Evoluzione Sostenibile: 5. La Legge della Progressione

 

Perché continuiamo a somministrarci quel che subivamo da bambini

 

La Legge della Progressione funziona così:

Questa mattina, la radio sta dicendo che ci sono ristoranti che da oggi, insieme allo scontrino, rilasciano anche un certificato nutrizionale di ciò che abbiamo mangiato, con indicazioni di calorie, carboidrati, proteine ecc. Un domani lo faranno talmente tutti, che ogni ristorante non potrà non farlo.

Il giornale che ho davanti riporta che dieci anni fa l’11% degli italiani prenotava i viaggi su internet, oggi il 78%.

La vita va avanti. Le situazioni si evolvono:
in che cosa viceversa noi personalmente ci sentiamo bloccati?

In questo senso è molto utile la legge della progressione.

  • Ci dà una scossa
  • Ci dice di svegliarci
  • Ci sottolinea che questa situazione bloccata lo è davvero. Punto
  • E può NON esserlo
  • Allora è il segnale che occorre cambiare qualcosa
  • Proprio quel qualcosa che noi NON vorremmo mettere in discussione
  • Perché NON vogliamo soffrire mai più

Ma:

Ciò che fuggo m’insegue, ciò che affronto si scioglie.

  • Quindi occorre ripassare per il massimo fastidio pur di tornare ad avanzare
  • Appena ci decidiamo, il dolore scompare, tutto cambia, e l’energia ritorna a fluire.

Un esempio nelle relazioni? L’evoluzione personale rispetto all’evoluzione della coppia.

All’inizio…

…c’è una naturale simbiosi in cui si fanno le cose insieme e si investe nella relazione. Poi, col tempo, può essere che l’altro ci blocchi e/o siamo noi che ci facciamo bloccare.

E stiamo lì (anni) a chiederci: “sono io o è l’altro che mi blocca?”. Domanda che potrebbe ammazzare un cavallo. E che pertanto è inutile, malposta e logorante.

La soluzione che ci prospetta la legge della progressione è invece:

”quale posizione posso prendere che mi permetta (e ci permetta) comunque di progredire?”.

Il senso della progressione è quindi nell’evolversi, essere più soddisfatti, maturi, leggeri e profondi allo stesso tempo.

Ci dice che non è utile continuare a fare piccole battaglie disperanti perché ci sono cose più importanti, molto più importanti.

Questa è un’altra delle costanti di situazioni di blocco: “ma su che cosa avete discusso?”, ci chiedono. E la risposta è imbarazzante: di una banalità sconcertante.

Sul lavare o meno i piatti, sui ruoli nella famiglia a proposito della spazzatura, sul menefreghismo dell’uno o dell’altro per un problema dei figli. Ed è sempre uguale, ripetitiva, costitutiva del nostro rapporto.

Può essere molto utile individuare iniziative e cambiamenti (fino a mutamenti radicali: “questa cosa sono stufa/o di farla sempre e soltanto io…!”).

La progressione ci aiuta in questo modo: se noi facciamo battaglie per anni per l’uso di un Folletto sul pavimento, non otteniamo nulla. Come mai? Perché ci stiamo contrapponendo.

Ho tenuto corsi e corsi per decenni su tali aspetti della comunicazione e sono stupefacenti: chiunque, se attaccato, si difende; è una legge della natura.
Se invece facciamo appello agli aspetti che ci permettano di progredire, di andare avanti, di superare le contrapposizioni, allora, tutto scorre.

Per capirlo e metterlo in pratica, prendiamo un caso estremo:

  • “io la smetto da oggi completamente di discutere con te”.
  • “non ti dirò mai più, in nessun modo e in alcun momento, nulla più di quanto detto in passato”.
  • “Per me tu hai un miliardo di pregi e ti dirò solo e soltanto quelli”.

Non preoccupatevi. Lo sappiamo che è estremo. Magari i pregi non ci sono o non li vediamo più. Ma noi ci impegniamo solo a trovarli. Con tutto noi stessi. Tutto qui.

Ma funziona. Vedrete. E’ un paradosso contro un altro paradosso. Poi potremo adattare questo principio anche a cose molto più basiche, quotidiane, dell’ufficio o delle relazioni.

Tuttavia, per metterlo in pratica in maniera efficace, mancano ancora due ingredienti principali:

  • le immagini interiori diverse, di carattere totalmente opposto a quelle abituali
  • le emozioni –fortissime- di segno positivo che le possano accompagnare.

E tutto ciò dev’essere semplice da realizzare, immediato ed emotivo. Altrimenti è troppo articolato e non funziona.

Per questo lo comprendiamo e otteniamo risultati proprio se partiamo dal caso più importante: i litigi profondi. Diamo luce quindi alla persona che più ci ha rovinato l’umore e spesso molto altro. Così possiamo sentire l’inversione e il beneficio immediato che ritorna a fluire. Più è difficile e più ne ho bisogno. Più ci riesco e prima sento di tornare a progredire.

