Visione Radicata: 20. Le Leggi della Visione Radicata

 

Come per ogni altra delle 5 Ricette per una Piccola Felicità, esistono dei cardini, principi, attraverso cui si la Visione Radicata si manifesta sullla strada del vivere appieno la nostra esistenza. Può aiutare molto individuarle e tenerle presenti.

L’imprescindibilità delle immagini interiori ci riporta sempre alla verità: non si scappa, quello che accade dentro è più importante e reale per noi di qualsiasi altro fenomeno. Tanto da stabilire vere e proprie leggi.

 

1. Bene e Male Esistono solo Dentro di Noi.

Come concetti assoluti non esistono. 
Non esiste qualcosa che ci faccia star bene e qualcosa che ci faccia star male. Esiste solo il modo di vedere le cose dentro di noi, il quale è più o meno fonte di benessere. E si può scegliere e determinare. E non solo: noi lo facciamo costantemente. E’ una delle leggi di natura che più influenzano la nostra vita.

Accade fuori solo ciò che prima esiste dentro e mai viceversa.
Le visioni radicate determinato i nostri comportamenti.

Ad esempio:
a) la vita è tutta imposizione
b) allora io posso avere solo una vita di sacrifici
c) smettiamola! La vita non è per niente solo sacrifici!

Solo questa condizione c) di verità, ristabilisce l’ordine reale che non riusciamo a vedere.

ESERCIZI
Nei workshop sulla visione, si effettuano una serie di esercizi “fatti male”, poi la stessa serie di esercizi, “fatti bene”. Ad esempio il grounding, esercizio base di bioenergetica, dove si piegano le ginocchia e si pesa sulle piante dei piedi, determinando il movimento “su e giù”.

All’inizio, si chiede ai partecipanti di effettuarlo contro-natura, come spesso indulgiamo, cioè attraverso la testa, il pensiero, l’automatismo: senza ascoltare il corpo, il respiro e l’effetto dei movimento sul corpo. L’atmosfera che si crea dopo pochi minuti è conosciuta, immobile e straniante. Siamo tutti lì, ma nessuno è lì davvero. Per chi l’ha provata, l’esperienza è realmente fastidiosa.

Poi invece, di colpo, si ricomincia ad attraversare la stessa serie di movimenti “come devono essere fatti”:

  • concentrandosi su un movimento alto-basso
  • entrando con le piante dei piedi nel terreno
  • spingendo come se ci dovessimo dare lo slancio per saltare
  • ma con un movimento molto lento e attento
  • ponendo l’attenzione sul respiro e sul tatto
  • sintonizzandosi sugli effetti nel corpo
  • e sbilanciandosi in avanti, sul punto di cadere, rendendo così l’equilibrio dinamico e non statico e impostato.

E in un secondo, grazie al contrasto, si scatena un mondo di sensazioni, dove i partecipanti sembrano come rifiorire.

A questi, seguono esercizi di immaginazione legati al corpo:

  • Fantasia guidata di strappare l’immagine che ho negli occhi in questo momento. Che cosa rimane?
  • Immaginare la testa tra le gambe e sentire -dal basso!- la parte alta, la testa e il busto, lassù molto in alto, completamente scarichi. E sperimentare la liberazione immediata dalla tensione.
  • Esercizio del “mantice in scarica”, poi del “mantice in carica”. Semplicemente tirando fuori l’aria con i gomiti (in scarica) e poi inspirando quando i gomiti vanno all’indietro (in carica). Bastano poche ripetizioni per sentire il livello energetico determinarsi immediatamente.
  • Tirare una coperta arrotolata come conflitto e poi come diritto. Il contrasto tra le due ripetizioni reca in sé un’immagine interiore opposta: molta più facilità e meno sforzo nell’esercitare un diritto. Allora, cosa cosa porta lo sforzo e che cosa invece determina la visione radicata con la quale effettuiamo l’esercizio, e in sostanza, viviamo?
  • Cavalletto sulle ginocchia dell’altro. A si posiziona schiena a terra con i piedi piantati al suolo e B si appoggia con la schiena sulle sue ginocchia. Si sperimenta così cosa accade se “si accetta” questa Oppressione, oppure si cede alla Fuga, oppure ancora se si trasforma questa espereina e ci si concede una Terza possibilità, attraverso un’immagine interiore bella, nuova e diversa, accettante anche il dolore, in un’ottica nuova, vera e integrata.
    Tutti questi elementi determinano un cambiamento epocale dell’esperienza: da dolore a pura rigenerazione. L’importante è soltanto iniziare a cambiare le nostre categorie interne.

