14) Famolo Strano

 

“Certi uomini vedono le cose come sono e dicono:
“Perché”.
Io sogno cose mai esistite e dico:
“Perché no?”.”

(George Bernard Shaw)

 

Non riusciamo ancora a sentire di smuovere davvero le cose? Facciamo qualcosa di inconsueto, tout-court. Di spiazzante, prima di tutto per noi stessi. Come quando il nostro corpo accusa una malattia, un’indisposizione: non vi è mai capitato di restare a casa per un banale malore e poi pentirvi perché la giornata è stata vuota, bloccata e non una rigenerazione come ci saremmo aspettati? E la sensazione è che avendo “tolto”, essendosi “sospesi”, non arriva alcun piacere? Ed  un’altra volta invece, quando siete partiti nonostante la febbre, tutto il malessere si è volatilizzato?

E’ la stessa sensazione: iscrivetevi a convegni, corsi improponibili, pagati o meno dall’azienda, usate le ore, le mezze giornate di ferie o permesso per andare alle terme o dove diavolo volete andare da una vita. Studiate di sera, riempitevi di caffè per una notte intera leggendo finalmente ciò che desiderate, solo per vedere il giorno seguente quanto bene e quanto male state, la notte dopo come dormite profondamente e in generale come sentite di stare sbloccando la vostra vita.

 

Facciamo molto di più e tanto di meno. Proviamo azioni che siano l‘opposto della ragionevolezza.

Se avete visto il film sul giovane Leopardi, se avete letto Open di Agassi, se conoscete la storia di Edison e di Tesla, se vi piacciono le avventure di qualcuno che ha realizzato qualcosa che valesse la pena in qualsiasi campo, vi sarete senz’altro imbattuti nella caratteristica che li accomuna:

ogni cosa significativa della loro e della nostra vita si è compiuta in modo strano, inconsueto, originalissimo, che non ascolta la ragionevolezza e non segue MAI le consuete abitudini della moltitudine.

Solo quando avete trovato il vostro personalissimo modo di studiare, lavorare, amare, avete sentito di esistere. Allora è giunto il momento di fare qualcosa di più estremo, diverso, che sancisca una differenza con il passato. Di talmente radicale che non si possa più avere la sensazione che non stiamo affrontando con tutto noi stessi e ANCHE DI Più di noi stessi. E che pertanto QUEL MODO è IL VOSTRO PERSONALISSIMO STILE, LA VOSTRA FIRMA PERSONALE UNICA E INEQUIVOCABILE.

Insomma è il famoso FURORE, la sensazione di avercela a morte con questa vita sempre uguale, le pigrizie e le situazioni ricorrenti: “Questa volta caro me stesso mi hai fatto proprio incazzare. Adesso basta”.

L’importante è non sentirsi più intiepiditi da soap opera televisive e lavorative. E’ solo provare a cambiare per cambiare fino a che sentiamo come un’illuminazione: ecco la strada giusta. Per qualcuno, come ho scritto, è stato tornare ogni sera a casa a piedi dal lavoro, per altri: emigrare all’estero; per altri ancora cambiare completamente il giorno con la notte, dedicarsi al non-lavoro come volontariato ogni momento libero fino a che non è diventato lo scopo primario della vita. E il cammino di Santiago? Il giro d’Europa? L’anno sabbatico? L’Erasmus “dell’animo”?

Per me è stato fare due lavori per anni fino alle 10 e mezza di sera per essere più felice di quando finivo alle 7.

Ne ho parlato nella Legge dell’Attrazione: se ci manifestiamo di più, diamo molti più segnali all’universo per attrarre ciò incidiamo sulla pietra in modo evidente, non solo “appena accennato”.

Si comincia dalle cose piccolissime:

  • Oggi non prendo la macchina.
  • Smetto per sempre di discutere con X perché è da troppo tempo che lo faccio.
  • Cambio completamente quell’aspetto importante della mia vita. Lo scrivo. Lo progetto. Mi chiedo: che cosa posso fare di opposto, sorprendente per me e per gli altri? E lo faccio.
  • Un mio collega di 20 anni fa, per il resto non certo un esempio, aveva un’abitudine: invitare a pranzo proprio coloro che gli stavano più antipatici. L’aveva imparato in precedenza. Ed esordiva così: “se c’è qualcosa che di te non mi piace, significa che mi ricordi me. Per cui te lo dico, e ti ringrazio, perché mi aiuti a conoscermi”. Strano, eh? Dopo il pranzo, erano di certo più vicini.

Proviamo per qualche minuto, questa notte o al mattino presto, prendendoci tutto il tempo, a vedere la storia di Luca e quella di Chiara: non perché dobbiamo andare all’estero ma solo per sentire il nostro respiro al termine dei video e aprire alle possibilità del mondo fino all’ultima delle nostre cellule.

Altre imprese di anime felicemente agitate, come noi le trovate digitando “italiani fuori” al lato degli stessi video di cui sopra, nella ricerca.

 

Se vogliamo, poi, ho riportato qui ancora decine di storie di iniziative per avventure particolari, strane, estreme, tenere e pazze, come tutti noi ci sentiamo.

Se li guardate per un’ora, iniziate a volare. Per una settimana, ci vogliono le pietre in tasca per non decollare. Vi chiederanno:

“ma che hai? Sei innamorato?”.
“Seee, ancora l’amore…!”.

C’è speranza amici miei, per le nostre menti addormentate, uh se c’è speranza…

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15)  Se Mi Lamento, Sparatemi

Riepilogo: La Nona Stagione

1)    La Nona Stagione
2)    Tornare a sintonizzarsi sui desideri
3)    Liberarsi degli Obiettivi
4)    Le Uniche 2 Condizioni Motivanti per raggiungere gli obiettivi
5)    Questionario Esistenziale di Ammissione di NON Raggiungimento Obiettivi
6)    Chiedersi Ogni Giorno: Se Non Ora, Quando?
7)    L’Esercizio dello Stacco

8)    Concentrarsi Su Rituali Legati a Belle Emozioni
8a)  Collegare le Abitudini Alimentari al Piacere
9)    20 Serate Motivanti
10)  Cambiare per Cambiare
11)  Cercare lo Scopo Primario
12)  Innamorarsi da Dentro
13) Brilla il Sole, Dentro: il Segreto dell’Innamoramento
14)  Famolo Strano
15)  Se Mi Lamento, Sparatemi
16)  Buttarsi a Capofitto
17)  Una Bella Mattina
18)  Mai più Compromessi
19)  Io Creo o Consumo?
20)  Indugiare è il Problema

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