post-it in tempo reale, altrimenti il nostro inconscio cancella subito il ricordo preciso di aver detto proprio quelle parole.

Col tempo, questi post-it compongono foto interiori di un cammino di crescita personale.

Allora, arrivati ad un certo punto del percorso:

  • a) Si prendono le affermazioni che abbiamo scritto e riletto tutti i giorni per mesi
  • b) Le si volgono in positivo: ad esempio, da… “io non varrò mai abbastanza”… a …”la versione di me che sente di valere”.
  • c) Si identifica un’immagine completa di sé immaginata per anni e mai raggiunta, la quale ha assorbito tonnellate di energie come una chimera impossibile e inafferrabile. Ad esempio: la Principessa, la Ragazza Perfetta, la Sacrificata, l’Affermato, il Bravo Marito, l’Imprenditore di successo ecc. ecc.
  • d) Si trovano delle forme simboliche, quali un collage, un elenco, un incisione su pezzi di legno…ecc. ecc. (occorre essere il più creativi possibile)
  • e) Si riportano in queste forme le caratteristiche più dettagliate: la ragazza perfetta che inseguo da una vita e non sarò mai… la moglie e madre realizzata…
  • f) Si bruciano letteralmente in un parco. O s’innalzano al cielo, si distruggono, si abbandonano alla corrente di un fiume, a seconda del simbolo più efficace per noi
  • g) Ci si confronta poi con se stessi e con altri su ciò che rimane e sui nuovi stati d’animo
  • h) E si scopre al termine che il significato è la rinuncia completa a inseguire un modello che non è mai esistito…

“…e mi ha sempre FINTAMENTE motivato/a ad impegnarmi nella vita, mentre potevo accettare ciò che è stato, il lutto che ciò comporta, le risorse infinite che ho, e godermi molto di più l’esistenza”.

 

Vediamo alcuni casi in modo dettagliato:

G. ha bruciato in un piccolo falò, l’insieme dei collage e delle frasi, delle storie interiori e delle immagini profonde che si è fatta in questi anni.
Si è sempre sentita esclusa dall’affermazione, dall’amore, dalla capacità di farcela.
E questa è la sua memoria del corpo.

Allora decide che brucia l’immagine di sé che da sempre avrebbe voluto essere e che non sarà mai.

Basta, finalmente con la PROFESSIONISTA AFFERMATA E LA BRAVA MOGLIE, che:

  • si lascia andare
  • è emotiva
  • ha valore
  • dice quello che pensa
  • si riposa e si rigenera
  • sente che “chi non mi vuole non mi merita”
  • si realizza nella sua città
  • se la gode leggera

“Io non sarò mai così. Quindi ci rinuncio.

Non SENTIRO’ mai che riuscirò a lasciarmi andare, anche se non sarà mai vero. Ma è una suggestione che sento fin da bambina”.

“Io sentirò sempre di avere le mie difficoltà, anche se poi effettivamente non sarà così… a causa delle le esperienze vissute, in molti ambiti della mia vita:

  • non mi lascerò andare facilmente
  • non sentirò le emozioni come desidero
  • non percepirò e non mi godrò il mio effettivo valore
  • sarò sempre un pò affaticata, sacrificata, in affanno
  • non mi sentirò realizzata pienamente”.

“E ciò a prescindere da quanto sarò effettivamente realizzata. E’ questa la verità. Quindi posso smettere d’inseguire ogni giorno altre realizzazioni e insoddisfazioni. Semplicemente”.

 

Quindi, l’importante è capire il meccanismo:

si brucia la presunta parte bella, per ottenere di viversi un’esistenza finalmente piena.

NON si brucia la brutta, altrimenti ritornerà sempre fuori in qualche modo…e continueremo a cercare qualcosa di tematico, copionale, ripetitivo e illusorio.
(E’ una vita che tentiamo di bruciare, rimuovere, affossare la brutta! E lei ce l’ha sempre fatta perché è la nostra più grande risorsa… E’ così che ci sentiamo fin da bambini…).

