Evoluzione Sostenibile: 4. Le Leggi dell’Evoluzione Sostenibile

 

Ma quindi concretamente, cosa occorre fare per garantirsi uno sviluppo personale, una progressione reale, un arricchimento spirituale, sostenibili?

Cosa devono fare Gertrud, Fabrizio, Romina, gli esempi del punto Sostenibile Vuole Dire Oggi?

Devono solo tenere presenti alcuni principi cardine dell’Evoluzione Sostenibile:

  1. Noi funzioniamo secondo il giorno-dopo-giorno, dall’alba al tramonto, seguendo ritmi naturali.

Quindi, se abbiamo per tanto tempo ignorato questi principi e vogliamo cambiar vita, NON possiamo, semplicemente, farlo secondo schemi oltremodo stressanti per noi.

Quindi:

2. Occorre commisurare in modo adeguato il meccanismo sforzo-risultato ai nostri bisogni e desideri corporei ed emotivi.

Il quale meccanismo è forse proprio ciò che nella nostra famiglia d’origine era completamente sballato.

Quando chiedo lumi ai miei clienti, vengono fuori genitori fuori da ogni minima legge della natura:

  • un padre di 74 anni che lavora da una vita anche la sera, finita la cena, tutte le sere, ad un lavoro cui si sente costretto;
  • in un’altra famiglia, una madre che usciva tutte le sere per andare a ballare, lasciando i figli con il padre alcolizzato;
  • oppure genitori che non hanno MAI fatto vacanze con i figli, che lasciavano ogni anno dai nonni e che non facevano mai festeggiare compleanni ai bambini né facevano loro regali.

E codesti figli, che poi sono i clienti che io mi trovo davanti, passano decenni a chiedersi che cosa non va in loro.

E non è facile convincerli che va proprio tutto bene in loro.

Proprio perché sono stati forniti dagli stessi genitori di un meccanismo di senso di colpa o d’incapacità diffuse, entro cui si muovono senza vedere altro.

Per questo ne scriviamo.

Pertanto, seguendo i casi di cui abbiamo già parlato, cosa deve fare Fabrizio per riprendere la strada del benessere? Deve rimettere il corpo al centro della propria vita. Lui per adesso ha accettato di andare a correre 3 volte alla settimana e di iscriversi in palestra. E già i suoi sintomi, le protusioni alla schiena, l’insonnia, l’incapacità di ascoltare a lungo i discorsi degli altri, stanno lentamente migliorando.

Ma molto ancora può fare: vedrà (Visione Radicata) tra qualche tempo -glielo auguro- che stare dentro al lavoro in cui si districa ogni giorno, e in cui viene bellamente sfruttato dai suoi soci, non è la scelta ideale per lui, sia dal punto vista economico che di vita vissuta. Può così scoprire che il suo lavoro sarebbe molto più soddisfacente da consulente e con dieci volte più retribuzione se solo si rendesse conto del talento che possiede. E, ovviamente, moltissimo meno stress per lui.

Ad alcuni in questa fase sembra di non lavorare, se paragonano lo sforzo attuale rispetto a prima. Ed hanno la sensazione che lo stipendio venga loro letteralmente regalato.
Sanno che non è così, e ci sorridono sopra, ma sentono un vago senso di colpa per tutto questo benessere. E lo sentiranno per anni e anni.

Ah, vi ho mai detto che spesso i miei clienti sono eccezionali sul lavoro? (Davvero, non è un modo di dire). Per un periodo ho pensato che ci fosse un diavolo di motivo per cui mi capitavano sempre persone super dotate, o che almeno a me così sembravano. Poi ho scoperto che invece:

3. La Ferita è un Dono. Ogni Ferita caratteriale ricevuta è un dono reale, concreto, per noi stessi e per gli altri che entrano in contatto con noi. E ciò solo perché più siamo stati messi alla prova nella nostra educazione e più abbiamo sviluppato qualità, resilienze, forze ed energie da metterci in grado di spostare montagne.

Per questo uno dei paradossi più importanti cui gli esseri umani si trovano è:

sentirsi in grado, molto in grado;
e purtuttavia, ritrovarsi in problemi infinitamente più piccoli rispetto
a ciò che riescono a realizzare sul lavoro o per gli altri,
ma mai per se stessi, come se fossero comandati, bloccati, disinnescati.

E ciò solo perché sono stati messi parecchio alla prova. E parecchio, vi garantisco, è un eufemismo.

