Scopo Primario e Vita Intensa per Ciò che Mi Riguarda

 

Ho detto recentemente in terapia:

  • Mi fa un enorme piacere sentire che dentro di te ci sia stato “un clic” e che io ti abbia aiutata. È lo scopo della mia intera esistenza.
    Io ci sono sempre.
    Per chiunque.
    Ma solo perché -da un certo giorno in poi- ho deciso di esserci per la mia parte bambina innanzitutto.
    Perché ho scelto -una bella mattina di anni e anni fa- che avrei seguito proprio quel clic, quell’intuizione di cui mi parli tu.
    Mi sarei dedicato agli altri.
    Avrei interrotto il flusso di pensieri legati a risolvere problemi miei personali e famigliari inesistenti e mi sarei consacrato ad una missione reale, come ad un figlio, più e prima di un figlio, che rende possibile e genera figli: il mio motivo per vivere. Aiutare ed entusiasmare gli altri verso la loro pienissima e personalissima e degnissima vita possibile, al pieno potenziale di diritto di ciascuno di noi.

 

E ho trovato questo scopo andando in direzione opposta al buon senso.

Perché ho capito che solo così si poteva trovare: non l’ho cercato in ogni dove, non sono partito per chissà quale viaggio interiore.

Ho “visto” che l’avrei incontrato SOLTANTO considerando QUALSIASI SITUAZIONE vivessi in ogni momento -il mio lavoro di allora, la mia relazione affettiva- potenzialmente come il mio più alto scopo nella vita.

E solo così, spendendomi totalmente nell’intensità di ogni momento, sentire quale poteva essere “di più” per me, che cosa mancava e che cosa prosperava negli affetti e nel lavoro, nella realizzazione di me, nella salute e nel denaro.

E tutto questo esiste solo perché ho assistito fin da bambino ad esistenze sprecate.
Vite buttate via.
Allora, dedicarmici mi dona respiro, senso e costanza. Mi ha fatto da sempre sentire me stesso. Fin da bambino.
E una volta trovato il modo di ri-sentirlo, ero già fuori dalle mie solite dinamiche.

E’ lo scopo per il quale mi sento venuto su questa terra e mi esprimo naturalmente.
E’ il mio posto nel mondo.
Così come per altri è esprimere e comunicare la bellezza delle cose, oppure, per altri ancora, realizzare opere rivelatorie, il mio scopo è aiutare chiunque a trovare la propria meraviglia.
Quel che più mi trasforma è dimostrare a ciascuno di noi che tutti abbiamo un fine primo e ultimo per cui ci agitiamo.
E la nostra missione è solo scoprire qual è… e vivere per questo scopo.

E da allora, quando mi esprimo, non c’è fatica o riposo, lavoro o tempo libero. Non c’è mancanza o problema. C’è solo scambio, reciprocità, parità.
C’è solo il come fare, qui ed ora, concretamente, con tutte le energie-motivazioni-emozioni totali.
E dimostro a me stesso -e attraverso me agli altri- ogni giorno e in ogni momento, quanto e fino a che livello infinito e totale ciò sia possibile.

Ed è così che la scoperta dei modi, di come cambiare su serio la propria esistenza, non finisce mai, si nutre sempre di nuove strade, intuizioni, sensazioni e piaceri.

Perché di tutto questo c’è un’inconcepibile abbondanza, prosperità e presenza e vitalità.

Una vera palpitazione fuori dai guai. Senza più titubanze e mezzi accontentamenti, percorsi tortuosi e ricerche improbabili e periodi infiniti in esistenze sprecate.

  • Ecco come ci sono, ecco che mi manifesto, ecco che sento tum-tum al mio e al tuo cuore insieme, ecco che respiro e tu respiri finalmente in sincronia in modo pieno.
    Stiamo lavorando? Naaa.
    Stiamo crescendo? Tu che dici?

Come per chiunque si incammini sul proprio reale sentiero, questa dedica della mia vita al proprio significato, mi ha messo in contatto con le migliori risorse che ho per raggiungerlo.

  • Io Marco so vedere il bello delle persone. Questo è. Per il resto sono un mezzo disastro. Ma tutto ha contribuito ad arrivare ad esprimere questa consapevolezza. Perciò ringrazio quel che mi è successo come un dono. Ora sì. E ciascuno dei miei inverecondi difetti ora lo accetto con tenerezza. Non sapevo di avere questa meraviglia. Viene da mia madre. Ci ho messo un tempo infinito per rendermene conto e poi altrettante “ere geologiche” per farmene carico ed eprimerlo ogni giorno. Ma tant’è. Vedo il bello delle persone. E lo faccio vedere a loro.
    Solo quando sono riuscito a dirmelo, mi sono immediatamente collegato alle meraviglie degli altri. Ho iniziato a fargliele riconoscere, accettare -insieme a tutto quell’enorme casino che chiamiamo ferita- e finalmente ad esprimere.

 

Il nostro scopo nel mondo ci rende la vita intensa, l’unico senso invincibile degno di noi.

 

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