L’Insostenibile Generosità dell’Essere

Le persone scambiano la Generosità con il Sacrificio.

 

E’ una delle rivelazioni che fioriscono nel cammino terapeutico.

 

La Generosità Potente, quando la si percepisce, è una rivoluzione del respiro. Fa coincidere egoismo e altruismo.

 

Mi occupo di me completamente e così, e solo così, mi arrivano delle prove che sono molto più generoso e presente e attento agli altri. Ciò poiché ho trovato e mi sono santificato al mio scopo primario su questa terra, che tutto fa coincidere.

 

Ad esempio, se inizio ad amare finalmente come da sempre vorrei, capisco che mi posso dedicare completamente all’amore, quindi all’altro, alla sensazione che l’intimità mi dà.

Qui percepisco che non c’è distinzione tra il mio piacere e quello della persona che amo.

E’ una sintesi.

Mi dedico così all’altro con tutto me stesso, e non faccio mai più nulla per i miei scopi, i miei egoismi, il mio orgoglio ferito. Eppure, contemporaneamente, sto facendo tutto proprio per me stesso.

 

Allora, il giorno dopo averlo deciso, mi sento già molto più centrato, energico, presente, nella giustissima misura, né poco per necessità, né troppo, per sacrificio.

E’ tutto intenso.

 

E ciò accade già soltanto perché -adesso sì!- egoismo e altruismo coincidono dentro di me, avendo ri-scelto di dedicarmi agli altri, come al mio amore, secondo le mie infinite risorse.

 

E questo è quanto di più mi possa far felice.

 

E’ la soluzione al paradosso della nostra vita di cui tanto abbiamo parlato in queste note.

Finalmente.

 

Viceversa…

…se “sto dietro” sempre a me, per come mi vorrei, a ciò che mi manca da sempre, e sono ogni volta in affanno, senza possibilità di redenzione, allora tutto sembrerà incistato.

 

“Non potrò mai, per sempre, non ci sarà mai alcuna speranza per me, mi sento condannato”…

 

Questa è la recente esternazione di P.

 

Ed è solo una delle affermazioni più significative allorché emerge la ferita in tutta la propria essenza.

 

E a questo punto sì che si balla.

Perché la verità profonda su che cos’è che che ci blocca non la possiamo più ignorare.

 

Allora è proprio in quest’alba livida e feroce che ricordiamo -ora sì!- ogni singola volta in cui abbiamo sentito una fatica bestiale e -di colpo- come da un finestrino di un treno, vediamo invece come esser potenti e generosi insieme, e al centro esatto della nostra vita.

 

Perché ci illuminiamo della scintilla:

 

Generosità Pura non contempla riduzione e rinuncia.

 

Sono 2 poli:

 

1. Saper mettere se stessi da parte, quando si è pienamente nel proprio fiume energetico, e si sente benissimo che comunque stiamo nutrendo noi per primi, e ciò che desideriamo e ci sentiamo al centro esatto di dove vogliamo essere…

 

…è diametralmente opposto….

 

2. …al senso di sacrificio di sé con fatica e obbligo caratteriale antico ed appreso di NON POTER mai sentirsi “pieni”, di vitalità, di soddisfazione e di potenza personale, solo perché costretti da sempre ad occuparci PRIMA degli altri.

 

 

In questa accezione, sentirsi costretti è una “condizione imposta”, non una scelta, un giogo costantemente avversato e mai superato.

 

E’ una Difesa dalla Ferita, che col tempo diventa il TEMA dominante della nostra vita, quando è così.

 

Come dimostra il prosieguo della esternazione di P.:

 

“vorrei ma non posso mai…. a volte mi dico: ma sì che posso…. sembra… ma poi non ci arrivo mai… ma sì forse questa volta sì…. no, neanche questa volta… è uno stillicidio”. 

 

In termini caratteriali, questa è l’illusione su cui si basa un preciso carattere, che noi qui chiamiamo Sottomesso.

 

Ora, nel Tema Dominante di cui ci occupiamo in queste pagine, le persone che si sentono condannate al sacrificio della Generosità, cosa potranno trovare nel cammino di Accettazione Incondizionata e di Leggerezza Profonda, di cui trattiamo qui per la Trasformazione del Carattere?

 

Possono trovare un’Andata e un Ritorno, se mi passate il concetto…

 

Scoprono cioè che:

Andata: non serve RINUNCIARE alla propria generosità e vivere nel RITIRO. E smetterla di dire ad esempio: non mi fregano più! Col cavolo che sarò mai più generoso!

 

Serve invece riprendersi la propria POTENZA PERSONALE e il proprio scopo primario:

perché vivo, che cosa mi attiva, per che cosa santificherei davvero la mia vita, cosa farei se NON mi sentissi sempre sacrificato per gli altri e impossibilitato per me?

E farlo! Passo dopo passo!

 

E poi, una volta effettuato questo primo passo, autorizzarsi al Ritorno:

vale a dire RI-SCEGLIERE la propria condizione di soddisfazione nel dare agli altri, ma POTENTEMENTE e con tutto se stessi, realizzando prima di tutto parti di sé, al lavoro, negli affetti, economicamente, come esseri umani e poi -in queste vesti in cui ci sentiamo totalmente noi stessi- allora sì…

 

…scegliere di nuovo la nostra vita precedente, cioè partendo da quel che ci attiva e realizza, per prima e ultima cosa.

 

Ogni mattina.

 

 

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