Accettazione Incondizionata: 26. Il Rito dell’Accettazione

 

Perfekt Ist Nicht Gut Genug

Motto della Porsche
(Perfetto Non è Bene Abbastanza)

 

Che cosa lega l’accettazione autentica ad una reale nuova vita?
Come faccio ad essere sicuro di aver accettato e di voler davvero cambiare pagina, tornare ad evolvere?

Posso contarci su questa mia accettazione per strutturare una evoluzione sostenibile?

Oppure me la canto e me la suono?

 

Un’esperienza che si attraversa in terapia è quella del Rito.

Se non c’è un Rito, non c’è una narrazione efficace, non si sviluppa un’Evoluzione Sostenibile.

C’è in molti approcci fin dall’antichità.

In alcune discipline c’è la cerimonia della morte e rinascita, in altre l’esperienza d’immaginare il proprio funerale. Nei Gruppi di Osho è comune l’Iniziazione ad una nuova vita il Cambio di nome in Sannyasin:

Anand Premartha, ‎Satyam Svarup – 2006 – ‎Family & Relationships:

“Siamo consapevoli che cambiare semplicemente il proprio nome non basta per cambiare le vecchie abitudini, regole e credenze che portiamo dentro di noi. Ma quando nella nostra vita raggiungiamo il punto in cui ci sentiamo pronti per una seconda nascita, la nascita di noi stessi, per alcuni di noi sembra giusto coronare questa decisione con il cambiamento di nome. Questo è come un nuovo simbolo per il secondo stadio del nostro viaggio”.

 

Non è certo necessario arrivare a questo punto, anzi, qui ci soffermiamo sull’essenza della decisione, piuttosto che sulla forma.
Fatto sta che il Rito, Cerimonia, Iniziazione ad una Nuova Vita, è un passo imprescindibile, una dichiarazione d’intenti, un’azione strutturata che rinforzi il reale cambiamento.

Lo abbiamo detto più volte: si cambia davvero comportamento solo quando:

  1. il nuovo sistema di azioni è ritualizzato
  2. è corporeo ed emotivo
  3. parte dal piacere quotidiano, sostenibile
  4. e al piacere ritorna, in un circolo virtuoso

 

Lo vediamo in dettaglio al terzo punto della Trasformazione, dopo Accettazione e Leggerezza, nella serie di articoli dedicati appunto all’Evoluzione Sostenibile.

Ma una cerimonia strutturata secondo precisi parametri, rende reale ed efficace soprattutto l’Accettazione. La quale diventa in questo modo concreta e incondizionata.
O almeno è più garantito che lo sia.

 

E’ la summa del lavoro sui post-it di cui abbiamo parlato spesso in queste note. In sostanza, le frasi più intime e significative espresse in terapia, si annotano su post-it in tempo reale, altrimenti il nostro inconscio cancella subito il ricordo preciso di aver detto proprio quelle parole.

Col tempo, questi post-it compongono foto interiori di un cammino di crescita personale.

Allora, arrivati ad un certo punto del percorso:

  • a) Si prendono le affermazioni che abbiamo scritto e riletto tutti i giorni per mesi
  • b) Le si volgono in positivo: ad esempio, da… “io non varrò mai abbastanza”… a …”la versione di me che sente di valere”.
  • c) Si identifica un’immagine completa di sé immaginata per anni e mai raggiunta, la quale ha assorbito tonnellate di energie come una chimera impossibile e inafferrabile. Ad esempio: la Principessa, la Ragazza Perfetta, la Sacrificata, l’Affermato, il Bravo Marito, l’Imprenditore di successo ecc. ecc.
  • d) Si trovano delle forme simboliche, quali un collage, un elenco, un incisione su pezzi di legno…ecc. ecc. (occorre essere il più creativi possibile)
  • e) Si riportano in queste forme le caratteristiche più dettagliate: la ragazza perfetta che inseguo da una vita e non sarò mai… la moglie e madre realizzata…
  • f) Si bruciano letteralmente in un parco. O s’innalzano al cielo, si distruggono, si abbandonano alla corrente di un fiume, a seconda del simbolo più efficace per noi
  • g) Ci si confronta poi con se stessi e con altri su ciò che rimane e sui nuovi stati d’animo
  • h) E si scopre al termine che il significato è la rinuncia completa a inseguire un modello che non è mai esistito…

“…e mi ha sempre FINTAMENTE motivato/a ad impegnarmi nella vita, mentre potevo accettare ciò che è stato, il lutto che ciò comporta, le risorse infinite che ho, e godermi molto di più l’esistenza”.

 

Vediamo alcuni casi in modo dettagliato:

G. ha bruciato in un piccolo falò, l’insieme dei collage e delle frasi, delle storie interiori e delle immagini profonde che si è fatta in questi anni.
Si è sempre sentita esclusa dall’affermazione, dall’amore, dalla capacità di farcela.
E questa è la sua memoria del corpo.

Allora decide che brucia l’immagine di sé che da sempre avrebbe voluto essere e che non sarà mai.

Basta, finalmente con la PROFESSIONISTA AFFERMATA E LA BRAVA MOGLIE, che:

  • si lascia andare
  • è emotiva
  • ha valore
  • dice quello che pensa
  • si riposa e si rigenera
  • sente che “chi non mi vuole non mi merita”
  • si realizza nella sua città
  • se la gode leggera

“Io non sarò mai così. Quindi ci rinuncio.

Non SENTIRO’ mai che riuscirò a lasciarmi andare, anche se non sarà mai vero. Ma è una suggestione che sento fin da bambina”.

“Io sentirò sempre di avere le mie difficoltà, anche se poi effettivamente non sarà così… a causa delle le esperienze vissute, in molti ambiti della mia vita:

  • non mi lascerò andare facilmente
  • non sentirò le emozioni come desidero
  • non percepirò e non mi godrò il mio effettivo valore
  • sarò sempre un pò affaticata, sacrificata, in affanno
  • non mi sentirò realizzata pienamente”.

“E ciò a prescindere da quanto sarò effettivamente realizzata. E’ questa la verità. Quindi posso smettere d’inseguire ogni giorno altre realizzazioni e insoddisfazioni. Semplicemente”.

 

Quindi, l’importante è capire il meccanismo:

si brucia la presunta parte bella, per ottenere di viversi un’esistenza finalmente piena.

NON si brucia la brutta, altrimenti ritornerà sempre fuori in qualche modo…e continueremo a cercare qualcosa di tematico, copionale, ripetitivo e illusorio.
(E’ una vita che tentiamo di bruciare, rimuovere, affossare la brutta! E lei ce l’ha sempre fatta perché è la nostra più grande risorsa… E’ così che ci sentiamo fin da bambini…).

 

Questa immagine di sé apparentemente fallata, malcelata, ferita e sofferente è in realtà quella vera, la più bella, che piace agli altri proprio perché ha sofferto e sa cos’è la vita.

E va valorizzata e sostenuta, laddove noi da decenni cerchiamo invece di rottamarla.

Mentre viene bruciata l’altra: la chimera, l’illusione.

Questo è il cambiamento epocale.

E di colpo, cosa succede? Che G. si sta finalmente lasciando andare (!), proprio perché non lo desidera più in modo impossibile…(!). E’ più emozionata e così via. Vale a dire, proprio come la parte che ha bruciato come ILLUSIONE e può finalmente ESISTERE come realtà.

 

Vediamo come funziona questia specie di miracolo dell’Accettazione.

Prima di proseguire nei punti successivi, vai all’approfondimento: i Meccanismi del Rito d’Accettazione.

 

 

 

Riepilogo:

 

 

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