Al termine di questi ed altre semplici simulazioni corporee si percepisce esattamente e molto semplicemente che Bene e Male, Più e Meno, Up and Down semplicemente non esistono in senso assoluto. Sono solo dei colori che noi attribuiamo a delle esperienze sulla scorta di situazioni passate. E possiamo cambiare il corso della nostra percezione. E lo facciamo già abitualmente.

Si evidenzia così come questa e le le altre leggi determinino da sole il nostro benessere o il nostro malessere. Tutto sta a praticarle. L’effetto è spiazzante all’inizio, poi immediatamente motivante.

Vediamo le altre.

 

 

2. Felicita’ e Benessere come Requisiti e non come Scopi.

Un’altra esperienza rivelatoria è una delle dinamiche di gruppo che si sperimentano nei workshop: Gruppo ostile e Gruppo accogliente. Si attraversa prima un gruppo manifestamente ostile e poi un altro accogliente, con alcune accortezze rivelatorie. Lo abbiamo descritto nell’articolo Due Tempi e Due Spazi. Anche la lettura dell’articolo è un’utile approfondimento della potenza della Visione Radicata: ci sono solo 2×2 modi di vedere le cose dentro di sé in termini di spazio-tempo.

Conta solo che cosa abbiamo nella testa. “Conta solo il Qui ed Ora”. Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere? Ecco, è importante sapere perché.

Perché basta questa nuova visione leggera per imprimere tutta un’altra direzione.

E’ sufficiente far notare le differenze prima di tutto di atteggiamento, poiché questo noi umani facciamo: la prima cosa è come vediamo dentro di noi l’esperienza che ci accingiamo a fare che conta. Allora, in terapia, si recita a specchio una persona ferita nei suoi modi di muoversi e di approcciarsi allo spazio e poi le si fa fa notare le differenze con la vera evoluzione e cambiamento possibili.

 

E’ il concetto di pace e gioia che irradia ogni cosa ma NON come pratica spirituale, olistica, trascendentale o new age, bensì come espansione concreta e della nostra parte bambina che OGGI non sa più staccare, non riesce ad andare fino in fondo alla propria carica vitale.

Solo questo fa “mollare” conflitti, tensioni.
Solo questo porta Abbondanza vs. Mancanza.

E non ci fa più pensare solo al problema, al problema, al problema…

Se c’è un problema grande nella nostra vita, e noi non siamo predisposti, aperti e sensibili all’apertura, non vediamo nient’altro che il problema. Questo è il problema.

Per questo noi scriviamo in terapia e consegniamo ai clienti solo le frasi più significative, profonde, che squarciano l’inconsapevolezza.
Solo se accetto che ho detto proprio questa frase e me la rileggo tante volte, allora avrò un’immagine di me più vera, radicata, reale, che possa spiegare altri punti non chiari di me.

 

3. Cambiare le Immagini Interiori è Tutto.

Emerge così il nostro compito su questa terra: stiamo meglio solo quando troviamo una terza possibilità oltre alla posizione up e a quella down. In questa terza nuova e creativa possibilità, tutta di predisposizione interiore, in cui a nulla dobbiamo più resistere, si scatena il nostro “pezzo” di strada. Al di là di qualsiasi situazione che credevamo oggettivamente “meno” o “più” della nostra vita.

E’ uscire fuori dal senso comune.

