Un’Idea Potente e Ispirata

Non vi è mai capitato di dirvi “ma come ho fatto a ficcarmi in questo guaio!?”.

 

Da una decisione di vita presa “d’istinto” (mannaggia a me) ad un’impresa commerciale, ci ritroviamo in un pantano…

…quando abbiamo fatto dei passi in modo non allineato al corpo, alle emozioni e ad una conoscenza di sé e dei propri meccanismi.

 

In sostanza, ci agitiamo in questa dinamica per un problema interno e mai esterno, reale, di lavoro, di scelta di vita o di relazione.

La verità è che NON abbiamo ascoltato il sistema regolatore interno, che ci evita di sbagliare nella stragrande maggioranza dei casi, con la scusa effettiva, ad esempio, che altrimenti non ci saremmo mai decisi.

E’ vero, spesso siamo rigidi, caratteriali, sempre uguali, e uno scossone ci vorrebbe proprio.

 

Ma IL PROBLEMA, che poi non ci fa dormire, si ripresenta, perché noi -ad una rigidità caratteriale e ad una vita perlopiù bloccata- vogliamo contrapporre una rivoluzione che non sappiamo sostenere.

 

Perché le nostre incertezze e paturnie, quelle, sempre fuori ritornano e sempre uguali sono.

 

Per questo conoscere le Leggi della Trasformazione del Carattere risulta necessario. Perché, altrimenti, -se dentro di noi continuiamo a vedere un muro- sempre contro lo stesso muro finiremo.

 

Dopo aver analizzato i passi della 3^ Legge della Trasformazione del Carattere: Ti Ritorna solo ciò che Investi a Fondo perduto…

…soffermiamoci allora sul fatto che bisognerebbe considerare questi principi, le leggi della Trasformazione del Carattere, anche ogni volta che si decide di aprire un negozio o d’intraprendere una professione.

 

Tutti gli esempi di successo, da Lush a Eataly, da Google a Facebook, da Apple a Ikea, fino all’angolo di casa nostra, da Grom al Gelato Giusto…

 

…sono tutti animati da un’idea potente e ispirata, in grado di smuovere le montagne, e quindi di affermarsi in sé, portata avanti in modo totale e per il puro piacere di farlo.

Ma per ciascuna idea che ci afferma, è necessario:

 

a) Intuire PRIMA, decidere che occorre vivere per definizione secondo questa legge del “Ti ritorna solo ciò che investi a fondo perduto…”

b) Fare i conti POI, con i blocchi interiori e i dettami profondi che si oppongono dentro di noi a questa nuova vita. Chiarirli e affrontarli ad uno ad uno.

c) e solo DOPO realizzare qualcosa che ci assomigli davvero, curando solo il piacere di farlo. E così, magari, l’affermazione di Sé sarà anche molto più facile. Perché se non è facile, non è.

 

Soltanto a questo punto i 6 vegani appassionati di Lush hanno creato un luogo dove realizzare la loro idea di salute. Perché non c’era come loro la vivevano dentro.

E così dev’essere stato per lasciare gli elettrodomestici e imbarcarsi nella avventura di Eataly, mostruosa per dimensioni.

 

Ma vale fino all’ultimo dei negozi sotto casa: è l’ennesima piadineria che chiude dopo sei mesi? O una bella, nuova, personalissima idea?

 

Non c’è niente da fare: ti ritorna davvero soltanto tutto ciò che investi a fondo perduto con tutta la possibile energia… e senza alcun altro scopo che il piacere di farlo.

 

Mentre si assiste, viceversa, allo spettacolo di qualcuno che, pur di cambiare, in completa confusione, si affida ad imprese improvvisate in amore o nel lavoro, senza alcuna profondità verticale dentro di sé.

 

E -ancor di più- a questa vera e propria legge dovrebbe rifarsi chi vuol cambiare vita in terapia.

 

Per questo i fallimenti terapeutici e commerciali sono troppo frequenti, perché affidati spesso al caso e per niente strutturati.

 

Una mia nuova cliente mi sta portando proprio in questi giorni il suo dilemma: le stanno offrendo di cambiare vita, lavorare solo 4 giorni per 20 ore alla settimana, guadagnando la metà.

Non sono i calcoli economici, perché con la nuova cifra potrebbe riuscire, come si dice “a starci dentro”.

Voi cosa fareste?

Ma per lei, giustamente, sono la paura di sbagliare e l’offerta di una realtà meno consolidata e garantita della attuale, a frenarla. Oltre all’incertezza di stare magari illudendosi, di perdere la propria professionalità, ovviamente inferiore nel nuovo lavoro.
Insomma, è una vera e propria scelta di vita. E Paola, la mia cliente, è spaventata perché non sa proprio come fare, non si sente pronta. Ma a bloccarla è che questa opportunità di cambiare finalmente la propria esistenza, potrebbe non ripresentarsi mai più.

Che fare?- come scriveva qualcuno nel 1905, prima della successiva Rivoluzione d’Ottobre…

 

Occorre allora rimettere ordine per prima cosa.

