Molto Mossi gli Altri Bacini

Tramonto in Corsica, Bio a Vela 2015

Stare nell’incertezza
fa fiorire doni

Si parla molto in questa nostra epoca di due aspetti della medesima medaglia:

  1. di benessere corporeo, di salute
  1. E, dall’altro lato, di meditazione, del giusto distacco, di trovare chiarezza, lucidità, consapevolezza di sé; di terapia, spesso alternativa, personale, mista; di giusta filosofia di vita per se stessi, per i propri valori; di trovare la formula migliore per salvaguardare la soddisfazione e recuperare il senso che ogni giornata valga la pena di essere vissuta…

 

Io da anni e anni ho iniziato a meditare attraverso il Bacino. Rientrava sempre nei cambiamenti di 30 Giorni che cominciai tanto tempo fa e poi ho mantenuto. L’occasione è stata un corso di T.R.E. (Trauma Relaxing Exercises. Cercatelo su internet, per me è stato rivelatore).

A ciascuno la sua meditazione, direte voi. Gli italiani meditano in bagno (notoriamente sulla tazza del cesso…). Oppure correndo, o in bicicletta… si tratta almeno di 10 milioni di persone… non sottovalutiamone l’importanza.

Adesso io medito a letto o sul divano o in piedi, in posizioni e tempi che variano a seconda dei bisogni e che prima erano inediti nella mia vita.

Perché ho scelto questa forma? Perché è una meditazione di movimento, come andare a correre, ma senza sforzo e soprattutto è di “abbandono”. E poi perché si basa su osservazioni del mondo animale: ogni essere trae giovamento da questa specie di ”passaggio dal corpo”.

E poi perché mi fa muovere l’unica radice di tutti i benesseri: il bacino. Muovere il bacino è la chiave di tutti gli accadimenti della nostra vita:

ciò che sentiamo esprimiamo e assimiliamo attraverso il bacino
fa sbocciare fiori nella nostra vita.

 

Una conferma mi viene anche dai uno dei miei più cari maestri, Luciano Marchino, che ne parla a proposito della ri-evoluzione (La Forza e La Grazia, Luciano Marchino e Monique Mizrahil, Bollati Boringhieri), anche se io l’ho scoperto quando già la praticavo. E’ stata una conferma preziosa.

Allora, perché è necessaria qualsiasi forma di meditazione corporea, di pratica che attraverso il corpo attivi le emozioni? Perché spiega ed introduce molto bene il quarto modo di reagire ai paradossi…

Nell’inserto del blog che dovrei chiamare post, lo so, e che si intitola “L’Enigma del Furetto”, ho messo in fila i diversi modi di affrontare i paradossi che ci fanno star male.

E tra questi modi, quello che sembra funzionare è proprio quello di arrendersi e non arrendersi contemporaneamente, paradossalmente… il quarto, in sostanza.

  1. Ricordiamo, il primo è la Ferita: vivere costantemente l’abbattimento, l’angoscia e il blocco della Ferita Caratteriale.
  2. Il secondo è il Tema: lottare con tutto se stessi per i propri obiettivi, che contrastino questa angoscia, questa Ferita, con orgoglio infinito, ma con l’unico risultato di confermare proprio questa sofferenza che non abbiamo mai accettato. E’ la posizione di vita del Tema ricorrente della nostra vita.
  3. Il terzo è il Ritiro. Impariamo la lezione, ma viviamo ritirati, senza farci più tanto male, ma senza pienezza, rassegnati: ritirati, appunto.
  4. E il quarto invece è quello della reale sensazione di progressione, di pienezza, e di risoluzione reale delle difficoltà, che qui chiamiamo Trasformazione.

 

Ora, la Trasformazione funziona in un modo che si capisce meglio se si prende ad esempio qualsiasi forma di meditazione.

Ogni forma di meditazione funziona in modo che sani un paradosso: se non mi sento spontaneo a naturale, faccio qualcosa che apparentemente va contro il buon senso che ci sentiamo ripetere ogni giorno nella nostra società.
Vediamo un esempio concreto. In terapia bioenergetica, o nelle sessioni di esercizi, l’esercizio del cavalletto bioenergetico rende bene questa soluzione del paradosso:

  • Mi stendo sulla schiena in una posizione scomoda e appesa all’indietro.
  • La prima reazione naturale è la fuga: cerco di trovare una via d’uscita.
  • Al contrario, dopo un pò, capisco che l’unica possiiblità è cercare di accettare la forza di gravità. Io posso scegliere. Se accetto e non mi oppongo più, succede qualcosa: il corpo riprende a respirare e l’esercizio mi rigenera.
  • Se si sceglie questa terza possibilità di accettazione, accade una sorta di liberazione che “la battaglia sia finita”. Non ci sono più nella nostra vita solo oppressione e tentativi di fuga (llusione, sopportazione, fantasia, abbattimento), bensì c’è una vita nuova, tutta da esplorare.
  • E una rivoluzione copernicana.
  • Il flusso, la carica del respiro, dell’entusiasmo, della voce, dell’emozione, ci portano dritti verso questo circolo virtuoso.

Tale consapevolezza è il motivo per cui le meditazioni di movimento funzionano di più, perché appunto uniscono aspetti di chiarezza e lucidità all’integrazione che il movimento del corpo fornisce.

Per questo a mio avviso le sessioni di esercizi di bioenergetica sono una forma di meditazione corporea per me efficacissima, risolutiva.

Ma ne trovate molte decine di queste meditazioni di movimento. E tutta la letteratura che ne consegue.

 

La Trasformazione di Amanda

La vita attuale di Amanda esprime bene questa nuova possibilità: per lei, fino a pochi mesi fa c’era solo una parola a tormentarla: mancanza, mancanza, mancanza. Oggi invece -nella sua pratica settimanale di bioenergetica- spinge con tutto se stessa per non essere più bloccata simbolicamente dai colleghi o dal compagno o da chiunque.

Prima si bloccava ogni giorno e non provava nemmeno più a far bene il proprio lavoro perché voleva disperatamente andare a farne un altro di lavoro, e non voleva più compromessi. Voleva sentire fluidità e passione ogni giorno ma soffriva e preferiva stare lontana da ciò che le piaceva. Doveva essere tutto difficile per lei: sacrificio, sacrifico, sacrificio, e non ce la posso fare: “Io non valgo, sono solo brutta e grassa”.

Quello che fa attualmente le dà -al contrario- padronanza; la fa stare bene, sentire utile.

Ciò che vuole fare nella vita è aiutare gli altri a stare meglio e a lavorare meglio.

Questa è la radice comune tra ciò che fa e ciò che vorrebbe fare.

In questo circolo virtuoso può finalmente trovare la propria soddisfazione e il senso di realizzazione di Sé.

 

Se si desiderano altre info e dettagli su come funziona una sessione di esercizi di bioenergetica si possono leggere i due successivi approfondimenti:

 

o il video che mostra l’esperienza in modo emotivo:
Guarda il video: L’esperienza Bioenergetica

 

Riepilogo. Leggi i punti correlati:

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