La Musica del Corpo

Più di ogni altra disciplina, la Bioenergetica congiunge:

 

a) la necessità di benessere, star bene, a contatto col corpo e l’attività fisica

 

b)al bisogno di lavorare su se stessi, di comprendere le proprie dinamiche, in modo leggero e profondo insieme, divertente ma pieno di significato, senso, direzione e progressione della propria vita.

 

E non sono queste le due esigenze più importanti della nostra epoca?

 

Pensiamoci.

 

 

In questo senso, la bioenergetica è l’anello mancante. Ciò che congiunge i due mondi, l’attività corporea e il bisogno di consapevolezza su di sé.

Prezioso, per noi che l’abbiamo provato e scelto per cambiarci la vita.

 

Per di più: l’attività corporea attraverso la bioenergetica sviluppa a maggior ragione la sensazione di pienezza e fluidità senza dover per questo correre o nuotare per ore.

 

Più benessere diretto e meno sacrificio
indotto dal fare “prima” qualcosa per poi sentirsi meglio.

 

Inoltre si lavora sullo sblocco delle tensioni croniche, quindi su tendini e fasce muscolari finalmente più rilassate, sul senso di liberazione, sul togliersi pesi posturali-esistenziali dalle spalle.

 

Quindi la sensazione di progredire e ammorbidire se stessi in profondità, ci porta a goderci di più l’esistenza.

Questa volta finalmente con entusiasmo.

 

E tutto ciò con semplici sedute di esercizi di 1 ora e mezza ogni settimana.

 

Ma l’aspetto più importante -che la differenzia da ogni altra disciplina del benessere- è che le sessioni di esercizi sono solo il primo passo, quello più evidente, del cammino bioenergetico.

 

La teoria Bioenergetica di Alexander Lowen è una psicoterapia a tutti gli effetti, riconosciuta dallo Stato, di diretta derivazione dall’opera di Reich, quindi dalla Psicanalisi di Freud, e molto più profonda e moderna, contemporanea ad ogni epoca, se mi passate il concetto, perché corporea.

 

Poiché il corpo vive oggi. Sempre.

 

E questa circolarità, profondità ed estensione, non c’è nelle teorie di Moses Feldenkreis, Di Pilates, della Mindfullness di Kabat-Zinn e di tutte le varie declinazioni moderne dello Yoga (e se c’è è perché non è più Yoga-trascendenza-spiritualità bensì ginnastica adattata a emozioni ed espressioni del momento, quindi più bioenergetica, semplicemente….).

 

Questo particolare unico, come dicevamo all’inizio:

CONGIUNGE

 

…la “musica del corpo”,

la risonanza, il rispecchiamento di sé
in ogni giorno che passiamo su questa terra…

 

… ad esigenze di approfondire questioni più private,
inceppate, problematiche, come elaborazione dei lutti,
superamento di esperienze spiacevoli, difficoltà di auto-realizzazione.

 

Che cosa state notando? Esatto: praticando “attraverso” il corpo, bioenergeticamente, le persone molto più facilmente e concretamente si possono concentrare, quando ne hanno bisogno, su aspetti di psicoterapia che altrimenti non avvicinerebbero mai, proprio perché in Italia, purtroppo, ci si considera ancora malati se ci si rivolge ad una psicoterapia.

 

Ma già anche parlare di “psicoterapia”, se si parte dal corpo, risulta inadeguato, incompleto, come in effetti è.

 

Se consideriamo infatti come e cosa sentiamo nel profondo del sistema corpo-emozioni-mente, va da sé che il gioco è fatto già ab initio, come condizione di partenza:

 

Sì, va bene, questo è ciò che dici, ma nel corpo, cosa senti?

 

E già solo partecipando ad una classe di esercizi di bioenergetica è tutto connesso: la difficoltà di respiro in certe posizioni può essere vista facilmente come un effetto del diaframma bloccato. Questo blocco può essere messo in relazione ad una paura specifica, magari rimossa, che ora può essere affrontata con semplici suggerimenti, oppure facilmente individuata in colloqui di approfondimento.

 

In sostanza, la Bioenergetica è la base di molti lavori che altre discipline hanno poi scoperto e adattato alle proprie modalità, solo che essendo una pratica terapeutica, non ha sviluppato quegli strumenti di marketing e divulgazione di altre pratiche, oggi molto di più conosciute.

 

Va bene, allora, facciamola conoscere.

E aiutiamoci a diffonderla.

 

 

 

 

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