 

La questione con l’Evoluzione Sostenibile è presto detta:

4. Il corpo se ne frega del nostro orgoglio. Se vogliamo ristabilire soddisfazione e benessere ci dobbiamo di nuovo sintonizzare su ciò che spontaneamente desideriamo. Non possiamo farlo “al termine di quest’ennesimo sforzo”. Non funzionerà mai.

 

Ciò poiché:

5. Corpo ed Emozioni palpitano secondo un meccanismo direttamente proporzionale in misura di 1 a 1: non funziona se facciamo A per ottenere un risultato altro, cioè B. Se manca A, il nostro sistema ci richiederà sempre A, non B. E lo farà oggi, non domani, ogni giorno.

Se manca la SODDISFAZIONE e noi crediamo di dover dare DENARO al nostro sistema, il risultato sarà zero soddisfazione e soprattutto anche zero denaro…

Allora, Gertrud ad esempio, ha necessità di un piacere corporeo ed emotivo, di soddisfazione e riconoscimento, che non ha mai nemmeno chiesto.

Quindi occorre un allenamento a sentire, sviluppare, concedersi e darsi con determinazione e contro ogni gigantesco blocco, tutto il piacere che riesce a sentire. Ogni giorno un pò di più. Piano piano. Ma in modo piatto-piatto e diretto-ed-efficace.

Ora, qual è il vantaggio (vivaddio. ci sarà qualche vantaggio, no?!):

è che Gertrud -se voi la conosceste lo notereste subito- è un panzer inarrestabile sul lavoro e sul sacrificio per gli altri. Non sarà certo facile per lei invertire quella sorta di macina di mulino che è la sua vita dedicata all’impresa di famiglia, ma se inizia, poi vi giuro che non la ferma più nessuno. Nessuno nemmeno si azzarderebbe a pensare di ostacolarla.

Perché Gertrud è uno spledido ed eccezionale essere umano. Completamente formato e autonomo. Deve solo riprogrammarsi, risolvere un errore di sistema, famigliare. Aggiustabilissimo.

 

Romina, dal canto suo, deve interrogarsi parecchio su che cosa le arriverà da questi studi che ha intrapreso: tutti coloro che ce l’hanno fatta a studiare lavorando (io sono uno di questi) ci sono riusciti con una marea di tentativi ed errori, su come commisurare gli sforzi e quali premi darsi ogni volta. E ci sono riusciti bene, senza pezzi enormi di vita sacrificata, soltanto:

  • quando hanno inserito ogni giorno i risultati degli studi nella propria attività professionale
  • quindi motivati dal “giorno dopo giorno” e non da una lettura asettica di argomenti lontani dalla propria realtà
  • non dandosi alcuno scopo se non il piacere dello studio, e solo se questo piacere è reale e non supposto.
    • E’ appasionante il libro che stai studiando?
    • Lo divori?
    • Oppure lo subisci, ma ti stai sottoponendo allo stesso sacrificio di sempre?
  • e per il resto, per i punti e libri per noi difficli, facendosi aiutare parecchio da altri, da gruppi di studio, colleghi studenti ecc. Rendendo cioè VIVO lo studio, con emozioni, partecipazioni, divertimenti, riti collegati (il té, la tisana, la musica di sottofondo, le amiche o amici che chiacchierano e non vogliono mettersi a studiare, le imprecazioni su qualcosa d’incomprensibile, la memoria che sparisce, il sonno che ci sorprende con la testa sui libri ecc. ecc. ecc.)
  • se dietro questi studi c’è uno scopo primario consapevole e non una velleità o un orgoglio dato dall’altisonanza del titolo o dal piacere compensatorio degli studi stessi (un classico è lo studio della psicologia anziché andare da uno psicologo). Leggete articoli e questionario sullo Scopo Primario. Attenzione: letture che potrebbero cambiarvi la vita:
  • Inserendo questo studio ad altre attività molto più articolate: canto, ballo, ceramica o scuola di volo; insomma, lo studio è una delle cose che faccio e vediamo come va se lo sostengo e se mi dà giovamento e mi permette di vivere insieme alle altre attività che mi stanno cambiando la vita; alltrimenti, se non funziona, lo lascio senza problemi
  • togliendo questo stiudio dai meccanismi di compensazione del Tema, di copioni ricorrenti di rivendicazione e fallimento, rispetto alla nostra Ferita caratteriale, la quale, ricordiamoci, è sempre attiva.

Pertanto, lo studio al termine fiorisce senza pensare mai al risultato finale. Non ci deve aver pesato come un macigno gigante. Semplicemente perché abbiamo deciso che nulla, e intendiamo proprio nulla-nulla, mai più peserà nella nostra vita come un macigno gigante. Tutto qui.

