Mettere al Centro il Corpo

 

Alla domanda: Il corpo è sempre la via maestra per il benessere? Indubbiamente sì.

Quando qualcuno afferma: “non fa per me”, di solito è sempre perché la resistenza è grande, troppo grande, ma in realtà affrontabilissima.

Per cui, se vi state chiedendo:

  • Come posso sapere se ho bisogno di una pratica corporea bioenergetica?
  • Se mi sottopongo ad una sessione di prova, cosa devo osservare su di me?
  • Ci sono dei segnali dai quali posso misurare se mi fa bene?

La risposta è sì, ci sono chiari segnali da sentire. Più avanti è riportato un elenco dettagliato.

Ciò perché una sessione bioenergetica rimette in regola “secondo natura”.

Per questo, più in generale, una terapia non può essere completa senza corpo.
E una vita vissuta in profondità non può prescindere da esso
e dalle emozioni che ne derivano.

Solo che a volte la persona è così estranea alle sensazioni e così racchiusa nell’orgoglio e nella testa, che non è per niente facile all’inizio e pieno di dolori, calarsi nel corpo.

Allora viene meglio, più facile e coerente, accompagnare gli esercizi con il cammino di Accettazione Incondizionata. Proprio perché -se la strada la percorriamo:

a) con il corpo

e contemporaneamente

b) con i passi della Trasformazione del Carattere

…il cambiamento di sé e il benessere che ne derivano risultano esponenziali.

 

E’ una questione di livelli: posso accontentarmi di sentire-non sentire, vivere appieno e non, ma se ho iniziato il cammino di Accettazione Incondizionata della mia esistenza, cambia proprio tutto se lo faccio mettendo il corpo al centro di questo percorso.

Cosa succede allora nel praticare gli esercizi di bioenergetica quando si è accettato davvero tutto della nostra vita?

 

Beh, evolve come abbiamo visto, l’atteggiamento.

Allora partecipo molto più costantemente.

Mi sottopongo al rituale della sessione di esercizi al di là del piacere.

So che mi resetta e mi dona consapevolezza.

Vado oltre il frequentare delle lezioni che mi facciano sentire vivo/viva.

 

Diventa una pratica legata all’accettare ad esempio questo dolore fisico/emotivo come la verità di questo periodo.

Associo il cammino interiore a quello corporeo… ed è qui che tutto cambia.

Sento ad esempio, che apparentemente non è mutato niente-niente nella mia vita…

Eppure non posso ignorare che almeno uno di questi elementi si verifica costantemente, il giorno dopo la sessione di esercizi:

– “dormo più profondamente, con una qualità diversa”
– “arrivo a sera notando che ho fatto senza accorgermene molte più cose”
– “non ho quasi sentito le solite ansie”
– “mi sento di umore migliore”
– “non ho il fastidio alla schiena”
– “mi sento il corpo muoversi fluidamente”
– “cammino come più aperto e leggero e con i piedi più a terra”
– “ho il respiro più automatico, meno inceppato, più profondo”
– “mi va di più di fare le cose”.

Sono tutte testimonianze vere di partecipanti alle sessioni di bioenergetica.
E negli anni, si ripetono sempre diverse, eppure sempre uguali.

 

La costanza, la presenza, il respiro e il modo di incedere di queste persone allora mutano progressivamente.
Su basi percepibili dall’interno e dall’esterno.

Non senza stop, anzi. Li andiamo a cercare gli inceppi e le obiezioni, perché li accettiamo e non fuggiamo più.
Questa è la grande novità.

Novità che andiamo a rivendicare come presa di posizione e filosofia di vita.

E siamo molto più aperti ad ascoltare il nostro vero sé grazie al corpo, accettando anche segnali opposti:

– “oggi dolori più forti del solito”
– “rigidità antiche risvegliate dai piegamenti”
– “sospiri, ansie e paure che conosco bene”
– “fatica, la solita fatica di una vita”
– “chiusura, fastidio, irritazione”
– “insofferenza nei confronti di situazioni e persone”
– “inutilità, ripetività, mancanza di motivazione”

Tutte “cose nostre”, che conosciamo benissimo e ciclicamente ritornano. E qualcosa vorranno pur dire.

E’ una sorta di spirale di conoscenza che si ripropone, ad un livello diverso di benessere, proprio perché stiamo meglio, e ci permette di rivisitare vecchie incrostazioni nelle emozioni e negli atteggiamenti.

Perché adesso evidentemente siamo più in grado di coglierne i significati e le indicazioni utili per noi.
Allora io partecipante sono lì a rilassarmi, con la santa pazienza, fino a che non si decodifichino, mi facciano cambiare le scelte personali e -di nuovo- atteggiamento.

 

Alla fine della sessione, qualcuno mi dice:

“Sono in dubbio:

  • non so se è normale che io senta queste rigidità, come una protesta del corpo, vista la scelta di vita importante che ho effettuato.
  • Ma mi aspettavo liberazione.
  • Invece sento dolori, proteste, difficoltà.

Allora mi chiedo se invece mi sto ingannando con questa scelta e il mio corpo mi stia semplicemente avvertendo”.
– E cosa pensi di fare?
“Niente. Resto in ascolto. Ho imparato a darmi tempo e agio”.

 

Continua la lettura nel punto seguente: Le Domande per Scegliere il Corpo

 

La Pratica Bioenergetica. Riepilogo:

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