Leggerezza Profonda: Il Segreto dello Sblocco

 

Ma se io non ho mai “visto” che potevo permettermi leggerezza?

Se non mai considerato che potevo basare la mia professione sul piacere?
Sulle mie inclinazioni e propensioni?
Se ho scelto solo sul dovere e sul sacrificio?

E se una bella mattina di festa finalmente me ne accorgo, grazie all’Accettazione?
Che posso ridefinire tutta la mia vita?
Senza stravolgerla, certo, ma iniziando a mutarla da dentro, completamente?

In sostanza, cosa può succedere, ad un certo punto dell’Accettazione, quando inizio a percepire un barlume di Leggerezza? Come farne tesoro? Come non disperderla?

Se la mia danza, la mia chitarra, il mio divertimento e la mia soddisfazione corporea e sessuale, li ho sempre relegati non possibili perché la vita e il lavoro, nella mia famiglia sono sempre stati solo dovere e sacrificio?
Cosa posso farci adesso?

 

La risposta, come al solito è un paradosso.

Non ci posso fare niente-niente per certi versi. E devo accettarlo fino in fondo e sarà dura davvero all’inizio, perché in contro tendenza e in direzione opposta al buon senso.

Ma contemporaneamente posso farci tutto-tutto. Perché quella che sarebbe stata la mia vita me la riprendo totalmente come spirito.
E soprattutto come diritto:

Non farò mai il chitarrista ma vivo di nuovo di questo spirito che mi riprendo appieno.
E ricomincio a suonare, a reinterpretarne l’anima e le frequentazioni e a muovermi riappropriandomi di tutti i miei diritti.
E mi ripeto: non farò mai il chitarrista, ma non per questo devo bloccarmi.

E così sblocco. E stasera come posso stare bene-bene? Completamente? Magari suono un pò?
Ecco il segreto.
Il segreto dello sblocco.
Non stare mai più nella divisione di sé a metà, senza sentirsi né da una parte né dall’altra.

 

Basta con una vita di seconda mano.

Qual era l’essenza del mio sentirmi musicista? L’arte? La sensibilità? Il creare ogni giorno qualcosa? Ci ho dovuto rinunciare e da allora vivo ferito o rimosso? Una vita di seconda scelta?

E allora! Mi dico: riprenditi questo spirito, no? È infinitamente più importante dell’abilità tecnica alla chitarra o del mestiere che mi dà da vivere.

E re-imposta la tua vita. Fuori dalle tue crisi, dai conflitti e dalle insoddisfazioni perenni!

 

È sorprendente vedere l’humus in cui siamo cresciuti, lo spirito di cui siamo imbevuti, l’atmosfera respirata.

E quanto in realtà sia solo questo, solo questo, solo questo: un condizionamento, una suggestione, un lavaggio del cervello.

Allora basta farselo al contrario!

E farsi bagnare da un ottimismo sfrenato!
Se non è possibile non avere suggestioni, allora però ri-decido in quale diavolo di suggestione calarmi.

Posso scegliere un’infinità di cose che non credevo possibili. Un amico, caro specchio per me dal ’99, mi ha detto stasera:

perché sto soffrendo così, quando dappertutto c’è un mondo talmente bello ?

Ecco: il segreto dello sblocco è smettere di respirare aria fritta e aprirsi all’aria pulita.

Deciderlo.

La cosa buffa dello star meglio, è che possiamo SCEGLIERE di vivere secondo natura.

E da subito è tutt’altra vita.

Ma non possiamo decidere di vivere contro natura, pretendendo che le cose debbano andare solo come vogliamo noi. E così facendo non stare bene mai.

L’ho gia detto più volte: pensate ad alcuni periodi nefasti del vostro lontano passato. Crisi affettive, ri-decisioni di una vita: quello che un tempo c’è sembrato catastrofico, a guardarlo da lontano si è rivelato ridicolo. Letteralmente.

Arrivare al segreto dello sblocco vuol dire non soltanto capire che cosa ci è successo personalmente nella vita, bensì cosa succede nell’esistenza di tutti e quanto occorra partire dal cambio completo di intendere la nostra realtà rispetto a solo un momento fa.

 

Per cui, per tornare alle domande di cui sopra: se la mia atmosfera famigliare di un tempo mi ha cresciuto con la sensazione che mai avrei potuto prendermi il mio piacere…

lo faccio e basta…

…riparto dal piacere…

…piccolo e fine a se stesso…

…ma accettando tutto, che io -ad esempio- così sono e sarò sempre.

E quindi accetto da un lato che sarò ogni volta indeterminato e inconcludente.

E che non mi sarà mai facile vivere serenamente.

E allo stesso tempo mi riapproprio della mia mia esistenza in modo totale, ma non lascio né lavoro, né famiglia, né città, né amici.

Cambio solo -da dentro- atteggiamento.

E piano piano mi godo una rivoluzione già fatta.

 

 

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