Sei Felice Ammamma?

E se i problemi sul lavoro dipendessero da mia madre?

Vuoi dire –viceversa- che io uomo non riesco a realizzarmi solo perché ho problemi con mio padre?

Proprio così! Io l’ho imparato in terapia e non sui libri. Me lo disse il mio Analista Greco (quindi con tutti gli Dei dell’Olimpo sulle spalle…).

Chi ha problemi con il genitore dello stesso sesso avrà difficoltà nella realizzazione di sé: nella vita, nel lavoro, nell’affermazione.

Chi, al contrario, ha avuto più problemi con il genitore del sesso opposto, avrà più contrasti negli affetti e nelle relazioni.

Occhio però: ciò riguarda i primi anni di vita e –oggi- in qualche caso, i rapporti con i genitori potrebbero essere molto diversi … anche se, poi, alla fine… lo sentiamo bene da chi siamo stati appoggiati di più.

Come molte delle informazioni per vivere meglio, anche questa nozione fondamentale non viene divulgata affatto, anzi, non lo sa nessuno.

Per questo l’ho inserita tra le note che vi distribuisco insieme ad un video ed un questionario, i cui dettagli sono specificati alla fine di questo scritto.

Vi aiuteranno a capire di più sul vostro sostegno ricevuto e, se siete genitori, su come comportarvi con i vostri figli.

Spero così di fornirvi un aiuto per una migliore consapevolezza (ammamma…).

Ora non siate ironici: e se io non ho avuto buoni rapporti con entrambi i miei genitori? la risposta va da sé…

In più: lo sapete che anche la scelta del terapeuta dovrebbe essere guidata da questo principio? Cioè terapeuta donna se hai più questioni ancora aperte con la tua figura femminile e viceversa nel caso maschile. E per molti dei miei colleghi questo è –per fortuna- uno dei primi criteri nella presa in carico dei clienti.

Vediamo dei casi sulla realizzazione di sé:

Lella aveva una madre molto problematica, e lei se n’è dovuta occupare fin da quando era molto piccola. Va da sé che nessuno si occupava di lei e che oggi ha ancora difficoltà a trovare qualcuno che l’ami come desidera… Perché? Perché il padre è sempre stato assente nella sua vita. Non c’era spazio per lui. Sempre la madre, la madre, la madre. E sul lavoro, Lella si occupa di tutti e di tutto, senza un attimo di respiro per sé.

Francesca ha da sempre dei conflitti con la madre, per niente di sostegno a qualsiasi manifestazione della figlia. Oggi la sua vita le rimanda continui contrasti e difficoltà sul lavoro.

Ernesto aveva avuto sempre boicottaggi espliciti, tanto che ricorda ogni commento del padre alle sue affermazioni: era riuscito a rovinargli con una sola battuta persino il giorno della laurea con lode, riuscendo a sminuirlo e facendolo imbestialire.

In sostanza, è il modello che conta. E se il nostro primo modello non ci ha appoggiato, non c’è verso che noi possiamo affermarci come vorremmo, a patto di non saperlo e di non lavorarci su davvero. Ma anche di lavorarci nel modo giusto, senza per esempio cercare di vincere facendo la guerra e lottare con tutte le persone che ci rimandano alla nostra figura primaria.

Se continuiamo la battaglia, non potremo mai cavarcela, perché “loro” sono proiezioni di qualcuno ormai introiettato dentro di noi e -per questo- imbattibile…

Eh, ma allora?

Allora occorre non cercare di risolvere fuori ciò che è da affrontare dentro. E sapere che cosa stiamo facendo.

Il punto è –come dico in altri scritti- che noi continuiamo a farci ciò che ci hanno fatto da bambini. Fino a quando non invertiamo la tendenza!

E se non la invertiamo, direte voi? Se non iniziamo a camminare per la nostra autentica strada? Lo facciamo lo stesso, artigianalmente, facendo da soli un passo avanti, uno di lato, e così via, come spesso capita, continuando ad avere sempre un tema irrisolto nella nostra esistenza.

Ma se –ad esempio- io ho un rapporto problematico sul lavoro con le figure di autorità o con i colleghi? Ecco: è molto meglio che io sappia che c’è un motivo per cui questa battaglia non avrà mai fine… Se sono io che l’alimento ogni giorno (!). Convinto anche di far bene e che sia inevitabile (!!). Oppure senza accorgermene! Sentendo che io sono vittima di pazzi esauriti che mi circondano. Ma ti sei mai chiesto perché ti ritrovi ad avere periodicamente a che fare con questo tipo di persone? E perché ad altri non succede?

La verità è che posso “mollare”, lasciar andare, dedicarmi ad altro, cambiare strada o smetterla una buona volta di sfidare eccetera.

E questo è solo uno degli esempi possibili. Un altro è il sostegno: se non ho avuto sostegno in famiglia, in che modo lo sto cercando fuori di me da anni inutilmente!?  Con l’ossessione eccessiva per “far le cose come dico io”? Con l’affermazione accanita sul lavoro? Cos’altro? Questa è la domanda da porsi: in che modo cerco fuori qualcosa “che finalmente mi dia la sospirata serenità”?

Ecco: se continuo a sentire che qualsiasi passo compio in queste direzioni mi fa scoprire sempre qualcosa di non finito, di un’istanza “ancora da soddisfare”, allora vuol dire che non potrò ai risolvere fuori una ricerca che devo abbandonare dentro.

E se è così? Se non riesco a fare ciò che mi piace o non sono mai soddisfatto? Cosa posso farci? Come posso sostenermi da solo?

Un questionario in uso per i miei clienti, per capire quanto siamo stati sostenuti nella nostra famiglia, può essere utile per capire chi diavolo ha determinato questa mancanza e raccogliere spunti per uscirne. Lo potete trovare a questo indirizzo:

compila il Questionario “I Miei Obiettivi di Oggi, La Mia Famiglia di Ieri”.

Un video come quelli che ormai conoscete è illuminante sull’argomento. E’ indicato qui di seguito. Illustra come si possa insegnare a persone svantaggiate e mai riconosciute, la capacità di sostenersi adeguatamente per la meraviglia che in realtà sono.

Vi aiuterà soprattutto se avete dei figli da crescere.

http://www.ted.com/talks/lang/it/kiran_bir_sethi_teaches_kids_to_take_charge.html

 

Come vedete: poniamoci delle domande, questo è importante. Per le risposte, una volta instaurato il meccanismo, la vita cambia letteralmente in poche settimane… magari con l’aiuto degli altri –solo di un amico- e se non basta, di qualcuno in gamba.

Se invece volete lavorarci sopra (divertendovi anche un po’…!) continuano le serate di presentazione e i Sabati del programma Cambiare il Modo di Cambiare. La serata di Marzo è il Giovedì 15 Marzo 2012 e il Sabato è il 17 Marzo, per chi voglia partecipare alla giornata.

I dettagli per le informazioni e iscrizioni sono a questi link:

http://www.analisibioenergetica.com/index.php?option=com_content&view=article&id=21&Itemid=125

http://www.analisibioenergetica.com/cambiare_modo_cambiare.pdf

 

 

Vi saluto e via aspetto, anche con i vostri commenti.

Più vi scrivo, più vi voglio bene.

Lo so, non è lo stesso per voi, perché vi rompo le scatole, ma non a tutti e non sempre è un male.

Un abbraccio sincero. Marco.

PS: se pensate che qualcun altro possa esser interessato a queste note, ditegli di iscriversi alla nostra newsletter, con una mail a info@analisibioenergetica.com con il testo: iscrivetemi alla vostra mailing list.

 

 

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