Evoluzione Sostenibile: Un Viaggio Bioenergetico

 

Corsica, Bagno al tramonto,
Bioenergetica a Vela, 2016.

 

Se non fai un viaggio dentro, non fai alcun viaggio. Questo è il principio.

Dopo i viaggi di Bioenergetica a Vela, come al solito mi chiedono e mi chiedo: perché queste forme di viaggio esperienziale attraverso la bioenergetica? Perché portare le persone a vela e farle significare attraverso una pratica?

Non è sufficiente la vela stessa? Il mare, il tramonto? Le stelle senza luna? Il dormire sull’acqua, nella culla dell’acqua?

Ciò vale a maggior ragione in Paradiso: non è già enorme abbondanza vivere le Maldive senza sottoporsi ad esercizi ed esperienze?

 

E rispondo di solito in due modi.

Il primo riguarda la possibile perdita di occasione enorme se le persone non si sintonizzano sulla bellezza dell’esperienza.

Il secondo modo attiene alla corrispondenza tra mondo interno e meraviglia esterna.

Se non si curano entrambe, è come se si rimanesse solo in superficie.

E rimanere in superficie in occasioni del genere è un peccato doppio.

 

Le mie osservazioni riguardano le vicende che io ho attraversato come viaggiatore, oltre ad organizzare eventi, formazione, terapie di gruppo e team building da oltre 20 anni.

Mi è capitato di partecipare ad esempio a viaggi in bicicletta insieme ad altri sconosciuti, organizzati da associazioni che procurano tutto: dalle bici, agli hotel, agli spostamenti. Ma nulla che riguardi le relazioni, le conoscenze, le sensibilizzazioni al tipo di viaggio che si affronta. Solo bicicletta. E basta.

E così, dopo una settimana a pedalare insieme nell’incanto della Provenza o da Parigi a Londra, si resta ad un livello di conoscenza e di scambio così embrionale che a volte diventa vera e propria noia, con una sensazione di scarto enorme tra l’occasione preziosa e l’effettivo livello di gioia e intensità che si potrebbe vivere.

Ho addirittura scritto ad una di queste associazioni offrendo la mia esperienza per sviluppare gratuitamente tali aspetti.

 

Ma è una mentalità dura a morire. E’ come se –curando la sensibilizzazione, la socializzazione e lo sviluppo del proprio sentire- si attentasse alle libertà individuali di partecipare o meno all’esagerata bellezza entro cui ci si muove.

Il principio è sacrosanto, ci mancherebbe altro. Ma è un grosso malinteso.

I partecipanti possono essere non costretti ma favoriti –quindi solo predisposti- attraverso alcune pratiche appunto. Per questo motivo, oggi lo Yoga viene proposto in ogni dove. Sentivo oggi alla radio di esperienze di Yoga e Trekking organizzate per questa estate.

E c’è sempre più esigenza di iniziative come questa.

 

E’ che abbiamo tutti bisogno di occasioni che ci portino più a contatto con il nostro corpo e le emozioni, insieme al gruppo che ci circonda.

Proprio allo scopo di esaltare le emozioni ed evitare dispersioni.

 

Effettuare in gruppo semplici movimenti corporei -al tramonto sulla prua della barca- e poi ringraziare gridando e tuffandosi nel sole rosso all’orizzonte…

…è un’esperienza che arriva ad una profondità preziosa.

Ma non tutti la farebbero se non fosse sottolineata dalla condivisione comune.

Alcuni ci metterebbero giorni ad uscire dalla propria ritrosia, la quale, invece, viene così come sdrammatizzata e accolta dal gruppo.

 

Se c’è questo “attivatore di scintille” allora vengono amplificate tutte le emozioni scatenate, le quali resteranno indelebili nella nostra memoria.

 

Per esempio riconoscere tutti insieme il cielo stellato senza luna in navigazione a vela notturna.
Esperienza che lascia senza parole.

