La Vita Intensa

Quel che rimane, che resta, che lascia il segno, ha sempre uno scopo ulteriore.

Non si scrive per scrivere, ma per comunicare un fine più alto.
Nel mio caso, aiutare gli altri.

Così come non si fa un film per l’obiettivo in sé e non si progetta un palazzo, ma si sviluppa una filosofia abitativa.

La nostra opera trascende.

Il nostro segno incide per il suo scopo o non è un segno.

L’opera è conseguenza incidentale dello scopo che trascende.

In ogni esistenza, è percepibile la distinzione tra colui che insegua qualcosa di limitato e per questo effimero, basale e di poco conto, per esempio uno status o una mancanza da colmare…

…e colui che viceversa vada al di là dell’essere
un mestierante sul lavoro o ipocrita nelle relazioni…

…e ricerchi in ogni momento la verità,
seguendo la propria emozione/sensazione/ispirazione.

 

Picasso diceva: “io non cerco, trovo”.

 

Pieno o vuoto nella vita sono tutto.

 

 

Frequentando imprenditori e artisti, artigiani, professionisti e semplici impiegati, non ho potuto fare a meno di notare questa caratteristica:

in termini della disposizione d’animo, la differenza tra le due attitudini:

  • mi limito fin dal principio
  • oppure trascendo verso la profondità in ogni cosa…

…diventa “lavorabile” allorché ne vediamo l’essenza:

è la differenza che c’è tra

 

il Tema-Karma-Copione ripetitivo

e

lo Scopo Primario.

 

Quanto andare al di là della “cosa in sé” sia necessario per vivere in profondità la propria vita è sotto gli occhi di tutti.

Ma se ne parla come di un dono o un The Secret, appunto, mentre è solo molto semplice, e rappresenta vita vissuta. Possibile. Per chiunque.

 

Allora è solo da divulgare!

 

Ci fa soprattutto svegliare:

…NON vivo più secondo metafora del quando:

“nel momento in cui supererò i miei soliti problemi…
…allora sì che potrò stare finalmente bene…”.

Bensì in uno stimolo trasversale così pulito e intenso
che ogni azione diviene auto-affermante
.

Questo aspetto è sotto gli occhi di tutti:
chi ha scelto di trascendere, si afferma in modo spontaneo e semplice.

E solo perché non è importante e non se ne preoccupa…(!).

 

Chi invece vive tematicamente sempre le stesse dinamiche nevrotiche
vuole affermarsi da sempre e non ci riesce mai.

 

È come se nella nostra “mischina” esistenza -direbbero in Sicilia-…

… o azzecchiamo il canale e i modi di investire tutte le energie oppure lo possiamo solo “cannare” clamorosamente.

Fa la sua enorme differenza.

 

La verità di partenza è che…

…in ogni momento,
noi abbiamo un obiettivo più grande e più importante per noi di tutti gli altri scopi,
che è il nostro personale Scopo Primario…

…che comunque inseguiamo, sotto-organizzati da questo fine determinante.

 

 

Ciò vale per qualsiasi essere umano.

 

Questo obiettivo può cambiare nel tempo ma non così repentinamente.

 

E non è mai l’obiettivo razionale ad essere importante. Mai.

Bensì il perché lo perseguiamo, la detonazione emotiva del raggiungimento di quell’obiettivo, la questione cruciale, il vero scopo primario.

 

Per cui la differenza tra Tema Irrisolto della propria vita, Karma, Copione Ripetitivo da un lato…

… e Scopo Primario, Senso della Vita, Motivo Principale che ci anima, dall’altro…

è presto detta:

 

  • è la stessa tra il vivere in modo disturbato
  • e in modo sano, naturale, consapevole e secondo benessere.

 

Vediamo alcuni esempi di:

  • Tema,
  • Karma
  • situazioni ripetitive
  • e stati d’animo sempre ricorrenti e irrisolti

 

e poi vedremo gli Scopi Primari che invece possono illuminare la nostra esistenza.

 

Riconoscerli aiuta infinitamente a re-impostare la propria energia…

 

Continua la lettura:

Riconoscere il Tema Irrisolto e Sotituirlo con lo Scopo Primario.

Esempi di Scopi Primari

Dedicarsi allo Scopo Primario è Scegliere Tutt’Altra Vita

 

 

 

Torna a Scopo Primario: Riepilogo.

 

 

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