In queste situazioni: “ci si lascia solo quando ci si lascia bene”.

Vale a dire: ci sono persone, situazioni, gruppi, da cui ci siamo staccati improvvisamente, facendoli vivere dentro di noi, cristallizzandoli all’ultima volta, all’ultima discussione, all’ultimo scontro?

Uno degli indicatori più importanti di questo fenomeno è:

  • continuiamo a pensarci da tutta una notte, oppure periodicamente?
  • Troppo spesso?
  • Ci siamo presi una rivincita, abbiamo finalmente mandato “affantastico” qualcuno, ma poi non è arrivata la soddisfazione che ci aspettavamo?
  • Allora occorre fare un lavoro di riconciliazione, dentro di noi, con questi pensieri, con queste persone, situazioni
  • E’ molto efficace e ci libera. Definitivamente
  • E fa scorrere di nuovo un flusso vitale nelle nostre vene.

 

Individuiamo quindi le situazioni e/o le persone con cui qualcosa è rimasto in sospeso.

Chiudiamo gli occhi e immaginiamo ora due elementi: che noi incontriamo questa persona oggi, in una situazione reale, come l’abbiamo vita l’ultima volta, o in una situazione in cui potrebbe essere oggi. Va bene anche se la persona non c’è più, magari è qualcuno che purtroppo è scomparso.

E –caratteristica fondamentale- noi immaginiamo che grazie a noi, con una specie di fluido che ci esca da una mano, o dal nostro corpo, queste persone siano investite da una corrente di energia cosmica, come in un film di fantascienza. E quindi grazie a noi, vengano irradiati di consapevolezza,  e capiscano tutto quello che noi da sempre vorremmo che loro capissero.

Siamo in una fantasia dentro di noi. Quindi possiamo fare tutto ciò che vogliamo.

Ed è oltremodo importante farlo. Perché le rappresentazioni interne -di noi stessi e degli altri- sono il fattore primario per il nostro benessere.

Quindi non sorridiamo e non snobbiamo l’esercizio.

E ri-andiamo con la fantasia guidata alla luce e all’energia che irradiamo in modo incredibile e che loro, grazie a noi e a questa potenza che scaturisce da noi, stiano incredibilmente meglio, in pace, e si allontanino nello spazio, oppure noi ci congediamo da loro, finalmente riconciliati, come noi avremmo sempre voluto.

Vediamoli mentre ridono, gioiscono e si godono finalmente la vita. Soprattutto se ci hanno fatto del male. O se non li sopportiamo.

Li possiamo vedere -dentro di noi!- come li ricordiamo nelle loro migliori espressioni di Sé oppure come non sono mai stati -ma noi abbiamo sempre auspicato e lottato affinché fossero. E’ questo il più potente messaggio all’universo che possiamo dare attraverso la progressione:

  • “Dire Basta!” al modo sterile.
  • E “Da OGGI Per Sempre!” dedicarsi al modo nuovo, energico e luminoso.

Solo così, ci separeremo bene dentro di noi da queste persone.

Un processo simile viene descritto da un libro americano, un po’ troppo in stile pragmatico come solo loro sanno inventarsi… ma utile; si chiama “Il Metodo”. E’ di due terapeuti, Phil Stutz e Barry Michels.

Allo stesso modo si può ripetere il processo per:

  • una scelta difficile
  • una situazione che deve accadere e che ci preoccupa, come ad esempio un colloquio per un nuovo lavoro o un appuntamento importante.

Anche qui il processo è simile, e ci aiuta a scegliere, “vedendoci dentro” come saremo.

Ci aiuta ad andare verso i nostri desideri:

immaginiamo di entrare nello spazio dove avverrà presumibilmente l’incontro e la situazione, anche se è completamente inventato, e irradiamo luce ed energia su tutte le pareti, in modo cosmico, bello, potente. E poi immaginiamo noi stessi e le persone coinvolte dall’episodio, grazie alla nostra luce, che stiano bene, a loro agio, e che le cose vadano benissimo, che sia tutto profondo, cordiale, in pace, oltremodo positivo. In maniera corporea, vitale.

Ricordatevi: se vi viene da piangere o non ci riuscite, avete la misura di quanto vi stia facendo bene. Se tornate a sentire che qualcosa si scioglie, ne avete la prova.

Cosa c’entra con la legge della progressione? Vediamo i risultati e capiremo.
Come state al termine di questa simulazione? Dovreste sentire due cose:

  1. che la preoccupazione è un po’ diminuita dopo appena uno-due-tre tentativi di dare luce a questi episodi e a queste persone: il respiro è molto più profondo, in agio, naturale
  2. e che alla fine, quando la situazione si verificherà, l’incontro andrà meglio; per qualche strano motivo molto reale, che ha a che fare con la legge dell’attrazione.