Quando il quadro si presenta così dicotomico e drammatico per certi versi, non è mai veritiero e realistico, bensì sempre caratteriale, personale, da evolvere senz’altro.

 

Pertanto, in prima istanza, da sdrammatizzare:

Il vero problema è che Paola non sa ancora su che cosa e perché e come buttarsi con tutta se stessa. E crede di doverlo trovare fuori, prima di buttarsi.

Ma il dilemma è che non lo trova dentro, se prima non si butta.

 

Quindi è nei modi, il tema: occorre buttarsi come stile, in qualsiasi cosa, senza dover trovare in anticipo alcunché.

 

Anche nel lavoro attuale, se non cambia, dovrà coinvolgersi diversamente e totalmente. Soprattutto se non le piace. Perché la battaglia è lì. E’ nell’atteggiamento.

Paola sentirà in ogni caso di sbagliare, per come si sente oggi. Se accetta starà male. Se rifiuta starà male. Deve solo rasserenarsi. Non è vero che non può sbagliare. Non è vero che non può tornare indietro. Le è capitata una svolta che non sa ancora gestire.
Se rifiuta è perché non se la sente, ma si deve comunque assolvere e coinvolgersi in modo nuovo e rigenerante.
Se accetta vivrà all’inizio con molta ansia da cui si dovrà comunque assolvere ed entusiasmarsi a prescindere. Sempre, ogni giorno.

Quindi vedete, il punto cruciale è l’ansia e la capacità della propria parte adulta di lenirla e sollevare, perdonare e sostenere con entusiasmo e calore la propria parte emotiva, come NON hanno fatto con lei quando era piccola.

E’ il tormento il problema, che Paola ha da sempre, e che avrebbe comunque dovuto risolvere. Ora è arrivato il momento di occuparsi del proprio tormento. Non della scelta di lavoro.

 

Da che cosa deriva il malessere?

Quasi sempre da un mancato allineamento tra ciò che ci ispira (immagine Interiore, Ideale di Sé, Illusione caratteriale) e ciò che ci sentiamo costretti a fare materialmente.

E come si riduce questo scarto?

Solo dalla conoscenza delle proprie dinamiche interne, attraverso la consapevolezza di sé e del perché siamo proprio così, insieme alle istruzioni sulle leggi che comportano il benessere.

Perciò Il Corso su Se Stessi bisognerebbe garantirlo a scuola.

 

Noi terapeuti dovremmo fornirlo e divulgarne la possibilità: che cosa c’è di più importante di come siamo fatti davvero e come mai? E di come funzionano i meccanismi del benessere?

 

E nello studio Self ne abbiamo fatto una bandiera. Chiunque ha diritto di sapere com’è, perché si sente così e quali sono i passi per poter star meglio.

 

E se è un diritto, non si discute.

 

E tutto può essere oggi molto più facile, a portata di mano, e con quel giusto grado di semplicità e complessità da risultare subito utile.

Sta a noi terapeuti offrirlo nella giusta forma e sostanza.

Altrimenti non serve.

 

Poiché solo così ti ritorna la vera soddisfazione che stai cercando.

 

A quel punto scopri l’importanza del corpo, perché tutto ciò che vogliamo ci trasformi ha da passare attraverso le emozioni corporee, altrimenti non succede niente di radicato e significativo. Ne parliamo bene nella legge relativa alle Emozioni Corporee (basta scrivere questa chiave di ricerca sul Blog) e in altre decine di punti.

 

Paola sta iniziando la propria pratica corporea quotidiana e settimanale che l’aiuterà a gestire la ruminazione mentale costante e le auto accuse impietose, proprio come erano -guarda caso- le critiche e i mancati sostegni dei genitori.

Mentre in terapia sta trovando le correlazioni tra quel senso di solitudine e di impossibilità che le è capitato da piccola e la gestione attiva, affermata e possibilissima delle sue risorse per una vita più intensa, serena e finalmente leggera. Coinvolta con tutta se stessa e a fondo perduto.

 

Che lavoro farà non è assolutamente importante.

 

E’ questo il segreto per lei:

Non pensare mai a che lavoro fai. Pensa solo a come sentirti leggera e coinvolta. A prescindere.

 

 

Riepilogo: Le Leggi della Trasformazione del Carattere

 

 

Le 5 Leggi della Trasformazione del Carattere

Perché Le Leggi della Trasformazione del Carattere

1. LEGGE DELL’ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA.
Accade Solo Ciò che è Naturale che Accada.

Solo 2 Cose le Natura Ci permette

2. LEGGE DELLA LEGGEREZZA PROFONDA.
Conta Solo l’Intensità di Ogni Giorno.

Intensità Significa Pulire

3. LEGGE DELL’EVOLUZIONE SOSTENIBILE.
Ti ritorna Solo Ciò che Investi a Fondo Perduto

Un’Idea Potente e Ispirata

4. LEGGE DELLA VISIONE RADICATA.
Resta, Solo Ciò che Trascende

5. LEGGE DELL’EMOZIONE CORPOREA.
Solo il Corpo Porta Benessere.

 

 

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