Il Tema Dominante e il Problema Caratteriale

Ogni Tema Irrisolto della nostra vita si fonda, si nutre e si perde in uno specifico problema, ricorrente, caratteriale appunto.

 

E’ stupefacente constatare, nella pratica clinica, come -e a che livello!- le persone che arrivano in terapia, alla fin fine, sotto i motivi concreti che le portano a farsi aiutare,
rivelino sempre lo stesso schema.

 

Provate a pensarci: una persona arriva a decidersi di aver bisogno di capire e di fare chiarezza su di sé.

Inizia la terapia e racconta dei suoi problemi ad esempio ricorrenti sul lavoro, oppure sulle relazioni, oppure ancora di realizzazione di sé e del senso della propria vita, dell’insoddisfazione cronica o della mancaza di pienezza.

 

E poi provate ad immaginare che via via che continua il lavoro su di sé scopre un’altra verità:

il suo quadro non era poi quello rappresentato, quanto più semplice e ripetitivo, sottostante, archetipo, caratteriale, secondo una tipologia del carattere che ha sempre le stesse dinamiche che si ripetono.

 

E’ un risparmio di energie e una focalizzazione epocale, per chi inizia a lavorare su di sé.

Occorre certo evitare eccessi di generalizzazione e semplificazione, certo, ma mantenere un quadro utile ed esemplificativo, fa una differenza notevole.

 

Ecco i diversi problemi caratteriali così come individuati da Stephen M. Johnson.

Essi creano delle temi ricorrenti irrisolti nell’arco nostra vita, tanto da caratterizzarci l’intera esistenza.

 

Problema Caratteriale

 

1. Cerebrale (Schizoide): Gli altri sono un problema, non un aiuto. Quindi dissociazione, ritiro nel pensiero

 

2. Orale: I bisogni sono negati o troppo grandi per essere negati. Dipendenza dagli altri, o gratificazione dei bisogni degli altri a spese dell’espressione del sé

 

3. Simbiotico: Identità trovata negli altri, non nel sé. La fusione determina un’espressione del sé fuorviata, etero-diretta. Il vero sé suscita sensi di colpa

 

4. Sottomesso (Masochista) : Controllo della propria iniziativa ceduto a chi ha più potere, salvo poi lamentarsi in modo continuo, remissivo, passivo-aggressivo.

 

5. Narcisista: Identità cercata nel falso sé, non nel sé reale, sentito come fragile, labile. Tentativi di conservare il sé grandioso.

 

6. Manipolatore (Psicopatico): Abitudine a non considerare i sentimenti rispetto a situazioni di potere, di lavoro, di utilizzo degli altri a propri fini altrimenti gli altri lo fanno con noi. Un certo grado di cinismo, adattamento alla strategia, difesa attraverso la non sincerità.

 

7. Rigido: Scissione degli impulsi amorosi da quelli sessuali. Negazione o esaltazione della sessualità, della sfida-competizione e dell’amore.

 

E’ molto indicativo e molto utile, conoscere concretamente quel è -giorno dopo giorno- il mio reale problema, per sapere come si ripresenta, come cerca di camuffarsi e spostarsi ad altro, ma si manifesta sempre con gli stessi esiti…

Solo con questa consapevolezza si può voltare pagina e immergersi nella vita nuova che molti di noi anelano.

 

E’ poi interessante e prezioso ancora vedere poi tra quali polarità caratteriali oscilla il nostro personale problema.

 

Polarità caratteriali

 

  1. Cerebrale (Schizoide): Presenza – Assenza
  2. Orale: Ricerca – Offerta della gratificazione nella dipendenza
  3. Simbiotico: Autonomia – Farsi avviluppare
  4. Narcisista: Indegnità – Megalomania
  5. Sottomesso (Masochista): Controllato – Controllante
  6. Manipolatore (Psicopatico): Manipolare – Farsi Manipolare
  7. Rigido: Sessualità – Affettività

 

Alla fine fine, mi posso concentrare su questi aspetti se voglio davvero andare a toccare la mia struttura e migliorarla da dentro.

 

 

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