Una Piccola Via Senza Uscita

Occorre essere molto chiari con se stessi.

Per sancire a sé e agli altri, che il cambiamento è ORA, Cecilia ha appena terminato il Cammino di Santiago.

Matteo ha appena bruciato con una cerimonia specifica e celebrata i due pacchetti di sigarette quotidiane con cui si fumava l’ansia che aveva da una vita.

E Miranda aveva festeggiato il 19° chilo perso finalmente, dopo decenni a dichiarare di voler dimagrire. Adesso ne ha persi credo 32 e li mantiene stabilmente da almeno due anni.

 

Lo abbiamo appena detto ne ” Il Rito dell’Accettazione.”: occorre Celebrare l’Uscita dall’illusione.

Ogni anima alle prese con il cammino di Accettazione Incondizionata, arriva ad un punto in cui compie rituali organizzati, concordati con il terapeuta, vere e proprie celebrazioni, possibilmente insieme a qualcuno con cui ha una buona intimità.

Ciò per fare in modo che il gesto resti, incida, sia connesso e non passi sotto silenzio,
in modo che il nostro inconscio e quello degli altri, sappiano che facciamo sul serio.

 

Ma fin qui è già capitato a ciascuno di noi di avere:

  1. momenti di lucidità da cui scaturiscono decisioni importanti.
  2. È la sinergia con il cammino di accettazione che non conoscevamo
  3. insieme alla celebrazione del momento.

Se si vuole sapere come farlo concretamente, ne abbiamo trattato, come dicevamo, ne: Il Rito dell’Accettazione.

 

Tale potenza rende istanti come questi molto più lucidi, intensi e collegati ad una consapevolezza più estesa e incisiva appunto.

Accettazione + Rito / Cerimonia / Celebrazione / Impresa / Gesto Simbolico

sanciscono e dichiarano al mondo

il nostro stare su questa terra finalmente radicato.

 

Consapevolezza – Verità – Accettazione

…è allora un triangolo che ci illumina diversamente il cammino, come una protezione duttile e nuova che ammorbidisca l’armatura rigida, caratteriale.

Si veda il Video Collegato. (durata: 1 minuto).

L’aspetto cruciale, primario, dell’effettuare un gesto simbolico è che l’Accettazione non riguarda mai solo obiettivi concreti, anzi.

Le strade cerimoniali sono interiori e necessarie e perciò più importanti da portare avanti:

– “mi sentirò sempre così inadeguata anche se saprò ogni volta che non è vero.
Quindi è ora che cambi atteggiamento e scelte di vita, una volta per tutte.
E mi chieda: Come posso rendere incondizionato tale processo?”

 

Allora il punto fondamentale che qui occorre ribadire è che la giusta Intuizione / Accettazione / Evoluzione -come abbiamo visto- si manifesta una mattina, in un momento inaspettato, e si connette ad una immagine di sé più vera. E ci porta a decidere qualcosa.

La visione netta del vecchio paradigma e la scelta del nuovo sono a questo punto determinanti.

E’ un momento di lucidità da valorizzare.

Come se ci fosse un prima e un dopo.
Uno spartiacque.

Sancito tutto ciò, possiamo solo allenarci e persistere nella chiarezza della nuova vita che ci siamo scelti.

Ma perché -senza un rito, un simbolo, una rappresentazione, una narrazione efficace- accade che col tempo gli effetti si affievoliscano?

Per 2 motivi:

1. Perché il cammino dell’Evoluzione si ottiene al contrario di ciò che normalmente seguiamo (!).

  • a) Non si misurano i passi verso gli obiettivi come abbiamo sempre fatto.
  • b) Si accantona definitivamente il modo di raggiungerli di prima…
  • c) …e ci si concentra su abitudini quotidiane di piacere e abbondanza, per sempre.
  • d) E solo così si raggiungono sul serio (e non più per rigido automatismo, senza arrivarci mai) gli scopi di prima, se sono autentici e potenti per noi.

E se no, non saremo più appresso a vite finte.

E’ il segreto per raggiungere stati d’animo che altrimenti cerchiamo soltanto invano da troppo tempo.

Questo segreto è necessario allorché la leggerezza che abbiamo appena trovato si infrange sul muro del quotidiano.

Siamo al momento in cui scopriamo che:

  1. se non ci battiamo ogni giorno in modo diverso da prima
  2. non raccogliendo MAI PIU’ sfide
  3. bensì sviluppando rituali di piacere fisico emozionale e prospettico
  4. non cambia davvero mai niente.

La scoperta di questo primo passo è che occorre radicare la luce sperimentata nella leggerezza profonda. Lo abbiamo trattato in decine di sfaccettature: Evoluzione Sostenibile: Riepilogo.

E’ quindi fare appello al corpo, al sé e non più al nostro ego spropositato…

 

 

Perciò, il secondo motivo per cui è necessario un rito importante, è perché:

2) Solo se si è radicali si riesce nell’impresa, visto che il benessere segue sentieri appunto profondi e non immediatamente chiari.

Altrimenti, alla lunga ci si perde di nuovo.

Per questo è importante sottolineare la crucialità di queste intuizioni e il sapere esattamente che cosa fare.

 

Alla fine, infatti, quel che conta è l’estensione del gesto.

Che è ciò di cui parliamo qui, ora:

Non cambia davvero niente fino a quando non mettiamo dei paletti sufficienti e profondi, non innestiamo abitudini nuove, non siamo drastici ed efficaci.

Altrimenti è come dire:
ho capito davvero solo oggi come e quanto fumare mi faccia male”.
– E quindi?
Non lo dimenticherò”.
– E basta così?
Per adesso non mi sento di decidere altro”.
– E cosa deve accadere affinché tu ti decida?
Non so, qualcosa di nuovo, immagino, una forza di cambiamento, un’esasperazione…”
– E deve arrivare da fuori? Da dove?
…”.
– E se non arrivasse?
…”.

Dal punto di vista schematico, visuale, di campi di forze, il primo momento di consapevolezza di cui sopra, della scoperta che l’accettazione non segue cammini consueti, si risolve in modo orizzontale e sociale:

occupo il più possibile la mia vita

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di spazi di piacere
a) dedicato (spazio per me, che difendo!)
e
b) trasversale (in ogni cosa che faccio cerco di metterci molto più piacere!).


E così sto visibilmente meglio.

 

 

 

Questo secondo passo verso il benessere,

l’essere radicali nell’impresa,

è invece verticale,
riguarda la nostra profondità
v
v
v

toccata o meno da questa rivoluzione della nostra vita.

Ed è qui che si percepisce la vera rivoluzione.

 

– Fino a che punto allora vuoi andare in profondità?
Fino al punto in cui, un giorno, credo, smetterò di fumare”.
– E cosa cambierà quel giorno?
Che me la sentirò”.
– …
Sì, va beh, dai… prima o poi lo farò”.

 

Insomma: sentiamo che ce la stiamo ancora raccontando.

Allora:

  • o concretamente decidiamo e facciamo qualcosa di diverso…
  • oppure stiamo ancora lì a dire “davvero, davvero”, ma in realtà, a far finta…

 

Leggi il punto precedente: Il Rito dell’Accettazione.

vai al punto successivo, correlato: Accettare di Smettere per Sempre.

 

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