 

Questa immagine di sé apparentemente fallata, malcelata, ferita e sofferente è in realtà quella vera, la più bella, che piace agli altri proprio perché ha sofferto e sa cos’è la vita.

E va valorizzata e sostenuta, laddove noi da decenni cerchiamo invece di rottamarla.

Mentre viene bruciata l’altra: la chimera, l’illusione.

Questo è il cambiamento epocale.

 

Cosa scatena tutto ciò? A che pro lo faccio? In che senso può farmi davvero bene?

Sprigiona vita, verità, vitalità. Significa che finalmente si può respirare, sgonfiando, eliminando del tutto le aspettative verso qualcosa di effimero e irrealizzabile.

Ho già detto più volte come TUTTE queste anime siano benvolute e cercate e preziose per gli altri, PROPRIO perché hanno sofferto e sono quel che sono in verità e profondità.

Allora, che senso ha stare decenni nella mancanza?

Non è meglio cominciare finalmente a vivere?

 

Ciò sancisce una vera e propria cerimonia con se stessi.

Basta, definitivamente, smettiamola di rovinarci la vita.

 

Il senso è che noi inseguiamo una mancanza, il ché è materialmente impossibile da raggiungere.

  1. Mettiamo che M. non abbia avuto considerazione da parte del papà
  2. E cerca considerazione negli altri da una vita
  3. Può invece accettare finalmente qui ed ora la mancanza di questa considerazione.
  4. Ed elaborare il lutto.

E il Rito dell’Accettazione Incondizionata mette in luce una verità invisibile alla nostra cultura, lapalissiana:

La vita conosce solo il Pieno, l’Abbondanza e la Prosperità. 

E non accetta il Vuoto.

Quindi la sofferenza ricevuta in realtà è la verità.
La verità è l’unica abbondanza.

Se io non sono stato visto, e mi vedo finalmente,
allora mi vedo come mi sentirò sempre senza esserlo mai: non visto.

E questa verità mi libera, accettandomi per come sono.

Le persone che abbiamo citate, individuate nella loro essenza, sono persone stimate, cercate dagli altri.
E’ che sono abituate a non considerare se stesse, proprio perché non sono state considerate. Ma gli altri le vedono eccome.

Ciò ha lasciato una esperienza che ha reso appunto queste persone speciali.

 

Piene di sensibilità, modestia, rispetto, capacità d’impegno notevolissima e una luce negli occhi che le rende preziose.
Tanto che gli altri le cercano molto e vogliono loro incredibilmente bene.

Si stupiscono sempre di questo immeritato successo e svalutano il proprio valore perché hanno preso il modello di svalutazione genitoriale: non si vedono, quindi non vedono i loro pregi, non considerano le piene possibilità che la vita dona loro. Tutto qui. E non è per niente poco.

F. ad esempio, non riesce mai a trovare l’amore.
Non rimarreste sconcertati anche voi nello scoprire che non trovare un partner dipende solo ed esclusivamente dal non essere stati considerati importanti e quindi dal non considerare importanti le proprie qualità?

E così guardare a partner diversi da sé? Con cui non ci s’incontra mai?
O a cui non si piace, in un circolo ripetitivo incredibile?

“Ho capito: se io invece mi ri-considero, accetto che mi sentirò sempre un pò non considerata, e vedo con chiarezza i pregi le risorse che mi ha dato questa mia condizione, faccio la differenza abissale tra verità e finzione, tra una vita piena di non considerazione e una vita vuota di non considerazione”.
-Esatto.
“E quando lo trovo però qualcuno che mi ami?”
– Questo è il punto. Potresti non trovarlo mai. Ma t’interessa la verità o cos’altro?
“La verità, certo. E la verità è semplice: se non vado più dietro ad una cosa impossibile, allora forse qualcuno lo trovo”
-… Se no, no.
“Ecco…. Però respiro… Fiuuuuuu”.

Assumere tale punto di vista radicale evidenzia cosa accettare e che cosa no.

Perciò è l’ampiezza che conta.
Tutto è stato molto vero.

Tutto posso mirare a stravolgere.
Tutto misurerò nel tempo per quanto riuscirò davvero a mutare di segno.

 

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