Evoluzione Sostenibile: 10. La Regola del Quattro

E va bene, vi parlo della Regola del Quattro.

Mi sono deciso quando più d’una persona mi ha detto che era diventata un’ispirazione e un principio da ricordare.

Non ne ho scritto prima poiché -se non si fanno gli opportuni distinguo e non se ne chiarisce lo spirito- può ingenerare resistenze, critiche e false aspettative.

Trova invece il proprio senso in un’utile riferimento da tenere presente SE E QUANDO ce la possiamo permettere.

E poi da violare spesso, sapendo che la stiamo violando, se ne vale la pena.

E quindi funziona appunto da regola: se non la rispetto, è perché ci sono le altre condizioni? Se sì, bene, allora ben venga la violazione, perché porta benefici più alti.

Se no, vale proprio la pena non rispettarla per così poco?

La Regola del Quattro fu così nominata da un guru americano di cui continua a sfuggirmi il nome. Ho assistito ad una sua conferenza in un centro olistico di Milano, ma non sono mai riuscito poi nel tempo a ritrovare nome, pubblicazioni e nemmeno argomento per cui lui era stato invitato a tenere quella conferenza.

Tra l’altro questo signore era un classico americano, obeso nel corpo e comunicativo nel linguaggio. Nei suoi modi, nulla lasciava trasparire il senso olistico, spirituale e trascendente, per il quale era stato invitato. E io mi chiesi che cosa diavolo era lì a fare e soprattutto che cosa diavolo ero lì a fare io. Comunque, ascoltai la conferenza senza portarmi granché a casa, come avrete capito.

Tuttavia, ad un certo punto, assolutamente a margine di ogni discussione possibile, lui citò un suo amico, artigiano, che aveva portato avanti la regola del 4 per tutta l’esistenza, e lui la consigliava a noi, perché davvero molto utile per vivere una vita soddisfacente.

La regola del 4 da lui condivisa -e da me trasformata in modo che poi vi dirò- consiste:

  • nel lavorare 4 ore al giorno: avere come riferimento che il lavoro ideale, per guadagnare denaro, è corretto che duri 4 ore e non di più, come purtroppo ci sentiamo costretti a fare. Per adesso tralasciamo qualsiasi esclamazione e accusa di utopia irrealizzabile e andiamo avanti, perché il senso trasparirà dopo.
  • dedicare altre 4 ore all’ozio creativo, dove non c’è riposo assoluto, bensì attività senza alcuno scopo che non sia divertente, giocoso, di apprendimento: come aggiustare qualcosa, creare un manufatto, leggere un libro, passeggiare, senza nulla più che il piacere in sé, derivato dall’attività che si svolge. E’ curioso come questo spieghi in parte il perder tempo di certe giornate o di certi ambienti lavorativi, dove poi, alla fine, una o due ore vengono impiegate proprio a scopo ricreativo (non tutti gli ambienti, lo so!).
  • Poi, altre 4 ore da dedicare agli amici che, spiegava, per gli americani consiste nel recarsi sistematicamente in un bar, un pub, un luogo di ritrovo. Questo non è affatto da sottovalutare poiché in Italia, tale benessere sociale legato ad un luogo fisico, manca quasi completamente.
  • E infine, abbiamo ancora 4 ore per la famiglia e per gli affetti.
  • E 8 per il riposo notturno.

Che bella la vita, se potessimo viverla in questo modo, eh?
Eppure, state ancora in ascolto e vedrete.

Fin qui, dicevamo, la Regola del Quattro che lui ci passò.
Si può discutere tutto ed è lecito che ciascuno di noi scelga che cosa prendere e che cosa no da questo atteggiamento mentale. 4 ore per la famiglia ad alcuni sembrano da menefreghisti, ed hanno ragione.

Oppure è semplicemente la regola in sé che altri non sentono di doversi dare:

perché mi devo dare una disciplina quando la vera libertà sarebbe non avere regole?