Un’esperienza significativa in questo senso è chiedersi:

quale sarebbe il mio comportamento assurdo/opposto/contrario
in questa situazione/problema?

E provare a immedesimarsi in questa possibilità e poi -se ci porta benessere- provare a sperimentarla.

Che cosa ho notato:
che le persone, TUTTE, sanno cambiare prospettiva. Si sanno sostenere da soli, hanno deciso cambiamenti importanti dentro di sé, vere e proprie vite diverse.

A volte ciascuno di noi pratica questa facoltà proprio contro la propria natura, constringendosi a lavorare o ad amare nei modi e nelle possibilità pre-determinate dal solco tracciato decenni prima dalla propria famiglia e/o da se stessi in lunghe stagioni di micro-condizionamenti. Fino a quando poi poter riscoprire se stessi, le PROPRIE verità e rifiorire letteralmente.

Non dimenticherò mai l’obiezione di una mia cara cliente: “…ma perché, a mia moglie, al mio capo, posso rispondere di no?”.

Oggi le persone che lavorano su di sé e non si accontentano di consumare questa vita, bensì di crearla, cercano ogni momento di vivere qui ed ora.
Che è l’istanza che ci ha portati in terapia. Le cose si evolvono, la vita va avanti. Se cosi’ non è, se non ci evolviamo più, sentiamo il bisogno primordiale di capire perche’, di lavorare su di noi. Tutto sta a concederselo.

A scoprire il Vero sé. E a non seguire più il Falso sé.

 

 

4. Io Creo O consumo. DALLA FATICA ALLA FLUIDITà, DALLA STANCHEZZA ALLA RIGENERAZIONE.

Fatica > Fluidità

Stanchezza > Rigenerazione

 

Non esistono la fatica e la stanchezza, esistono solo la fluidità e rigenerazione.

Quando mi abbandono al piacere non ho più bisogno di risparmiarmi perché è tutto piacere.

Pensateci: se sono al mare e ho 8 anni, come posso vivere preoccupato? Voglio solo dormire il meno possibile e andare a giocare sempre con gli amici! I bambini non si risparmiano mai! Allora, se notiamo nei nostri figli una tendenza a risparmiarsi, faremmo meglio ad intervenire.

Altrimenti, da grandi, questi bambini, potrebbero avere i blocchi che noi genitori gli abbiamo passato sotto traccia.
Il piacere può essere più o meno intenso e potente ma se è tutto il mio sistema è sintonizzato sul piacere, io passerò facilmente dal piacere + al piacere ++.
Se viceversa sono conflittuale, diviso e resistente, mi ritroverò a lottare in un sistema di – contrapposti a –, dove resterò sempre impegnato a risolvere problemi che non mutano mai e giammai recheranno in sé il + promesso.

E allora sarò resistente, bloccato, non fluido, non spontaneo, trattenuto.

Ne conoscete? Moltitudini? Esatto.

Un’esperienza è illuminante: torsione del busto reale, poi immaginata e poi di nuovo reale. Dopo aver solo immaginato il movimento, il busto si gira molto di più. Incredibile. l’abbiamo descritta in: visione-radicata-5-esempi-corporei-della-forza-delle-immagini-interne.

Del “dare luce dentro di noi” abbiamo spiegato più volte.
Come pure del perdono come chiave del benessere.
Basta cercare in questa chiave di lettura: questi gli articoli per approfondire.
Altri esercizi utilissimi sono:

Immginare una bellezza al giorno. 3 cose belle e 3 cose passabili.

Portare l’evoluzione all’esterno di noi.

Io creo o Consumo?

Possiamo quantomeno scorrerli e -se ci va- approfondirne il senso e provare a praticarli.

 

In conclusione, la sostanza è: se sono preso a pugni tutti i giorni e non controllo la mia giornata, sarà ogni giorno sempre peggio. Se mi organizzo e so indirizzare le mie immagini interiori per determinare ciò che arrivo a fare fino a sera, allora cambia tutto: Evoluzione, Progressione, Immagine di sé.

 

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Riepilogo:

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