Rendere Speciali le Comuni Giornate

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Rendi speciale quello che fai.

Oggi è speciale. Punto. E’ tutto qui.

Perché? Perché questa è la domanda, non la risposta: come posso rendere speciale quello che faccio? Se la risposta non c’è, troviamola. Punto e a capo.

Se non è speciale oggi, non lo sarà mai. Si parte da questa verità.

Esistono giornate che di per sé sono speciali, come i compleanni. Nostri o di nostri cari o di cari colleghi. Sorprese, occasioni da ricordare, insomma, momenti anche commoventi ma, appunto: speciali.

Eppure da molto tempo anche i compleanni e le occasioni importanti si sono trasformati: sono diventate occasioni per occuparci di noi in modo particolare, sempre nuovo, da ricordare, senza stress, pensate con il cuore.

Una volta, alle mie dimissioni per cambiare vita, dopo decenni di azienda, ho sentito che occorreva festeggiare in modo indimenticabile. Allora ho organizzato diversi appuntamenti che ancora ricordo con commozione.

Uno di questi è consistito in una cena ambitissima, in un posto che non ha eguali, con un menu speciale, con il maitre che annunciava i piatti in un cerimoniale solenne e con colleghi diventati amici speciali. Io non pensavo minimamente ad un loro regalo; il regalo volevo farglielo io per salutarli. Avevo chiesto soltanto in dono, come pensiero da parte dell’azienda, il grande poster di arte moderna, incorniciato su base di legno, grande… bello e colorato, che avevo nel mio ufficio. Mi avevano però risposto correttamente che era tra i cespiti aziendali e non ancora in scadenza di ammortamento (il linguaggio aziendale, a volte, è proprio arido, eh?).

Lì per lì ci sono rimasto un po’ male, ma poi gli entusiasmi mi hanno presto rimotivato.

Beh, i miei colleghi sono arrivati al ristorante reggendo un involucro voluminoso. L’ho riconosciuto subito. Ma, sorpresa: era lo stesso poster, ma non era quello. Avevano preferito andare a ricomprarlo e che io sapessi che me lo regalavano loro, di persona, anziché fosse una piccola concessione di una grande azienda.

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Ora quel quadro è nel mio studio e mi ricorda qualcosa: un’esperienza speciale. (lo vedete nella foto).

Negli anni seguenti ho scoperto che sentirci prigionieri, irrealizzati, in conflitto, stressati, è lo sport nazionale italiano. E che invece basta così poco per personalizzare le esperienze.

Ho scoperto che il benessere non è altro che fare le cose (qualsiasi cosa! Ora! Subito! Qualsiasi!) in modo particolare, sentito, nuovo, mai stereotipato, che ci rappresenti. Punto.

Ho imparato che tutti si aspettano sempre qualcosa di personale da te, che ti identifichi, e che le aziende ti premiano e ti fanno fare carriera semplicemente se tu fai sempre qualcosa a modo tuo, personale, il più possibile con tutto te stesso.

Se le cose speciali non le fai oggi, non le farai mai. E’ questo il segreto. Allora ogni momento è buono per provarci. A fare qualcosa davvero particolare per me o per te: per farti sapere che mi stai particolarmente a cuore.

Mi è capitato nell’incontro che tengo su Bioenergetica e Lavoro, che promuove  proprio questo: devi fare una cosa? Qualsiasi cosa? Perché non provarla a fare in modo speciale? Una cosa per sé o una cosa per gli altri, non ha alcuna importanza…

Ora perché funziona? Perché è in grado di rivoluzionare la nostra esperienza?

Perché ricordiamo solo le cose speciali: solo queste ci motivano.

Chiudiamo gli occhi. Che cosa ricordiamo degli ultimi 3 anni? Quali giorni?

Fatto? Sono solo giorni speciali? Vero. Allora? Volete una vita diversa, rendetela particolare.

Alcuni esempi potete trovarli in 20 Serate Motivanti (che in realtà sono più di 100…).

Ad esempio, decidere, organizzare, fare materialmente una fuga di un giorno in una capitale europea. (vale come 3 giorni speciali). Anzi, adesso sospendo un attimo la scrittura e mi dedico ad organizzare una giornata all’estero e poi riprendo. Ecco, fatto. Ci ho messo 14 minuti e mi costerà in totale pochissime decine di euro.