In ogni caso, fu così che io, tornando a casa in moto, di sabato pomeriggio, in una bella giornata di quasi estate, mi dissi:

“ma scusa, caro il mio professionista-abruzzese-terrone-emigrato-provinciale-e-sciatto… non si potrebbe ampliare e sfruttare meglio questo principio?
Visti gli anni che la pensione ci ha tolto?”.

Era infatti il periodo in cui uscivano sui giornali i diversi calcoli per prevedere quando (non) saremmo andati in pensione secondo le regole della legge Fornero.

Allora stavo scoprendo che il limite pensionabile sarebbe stato per me 68 anni e 8 mesi, ora credo sarebbe a oltre 72, i quali, quando arriveranno effettivamente, diventeranno oltre 75…

Per cui, mi dicevo: ma come si fa a smettere di lavorare così tardi? E come si fa a restare attivi, guadagnare denaro e iniziare anche a godersi un po’ la vita, visto che non c’è più un momento di riposo totale, se non ad un’età ove non sarà così facile nemmeno deambulare?

A questo proposito, già 15 anni prima, avevo letto un libro apparentemente ridicolo ma in realtà illuminante: Come Morire in Bolletta e Vivere Felici, anch’esso americano e schematico, ma con un paio d’idee non male che mi avrebbero ispirato nel cambiare vita e lavoro e che poi ho effettivamente seguito:

1) dimettiti oggi, dentro di te

2) e scegli un lavoro che puoi teoricamente portare avanti fino a quando campi, che cioè non preveda il concetto di pensione.

Effettivamente, in seguito, ho fatto proprio questo: mi sono dimesso prima dentro di me, ma per continuare a lavorare meglio per la mia stessa azienda, con uno spirito molto più imprenditoriale, coinvolto, esplosivo e profondo, senza più trattenermi, come se dovessi star lì tutta la vita, con tutta la mia soddisfazione.

Poi -contemporaneamente- iniziavo a costruire, con lo stesso identico spirito totale, fuori da lì, di notte e nei weekend, le mie specializzazioni e il mio futuro da libero professionista. (E’ ciò che intendo per “stare totalmente nei paradossi”).

Ho sbloccato completamente i criteri di tempo e spazio come racconto in altri punti del blog.

Allora, quando ormai ero un “Lavoratore Indipendente” da anni, vado a questa conferenza. E cosa s’inventa la mia mente diabolica e maliziosa e irrequieta (sempre!)?

Che questa Regola del Quattro poteva essere estesa:

  • Perché limitarsi solo al criterio di 4 ore al giorno?
  • Perché non considerare anche di lavorare 4 giorni a settimana? Tenendosi un giorno libero, visto che saremo in età da pensione e, si spera, ancora liberi professionisti? Almeno un giorno possiamo tenerlo per noi, no?
  • Ma sì, è un sogno ad occhi aperti, allora che sogno sia…
  • E soprattutto: perché non lavorare 4 settimane al mese nei mesi che ne hanno cinque? (non in assoluto ovviamente, ma 5 sabati e domeniche)

Ueilà! Questa non ve l’aspettavate, vero? Invece la seguiamo già in alcune stagioni: Luglio, Agosto, Dicembre, Aprile, Il mese di Pasqua, e Febbraio/Marzo per molte famiglie che festeggiano il carnevale o partono per la settimana bianca. Il senso è staccare qualche giorno molto più frequentemente.

Tra l’altro queste considerazioni anticipano alcune regole di culture sociali molto più sviluppate della nostra: sapevate che in Francia il mercoledì gli asili chiudono? (Almeno una volta era così, spero lo sia ancora adesso). Ciò per permettere ai bambini di non restare mai più di due giorni consecutivi lontani da casa. Le madri francesi allora, o hanno qualcuno che presidi il mercoledì, oppure chiedono il part-time e non lavorano 1 giorno a settimana.

E lo sapevate che in molte nazioni le vacanze della scuola sono scaglionate?
E non è una regola, quella del quattro, che va in questa direzione?

