Visione Radicata: 2. Prime Visioni

 

La 4^ pratica quotidiana di benessere -La Visione Radicata- si prospetta ogni giorno, allorché produciamo immagini interne che ci catapultino in situazioni piacevoli, emotive, calorose e sicure per noi. Per esempio, un bambino.

E percepiamo discrepanze allorché questo pensiero non abbia un corrispettivo reale. Nel caso di problemi di salute del bambino, noi non stiamo affatto bene. L’amore, la visione ispiratoria del bambino non si può più canalizzare nella risposta del bambino qui davanti a noi, perché il nostro bambino ora sta male.

Ci sono due immagini interne in opposizione.

Ciò accade anche nella coppia o nel lavoro. L’affetto che portiamo avanti ormai cozza con atmosfere della relazione non più così soddisfacenti. E ci sentiamo divisi, mentre stiamo amando, come una volta, una persona con cui non abbiamo quasi più relazione.

Si verifica così uno scollamento.

Il buffo di questo stadio è che ne abbiamo bisogno come il pane di queste immagini interne. Sono praticamente tutto. Un’ispirazione, una fantasia. Un desiderio intenso. Una passione che ci trascini. Qualcosa che ci faccia vibrare. Qualsiasi cosa pertanto va bene a questo livello. Allora ricorriamo anche a sotterfugi, veri e propri inganni della realtà, pur di coltivare qualcosa che ci attivi.

A volte ci buttiamo negli hobby in modo francamente grottesco. Dove tutti sanno che siamo esagerati: in realtà di quell’hobby non è che ce ne freghi come in realtà sbandieriamo. Perciò lo sbandieriamo, perché abbiamo bisogno di un’idea evidente.

Mah, chissà!- ci diciamo. Non sappiamo: ci serve quel qualcosa, quell’esagerazione, quell’essere patetici ma custodi del livello profondo.

Esagerati ma almeno pieni.

E tutti ci sopportano ormai così.

 

Oppure, quando ci battiamo con il nostro partner per uscire con quella coppia che ci piace tanto, con la scusa che magari i bambini giocano bene assieme, ma in realtà, lui/lei vi fa notare: cosa ci troverai di bello e di compatibile nel rapporto tra noi e loro…!? E sappiamo intimamente che è così… ma nel profondo seguiamo i nostri bisogni senza poterne fare a meno.

Quindi, il quarto stadio del cammino verso il benessere consapevole si sviluppa -fuori dalla nostra volontà cosciente!- quando iniziamo a produrre un’emozione, dei veri e propri flussi ormonali, i quali si trasmettono -dalle nostre immagini interne- ai nostri comportamenti.

Ecco perché funzionano questi strumenti di trasformazione
-dall’Accettazione alla Visione-
perché sono meccanismi naturali che ci trascinano in ogni momento.

E se non li consideriamo, come possiamo migliorare la nostra vita?

Compiamo soltanto azioni concrete, altrimenti non sono azioni, sono illusioni.
Ecco la verità.

Ispirati sempre da un’ipotesi, una luce, una forte motivazione. Che vediamo dentro, la percepiamo e ci accende. E gli altri notano che ci accende.

Anche questa attività Visionaria la portiamo avanti tutti i giorni della nostra vita. Ma in modo inconsapevole, senza sapere bene come siamo fatti e perché funzioni. E’ un fenomeno pieno quindi di interpunzioni, di stop and go, di direzioni diverse, e pertanto non potenti come potremmo.

 

Solo quando questa vera e propria essenza del genere umano diventa consapevole, se ne può assumere la padronanza e la ripetibilità. La si può indirizzare e governare verso una reale efficacia.

E il livello di contributo alla nostra vita aumenta in modo esponenziale.

Ciò poiché il problema principale di questo stadio è la connessione con il reale.

E’ reale questo innamoramento per uno così str… ecc. ecc. ?

Jenny, la moglie di Marc, la coppia che ci accompagna in questo cammino, cominciò così a sviluppare luce in modo scientifico, per niente spontaneo, perché non lo aveva mai imparato, il modo di illuminare l’esistenza. Prese letteralmente a sviluppare visioni delle situazioni che sarebbero andate sempre bene. E piano piano accadde dentro di sé: il viso si rilassò. Le idee si aprirono, l’agio fece capolino in modo più costante nelle giornate sempre più colme di sole.

Occorre allora portare qualsiasi luce nella nostra vita. E Poi questa prenderà la strada della concretezza.

Il bambino contiene in sé l’ennesimo paradosso della nostra esistenza: non sono per niente concrete spesso le immagini interne dei nostri bambini, ma smuovono possibilità enormi. Tutto è possibile nella loro fantasia. E nella nostra, per le parti folli di questa immaginazione che ancora manteniamo.

Il loro entusiasmo di vedere che tutto è possibile è contagioso e naturale. Occorre ritornare a nutrirsene. Proprio come fanno i genitori con le domande e le osservazioni illuminanti dei figli. Che vengono a ragione percepiti come un dono straordinario.

Ma con i bambini è giocare facile.

Vederlo nelle situazioni più problematiche è un’altra storia. Però fateci caso: come sono fantastici i bambini; in un momento sono creativi e per niente legati al reale e poi, con la stessa identica intensità, si dedicano a desiderare qualcosa che è qui, che è concreta, per niente ideologica. Cioè conoscono -dall’immaginazione pura- la strada che porta alla concretezza. Eccolo il segreto:

Massima Follia, Immaginazione, Creatività.
E Fiducia che questa Idea diventerà una Pianta Meravigliosa.

Allora occorre solo riprendersi questa attitudine, troppo trascurata quando ci siamo rifugiati nella testa, decenni fa.

Con buona pace di tutti coloro che non considerano che sognare, ispirarsi, e godere di ciò che ci ispira è più prezioso del respirare.

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Visione Radicata: 3. Il Meccanismo Interno-su-Esterno

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Riepilogo:

 

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