Visione Radicata: 11. La Metafora del Quando

La Metafora del Quando emerge spesso in terapia.

Ed ogni volta è visibilmente un problema per la persona che la esprime.
Fa capolino in momenti inaspettati. E’ una vecchia conoscenza.

“Quando troverò l’amore” è di gran lunga la più gettonata.

E’ la dimostrazione che l’amore da questa persona, in questo modo, non verrà proprio trovato.
Per questo è il caso di parlarne, scriverne, discuterne.
La metafora del quando è la prova del suo contrario:
ogni volta che ci auspichiamo con troppa enfasi: “quando succederà quella cosa, allora…” il più delle volte non accade, secondo i 4 modi di NON cambiare che noi abbiamo.

(Per approfondire: Le Persone Non Cambiano? 4 Modi per Far Finta di Cambiare)

E comunque, ogni sacrosanta mattina noi ci alziamo e –dopo i sogni della notte- ripartiamo sparati: “quando riuscirò a…! Allora sì che potrò…!”.

Ma perché accade tutto ciò? E che cosa ci possiamo fare?

Accade perché funzioniamo secondo la nostra armatura caratteriale, psico-fisica-emotiva. E’ il nostro EGO. Questa struttura si è creata molto presto e si è rinforzata negli anni.

Il ‘quando’ ci attiva, nelle nostre ricerche che muovono lo schema muscolare, affettivo, mentale.

Insomma è un’abitudine, che abbiamo deciso e preso da bambini e –ora- è incisa nel nostro sistema mente-corpo-emozioni.
Mette in secondo piano i bisogni, le sensazioni, le emozioni.

E si rifà a volontà, idee, difese, fughe e progetti. Testardaggini e orgogli vari.

Perciò è difficile cambiare abitudini. Anche se spesso il cambiamento lo sentiamo necessario. E questo sentirsi tra:

  • la morsa delle nostre inveterate-pigrizie-e-assurde-convinzioni
  • e il bisogno di stravolgere la nostra vita pur di sentire la verità…

…è il bello di tutta la faccenda che chiamiamo vita.

 

I “Quando” più praticati nell’ “hobby del disagio” sono:

•    Quando potrò finalmente fare ciò che desidero
•    Quando cambierò vita
•    Quando riuscirò a trovare un amore e ad avere un figlio
•    Quando avrò superato questo problema
•    Quando pagherò i debiti
•    Quando guadagnerò di più (questa è neverending)

Ne conoscete qualcuno? Ne avete praticati?

 

Ma ora cosa dovremmo fare, al posto di sperare quando….?

Possiamo -e per molti versi è indispensabile- cercare di rimuovere schemi sempre uguali.

E poi dedicarci a qualcosa che emerge spesso con il lavoro su se stessi:
la metafora del qui ed ora.

L’amore ad esempio.

Dico spesso:

l’amore è una metafora di spazio non di tempo.

Quel che accade nella realtà è che non è più “quando m’innamorerò la mia vita cambierà”,

bensì: “se sto bene qui ed ora, e incido in ogni secondo nella mia realtà che mi circonda, senza aspettarmi più nulla d’innaturale dall’ ”altro”…

(…quindi quando sarò sul serio disposto a rinunciare totalmente e profondamente all’amore illusorio che mi risolva tutti i problemi…)

…allora sì che mi troverò naturalmente accanto qualcuno che stia bene con me, condivida il cammino, il benessere e la spontaneità.

E allora sì che qualcosa di diverso si scatenerà.

 

Ma di diverso dal solito (il “solito modo” fin qui ha fatto sempre una brutta fine),
alieno da come me lo aspettavo: semplice, naturale, entusiasmante,
sbloccato, progressivo e progredente, completo, prospero,
e a cui “non manca niente”.

Non è questo l’amore che poi alla fine abbiamo incontrato?
Insomma, chi l’ha vissuto lo sa che la vita e l’amore funzionano così.

Quindi, trovo me, e il mio benessere, la mia maturità, il mio accettare i limiti, confini, e l’eventualità che quel “quando” non mi stravolga l’esistenza da fuori, laddove dovessi riuscire nei miei intenti. E solo così s’invertono causa e conseguenza:

trovo qualcosa dentro e mi basta,
e allora qualcosa succederà, fuori.

La vita è una metafora di spazio, non di tempo.

Ma ci vuole tempo per non aspettare tempo.

Ci vogliono stagioni, militanza, perseveranza… per entrare nello spazio, qui ed ora.

Certo, ma volete mettere? E tutta la perseveranza che abbiamo speso in questi anni per la ricerca del quando? Ci siamo abituati. Basta solo correggere il tiro.

E uscire dalle false illusioni.

 

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Riepilogo:

 

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Che Cosa Non E’ Normale?

La Logica Contenuto – Contenitore

 

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