Poiché è bene ricordare che:

6. L’Evoluzione è Sostenibile solo se è fuori dai meccanismi della nostra famiglia d’origine e dalle dinamiche di compensazione della nostra ferita, dalle quali saremo sempre tentati. Mentre invece occorre accettare il lutto di ciò che non abbiamo avuto allora senza tentare di riscattare qualcosa che invece oggi abbiamo e possiamo avere senza sforzo.

 

7. L’Evoluzione Sostenibile è un insieme di cambiamenti cui occorre dare agio e spazio e non limitarne o “incanalarne” mai l’espansione, soprattutto troppo presto, altrimenti ritorniamo a voler incardinare le nostre nuove spontaneità nella vita precedente.

 

8. Nell’Evoluzione Sostenibile si compie il principio scoperto nell’Accettazione Incondizionata e iniziato con la Leggerezza Profonda:

  • A: Non succederà mai niente, non arriverà mai nulla di ciò che attendo da una vita, perché ho accettato la verità: era meramente compensatorio. E ormai lo so benissimo. Allora non mi aspetto più niente di innaturale.
  • B: Allora occorre che io mi muova con tutto me stesso, per il mio benessere quotidiano, proprio OGGI, e proprio perché altrimenti NON ARRIVA NESSUNO e NON CAMBIA NIENTE di così altisonante e appunto illusorio, caratteriale.

 

Riassunto: Le Leggi dell’Evoluzione Sostenibile

 

1. Noi funzioniamo secondo il giorno-dopo-giorno, dall’alba al tramonto, seguendo ritmi naturali.

 

2. Occorre commisurare in modo adeguato il meccanismo sforzo-risultato ai nostri bisogni e desideri corporei ed emotivi.

 

3. La Ferita è un Dono. Ogni Ferita caratteriale ricevuta è un dono reale, concreto, per noi stessi e per gli altri che entrano in contatto con noi. E ciò solo perché più siamo stati messi alla prova nella nostra educazione e più abbiamo sviluppato qualità, resilienze, forze ed energie da metterci in grado di spostare montagne.

4. Il corpo se ne frega del nostro orgoglio. Se vogliamo ristabilire soddisfazione e benessere ci dobbiamo di nuovo sintonizzare su ciò che spontaneamente desideriamo. Non possiamo farlo “al termine di quest’ennesimo sforzo”. Non funzionerà mai.

 

5. Corpo ed Emozioni palpitano secondo un meccanismo direttamente proporzionale in misura di 1 a 1: non funziona se facciamo A per ottenere un risultato altro, cioè B. Se manca A, il nostro sistema ci richiederà sempre A, non B. E lo farà oggi, non domani, ogni giorno.

Se manca la SODDISFAZIONE e noi crediamo di dover dare DENARO al nostro sistema, il risultato sarà zero soddisfazione e soprattutto anche zero denaro…

 

6. L’Evoluzione è Sostenibile solo se è fuori dai meccanismi della nostra famiglia d’origine e dalle dinamiche di compensazione della nostra ferita, dalle quali saremo sempre tentati. Mentre invece occorre accettare il lutto di ciò che non abbiamo avuto allora senza tentare di riscattare qualcosa che invece oggi abbiamo e possiamo avere senza sforzo.

 

7. L’Evoluzione Sostenibile è un insieme di cambiamenti cui occorre dare agio e spazio e non limitarne o “incanalarne” mai l’espansione, soprattutto troppo presto, altrimenti ritorniamo a voler incardinare le nostre nuove spontaneità nella vita precedente.

 

8. Nell’Evoluzione Sostenibile si compie il principio scoperto nell’Accettazione Incondizionata e iniziato con la Leggerezza Profonda:

  • A: Non succederà mai niente, non arriverà mai nulla di ciò che attendo da una vita, perché ho accettato la verità: era meramente compensatorio. E ormai lo so benissimo. Allora non mi aspetto più niente di innaturale.
  • B: Allora occorre che io mi muova con tutto me stesso, per il mio benessere quotidiano, proprio OGGI, e proprio perché altrimenti NON ARRIVA NESSUNO e NON CAMBIA NIENTE di così altisonante e appunto illusorio, caratteriale.

 

Continua la lettura: Evoluzione Sostenibile: 5. La Legge della Progressione

 

Leggi gli articoli precedenti:

 

Riepilogo:

Serie di articoli Correlati: Qualcosa di Significativo.

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