 

E tutto ciò è reso ancora più connesso, quando -insieme ad esercizi emotivi e corporei- chiediamo ai partecipanti di sintonizzarsi con i ricordi di abbondanza e prosperità:

  • Quando abbiamo vissuto in passato situazioni come questa?
  • Come e dove eravamo?
  • E che cosa c’era in quelle atmosfere che possiamo riprenderci?
  • E’ possibile riportare solo un pò di questa grazia nella vita di tutti i giorni?

 

Ecco, questo vuol dire Bioenergetica in Viaggio.

Sono pratiche utili in sé, anche fuori da questo ambito naturalistico eccezionale: ripetute ogni giorno esaltano la vita e la vitalità.

Anche se le facessimo a casa, avremmo dei risultati.

Ma vissute in tali scenari sono in grado di fare letteralmente esplodere la nostra gioia.

Riprendono la vitalità dall’altro capo del filo, quello interiore e non solo dalla meraviglia esterna che si sta vivendo attraverso i nostri sensi.

 

E’ la sensazione di connessione tra interno ed esterno a rendere la vacanza indimenticabile.

Questa è la verità. E vale per qualsiasi viaggio ma anche per qualsiasi esperienza nella vita.

Quante volte non ci siamo goduti vacanze che sulla carta erano da favola, per paranoie sempre uguali, strascichi, difficoltà sopravvenute e screzi stupidi andati avanti per giorni e giorni?

La sostanza è che –se si lascia tutto disorganizzato e alla libera iniziativa dei singoli- si arriva a dei paradossi, com’è successo.

Può capitare infatti che ci si perda nella risposta ai messaggi di lavoro al cellulare e non si colga il cielo stellato in una delle baie più incantevoli che esista.

Oppure capita di impiegare giorni ad uscire dalle proprie riservatezze o dai mille problemi ad interagire; aspetti che possono essere sciolti in cinque minuti da un semplice rituale di conoscenza.

 

Ad un certo punto della vacanza, ad esempio, si distribuiscono dei bollini, di simbolico ringraziamento, che ciascun partecipante attribuisce ad un altro ospite per evidenziare il bello che ha fatto vivere agli altri.

Ed ogni volta si apre un mondo. Le persone ringraziano svelando verità profonde ed emozioni intense vissute, che altrimenti sarebbero rimaste in embrione e non avrebbero scatenato altri aneliti della stessa profondità.

E allora sì che si aprono ad urlare “mi basta il tempo di moriiree !” alla chitarra, a quel punto prontissimi ad alternare momenti di evidente commozione a boutade incredibili.

E non è questo lo spirito della vacanza più intensa?

 

C’è un terzo motivo o modo di rispondere al perché la Bioenergetica in viaggio:

la diffusione di un tipo di pratica che ci ha aperto alla vita.

A me come a molte altre migliaia di praticanti, la Bioenergetica ha cambiato l’esistenza e mutato le prospettive. Quindi quante più persone possono entrare in contatto con queste sensazioni corporee ed emotive, tanto più noi siamo più felici e io personalmente sono nel mio scopo primario di aiutare gli altri a stare sempre meglio.

 

E ci sono persone per cui un’esperienza di un workshop di due giorni o di una vacanza di questo tipo valgono più di 1 ora a settimana, poiché permettono di farsi catapultare in una dimensione più profonda che superi naturalmente la soglia della superficie e della ritrosia.

E’ la sensazione d’intensità quel che conta di più.

 

Ci immerge nel modo in cui potrebbe essere la nostra vita. E ce la fa vivere.

Adesso. Qui.

 

“Mi basta il tempo di moriireee! Tra le tue braccia cosìììì…!
Domani puoi dimenticare, ma adesso…! … ”.

 

Vai al prossimo viaggio di: Bioenergetica in Paradiso 2018!

 

 

Riepilogo Viaggi Bioenergetici

 

 

 

 

 

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