Un venerdì qualsiasi, ci prenderemo così un giorno di ferie, e per un giorno e una notte -con ritorno il sabato sera- vivremo un’occasione speciale.

Ora: lo faccio domani? Va bene, ma se non fai, saprai che puoi farlo solo ora, oggi.

Vai al link sopra riportato delle 20 Serate Motivanti, per la lista completa degli spunti.

Tempo fa leggevo qualcuno che diceva:

“tra le persone che ammiri e te stesso c’è una sola differenza:
che loro hanno deciso di essere come sono e tu non ancora”.

Lo so, fa arrabbiare detto così. Ma porca miseria se è vero: sennò che le ammiriamo a fare? Certo, perché sono come noi… ma è una questione di misura. Perché allora, non cominciare dalle piccole azioni concrete?

Per cui la domanda è una sola: cosa posso fare stasera non solo di diverso, non solo in un modo che mi soddisfi di più, ma in modo che sia indimenticabile? Non solo che mi rappresenti, che affermi il mio modo di vivere, di vedere le cose…ma che sia una vera rivoluzione rispetto al periodo che sto vivendo? E domani, sul lavoro?

E se non ci riesco, non è questa la prova che ho bisogno di riprovarci, riprovarci, riprovarci, cambiando ogni volta modo, forza e convinzione?

E che non accadrà mai niente da fuori che mi dia questa forza e convinzione?

Proprio in questi giorni un mio cliente, in un periodo difficile della propria vita in cui ha chieto aiuto ad un terapeuta perché le insoddisfazioni sono davvero tante, ha deciso di rendere il compleanno della moglie un’occasione indimenticabile. Ed ha invitato a sorpresa 40 amici al ristorante, da ogni parte d’Italia (!).

Lo ha fatto contro ogni pronostico e contro ogni opportunità. Lo ha fatto PROPRIO perché non era certo il periodo ideale. Per questo lo ricorderanno tutti con eterno riconoscimento.

Capire ora la portata di Rendere Speciali le Comuni Giornate?

E’ DI PIU’. E’ DIMOSTRARSI QUALCOSA.

Se è difficile: può non esserlo, solo grazie a me, qui ed ora (!), non a qualcosa che cambierà e che arriverà da fuori come un bonus. Illusione colossale.

E’ proprio questa “creduloneria” che occorre abolire: bisogna avere pazienza che arrivi il momento giusto, aspettare che si calmino le acque, adattarsi, rinunciare.

Basta, basta, basta.

Provate a fare ogni giorno, per 30 giorni, almeno una cosa in modo diverso, speciale per VOI. E poi vedrete. Cambia tutto.

Sarà facile? Per una settimana sarà difficile. Poi sarà una rivoluzione.

 

Ma la smettiamo di volere sempre qualcosa di non impegnativo?

Da quando è iniziata questa pretesa? Non saprei dirlo, ma certo è palpabile e la sentiamo spesso:

Tutti si sbattono per scopi non propri e in sforzi che non cambiano mai nulla di strutturale nella propria vita e nessuno si impegna più davvero come un treno per cambiare qualcosa di difficile della sua condizione. Economica, affettiva, relazionale. Non lo crediamo più nemmeno possibilie!

E’ come se fossimo più deboli e debilitati senza nemmeno provare più ad intraprendere, provarci e sperimentare, qualsiasi cosa.

Come possiamo migliorare ciò che diciamo tutti i giorni di voler fare, se continuiamo –anche solo simbolicamente- a rassegnarci alle stesse identiche cose, nello stesso identico modo, ogni giorno identico della nostra vita? E ogni stagione? E ogni sera? Ed ogni fine settimana?

E non basta: cosa succede se coinvolgiamo anche gli altri? Appassionandoli alle nostre iniziative, o facendo qualcosa di dedicato solo a loro, d’indimenticabile?

Perché in realtà vivere speciale, qui ed ora, fuori dalla metafora del ‘quando riuscirò’, è l’unica attitudine che in realtà ci rende liberi.

Vai all’articolo collegato: La Parabola della Vita Speciale

 

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