Sembra una tecnica new age, non è vero? Eppure se proviamo senza pregiudizi, vedremo, altro che tentativi senza né capo né coda…

Si realizzerà anche un terzo risultato:

3. Che toccheremo con mano quanto NON siamo più in grado (e quanto invece è facile!) di dare energia e positività a quella persona, che pure diciamo di volere proprio così a parole. E quindi indirizzeremo finalmente con le immagini emotive interiori ciò che davvero desideriamo. Eccola, la Legge della Progressione.

E’ sufficiente guardare i bambini: i nostri figli vanno avanti:

  • si arrabbiano ma poi perdonano
  • si distraggono
  • dimenticano e tornano ad essere aperti
  • perché hanno dentro di sé meccanismi di produzione di immagini che si dedicano all’emozione successiva; si appassionano a cose nuove, dimenticano e –soprattutto- re-investono proprio in chi ha fatto loro del male
  • e a volte non è facile, lo sanno tutti coloro che sono assenti per due giorni dagli occhi dei propri figli… farsi perdonare è dura; e ci si riesce solo sollecitandoli con immagini positive, coinvolgendoli in qualcosa di bello e di nuovo: tante attenzioni, regali, scuse, promesse, espedienti che comunque funzionano! E si ritorna ad affrontare tutto in modo nuovo, come in una ripartenza.

E’ solo da adulti che rinunciamo ad evolverci e ci facciamo “incistare” da situazioni penose per anni.

Ritornare alla progressione è allora ritornare alla vita, soddisfazione, respiro.

Quindi, altro che mere tecniche: funziona solo ciò che ci riporta a comportamenti naturali e vitali.

Se la pratichiamo, smetteremo di preoccuparci in modo eccessivo, poiché ogni volta che qualcosa tornerà troppo spesso a tormentarci, avremo un metodo per contrastarla subito dentro di noi con un’energia leggera ed efficace. E poi, le cose andranno molto più lisce, fluide, naturali e verso una reale progressione.

Ecco perché questo processo “è” la progressione:

  • perché riparte dal superamento delle impasse
  • senza più aspettare di risolvere una marea di problemi prima di poter essere finalmente tranquilli.

Questo è l’inganno che la Legge della Progressione svela e risolve.

Vediamo un esempio che ho riportato a parte: Il Caso di Piera: il Ritorno alla Progressione

 

Un altro esempio potente è con qualcuno che ci abbia rovinato la vita al lavoro. O che lo stia facendo proprio in questo periodo (!). E’ incredibile il risultato che ne scaturisce.
L’ho riportato in un altro punto: Tornare a Progredire sul Lavoro

 

In una settimana mi cambia lo stato d’animo. In alcune settimane, la vita.

Lo scopo ultimo è che ogni volta che penseremo a lui/lei, la vedremo che sorrida, che stia bene, dentro di noi, grazie a noi.

E’ molto importante che sia “grazie a noi”, con un’azione tattile, un toccare materialmente l’altro, un’immagine chiara, dei suoni che sentiamo in diretta. Un’azione che facciamo noi che la faccia stare molto meglio, sempre nella nostra immaginazione.

Perché è lì che agisce, quindi occorre risolverla lì, pensarla in modo diametralmente opposto dal solito.

Ci si lascia solo quando ci si lascia bene.

Saprò che sono sulla strada giusta quando penserò sempre meglio a quella persona, e ogni volta il mio respiro sarà profondo e lo stato d’animo magari triste ma sereno; fino a quando sentirò che ci siamo finalmente lasciati, se così dovrà essere, ma naturalmente e bene.
E badate bene: non è una mera tecnica che dice: fai A per ottenere B. Al contrario: Faccio A per ottenere A. E’ così che funziona la natura: produco benessere immaginando te per avere benessere con te.

Occorre mettere da parte ogni orgoglio, ma non solo per un sano egoismo: lo facciamo perché la vita funziona così.

Le cose vanno avanti, non si possono bloccare fermare, ripetere dentro di noi. E vanno avanti solo sulla riconciliazione. E mai sul dolore e il negativo, che riaprono le ferite.

La natura ci manda un corredo di difficoltà. E più le superiamo e più l’essere umano è forte e selezionato.
Se io sorrido davanti ai problemi, non mi chiudo e lascio andare davvero, la mia specie è più forte, vitale, coinvolta nelle cose della vita.

E prima smettiamo dii lamentarci e di avere paura, prima inizieremo ad andarci a cercare (letteralmente) le difficoltà che sono davvero il sale della vita e della passione.

E’ questo semplice principio a mandare avanti il mondo:

le persone si dividono in due:

chi segue la legge della progressione.

E chi si ferma (è perduto).

 

 

Il Caso di Piera: il Ritorno alla Progressione

Un altro esempio invece professionale: Tornare a Progredire sul Lavoro

 

Riepilogo:

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