Ma solo se la estendiamo al benessere e all’accettazione: questa vita non cambierà; la pensione, l’emigrazione in Australia, non arriveranno mai, in realtà, perché sono solo illusioni caratteriali. Ci mandano avanti a patto che non le realizziamo.
Allora è bene premunirsi e darsi dei nuovi obiettivi.

Sapete a proposito come funziona l’aspetto riposo, cioè ferie e lavoro, nel resto del mondo?

In America le ferie non sono pagate e si cerca di non farle. In ogni caso, difficile che superino le due settimane all’anno. E allora cosa si fa? Ci si dedicano weekend lunghi, legando 1 giorno di ferie al weekend, proprio come stiamo dicendo in queste righe. Tra l’altro, nei secoli, sono state fissate almeno 3 grandi festività molto rispettate, indovinate in che giorno? Al lunedì.

In Sud Corea, la leggenda vuole che ci siano solo 3 gg. di ferie e chi ha lavorato con i coreani, lo sa: lavorano sempre.

E quindi come si fa? Si fanno weekend lunghi oppure periodi sabbatici.

 

Per quanto riguarda invece le 4 ore di lavoro al giorno che non basteranno mai a poter campare: guardate che lo so benissimo. Ma –forse!- sì che basteranno quando avremo l’età della pensione e -probabilmente!- non ce la faremo comunque a fare di più.

E comunque qui adesso, in questa stagione e subito, fa molto bene, una volta ogni tanto, se possibile, abituarsi a staccare e lavorare solo 4 ore.

Tutto qui.

Ecco, ragionare sulla regola del quattro, in questi anni, è stato rivalutare a livello personale alcuni istituti sociali inediti in Italia e creare una cultura personale, originale, del lavoro: mi posso dimettere e cominciare un’altra vita tra un anno, dopo un giro del mondo…

Non sentite un rumore di tombe che si rivoltano? Sono i nostri avi, che solo a sentir parlare di lasciare il posto fisso, o di non avere la sicurezza sotto al sedere (sotto al culo, diciamo le cose come stanno), si irrigidiscono ancor più del rigor mortis, se possibile.

E l’ultimo film di Zalone non vi ha fatto ridere a più non posso, ma anche vergognare come cani, di fronte al mondo, per come siamo gretti e meschini?

Allora, personalmente, io, grazie alla regola del quattro ho:

  • spostato appuntamenti, ad esempio per un pomeriggio in occasione di uno “sciopero dei mezzi”, visto che diverse persone avrebbero avuto problemi a venire agli appuntamenti. Contenti loro, contento io.
  • Oppure liberato una mattina se la sera sapevo che avrei lavorato fino a mezzanotte.
  • Oppure semplicemente evitando di sovraffollarmi le giornate come facevo prima: oggi dopo 4 ore consecutive di appuntamenti, inserisco sempre un’ora di pausa.

Precedentemente, non l’avrei fatto; mi era impossibile costituzionalmente, come bestemmiare o sputare per strada. E’ quindi un blocco atavico, precoce, adesso quasi senza più senso.

Per adesso, cerco di prendermi una settimana di ferie ogni 2 stagioni. (guardate che sono 1 una volta ogni 6 mesi e già a dirlo quasi mi vergogno…).

Prima mi affannavo, semplicemente aggiungendo e aggiungendo e aggiungendo: e arrivavo a sera -e al venerdì- letteralmente sfatto.

Per non parlare poi di quanto lavoravo e di quanto si lavori nelle aziende.
Soprattutto oggi che le mail e i messaggi e le chat aziendali ci possono raggiungere ad ogni ora del giorno e della notte.

Occorre invece cambiare la tendenza, che non è più all’accumulo.

Quindi è molto di più di una semplice regoletta, non trovate?

Lo so, è nel mio piccolo, ma va bene così: non cambierò mai niente e non ci riuscirò, ma il momento in cui mi sono preso per la prima volta una settimana di ferie in un tiepido febbraio mi sono sentito Marlon Brando sulla moto col giubbotto di pelle.

 

Continua la lettura con: Importanti Distinguo alla Regola del Quattro

 

Riepilogo:

Serie di articoli Correlati: Qualcosa di Significativo.

 

 

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