Accettazione Incondizionata: 8. Non Farcela Più a Stento

Il mondo superficiale parla,
il mondo profondo fa.

 

 

Nello stadio dell’Accettazione Incondizionata…

…consapevolezza e confronto, rispecchiamento e risonanza

…sono indispensabili come dovrebbero esserlo sempre, nella vita di tutti i giorni.

Tuttavia, solo coloro che intraprendono il cammino dell’accettazione piena e totale, riescono a farne tesoro.

 

E ciò soltanto perché è un gigantesco faidate, non c’è cultura sanitaria, sociale, personale e famigliare, che è ancora tutta da costruire su questi aspetti.

C’è ancora purtroppo l’eredità nazionale di non parlarne, di farcela da soli, del giudizio e pre-giudizio, della paura di essere etichettati ecc. Mentre c’è invece, in altri paesi, un’attenzione a tali aspetti, a partire dai programmi scolastici, come mostra questo articolo sui bambini danesi:

 

Come ha dimostrato anche un recente studio dell’Università del Michigan condotto su 14.000 studenti: i ricercatori hanno infatti rivelato un drastico calo nei livelli di empatia tra i giovani americani, il 40 per cento in meno rispetto agli alunni negli anni Ottanta e Novanta. L’aumento di narcisismo e la perdita di empatia sono le ragioni chiave per cui oggi quasi un terzo dei ragazzi negli Usa sono depressi o hanno problemi di salute mentale.

C’è però un Paese, la Danimarca, quello con gli abitanti più felici al mondo, che prende molto seriamente l’empatia. Nelle scuole danesi è stata inserita fra le materie proprio l’empatia, disciplina che i ragazzi dai 6 ai 16 anni studiano un’ora la settimana.

I temi delle lezioni

Durante “Klassens Tid”, o tempo di classe, i ragazzi parlano di problemi personali o di gruppo; della difficoltà che provano nel rapportarsi con la famiglia, con i compagni, con gli amici. E anche di emozioni: imparano a comprenderle, ad esprimerle e a regolarle. «La classe cerca di rispettare ogni aspetto dei problemi degli alunni e – dopo uno scambio di opinioni, di consigli e di solidarietà – prova a trovare una soluzione», (…) L’obiettivo è quello di creare un‘atmosfera accogliente, piacevole, intima (…).

(Fonte: http://www.corriere.it/scuola/medie/16_settembre_11/bimbi-lezione-empatia-avere-adulti-piu-felici-543d3c8a-7833-11e6-83b8-0f3d7d1c35c5.shtml).

 

Il punto è che il confronto, l’espressione, lo scambio e la cooperazione sono proprio i cardini della nostra vita, intesa come nostra salute, mentre noi passiamo decenni interi al contrario, tenendo dentro tutto, ossessionandoci e andando avanti con il pilota automatico, nonostante basterebbe una parola e pochi esercizi corporei per uno scioglimento naturale delle tensioni.

Cosa c’è di questo stadio che suona come una mezza sconfitta per il genere umano?

Che il matrimonio tra Marc e Jenny -di cui abbiamo aprlato nei punti precedenti- si reggeva sull’appoggiarsi l’uno all’altra in una situazione di disgrazia quotidiana percepita ma non reale, in cui a malapena veniva garantita la sopravvivenza. In un modo assolutamente arbitrario e non commisurato ai problemi: in sostanza, era tutto suggestionato e immaginato, come se ci fosse una guerra che non c’era.

Pensate allora al sesso, alla sensualità, al divertimento, alla risata sfrenata. Perché mai dovremmo rinunciarci anche solo per 1 giorno? Eppure, quante famiglie funzionano così? Secondo voi, noi ne scriviamo qui perché riguarda solo Marc e Jenny?

Ma erano, dissi loro, solo al primo stadio della connessione con il benessere.

Gli altri stadi, che riepilogai e che vedremo qui di seguito, sono:

  • Leggerezza Profonda. Inserire il positivo (esterno su esterno: prendere dall’esterno per influenzare l’esterno; vedremo poi in cosa consiste)
  • Evoluzione Sostenibile. Rituali di benessere. Uscire da spazio e tempo. Porsi al di là di conflitti e divisioni. Unificare gli scopi. Alimentare il positivo (interno su interno: considerare il mondo interno che influenzi umori e atteggiamenti e non li subisca più dall’esterno)
  • Visione Radicata. Creare il positivo (interno su esterno: è in questo stadio che autorizziamo le nostre istanze interne ad influire sull’esterno, finalmente). Vuol dire scegliere l’esistenza che desideriamo.

Il senso generale è che noi abbiamo sempre una scelta, tra…

gioire di questo momento

oppure ritornare ai nostri soliti meccanismi e continuare a massacrarci l’esistenza.

 

Ma occorre avere i giusti riferimenti per non perdersi.

Una volta, scherzando, commentai con un amico: noi esseri umani ci vediamo spesso come delle mosche in volo tra una merda e l’altra. Ma noi non siamo mosche e la merda non è merda. E se non vediamo la verità, indovinate dove andremo a finire?

 

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Scopri di più sull’Accettazione e sulla Partecipazione a 4 Serate per una Piccola Felicità

Riepilogo:

 

Approfondimenti:

 

 

Conferenza Gratuita 1 Dicembre 2016, 20,30
5 Ricette per una Piccola Felicità

 

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