21.a) Che Cosa Non E’ Normale?

La Libertà è quando
non hai più niente da perdere
Janis Joplin

In molti casi, i temi relazionali sono problemi di confini.

Mancanza di rispetto, vizi, cattive abitudini rappresentano eccessi di “porosità dei confini”, di limiti che non ci sono stati dati oppure somministrati in eccesso. E che noi continuiamo a somministrarci.

E’ illuminante allora vedersi nell’ottica di troppo contenimento, con se stessi e nella relazione abituale.

 Occorre allora rivedere tutto nell’ottica dei limiti e confini:

  • Cos’è che siamo abituati ad esagerare?
  • In quale direzione?
  • Che cosa lasciamo che gli altri si permettano o non si permettano mai con noi?
  • Come possiamo arginare, riequilibrare, questi eccessi?

Gli esercizi di carica, in bioenergetica, mirano al mantenimento più costante di energia, attraverso migliori confini.

Nelle relazioni, la domanda che mi presentano i clienti è invariabilmente una sola: “Mi succede questo… ma è normale?!”

Più in generale, un caso sotto gli occhi di tutti è quello delle fusioni e incorporazioni di aziende, oggi molto comuni.

Parliamoci chiaro: le prima 5 aziende a cui penso, in cui ho lavorato recentemente, sono sotto ristrutturazione. Sono le aziende di chi legge queste righe, persone a me carissime. Oggi, tra fusioni e incorporazioni, se non ci ristrutturiamo da soli, verranno prima o poi a ristrutturarci a casa nostra.

Quindi:

Ristrutturare sempre.

Nelle relazioni famigliari, relazionali, lavorative, strutturali, abitative.

Questo è il motivo per cui occorre abituarsi al cambiamento. Anticiparlo, portarsi avanti, in modo da cogliere le opportunità essendo preparati, non subendo all’improvviso tutta la faccenda.

Ma farlo con passione è la chiave di tutta la faccenda, non basta farlo prima e con ansia.

Questo è il motivo per cui scrivo queste note, per darci tutti una sveglia, me per primo, verso la bella accettazione dell’esistenza potente e appassionata. Punto.

Allora è utilissimo abituarsi ad operare secondo una logica di ristrutturazione.

Quando ristrutturate la vostra casa uno dei fenomeni strani che approfondite è che tutto viene messo in discussione. “Visto che rifacciamo questa parte della casa, non possiamo non ripensare anche quest’altra…”. Fin troppo, vero?

Una delle cose che invece si impara di più nella ristrutturazione aziendale -attività che ho praticato per anni- è che si sviluppa un occhio diverso, e le cose che sembrano scontate sono rivisitate con un sguardo più abituato, trasversale, esperto, migliore.

E una delle esperienze più potenti in terapia è proprio la ristrutturazione della propria vita. Avete presente la sensazione che si prova chiedendosi: “ma questo quadro qui c’è sempre stato? Questa abitudine non posso proprio togliermela? Davvero? Come ho fatto a mantenerla per tutti questi anni?”.

Niente è più come prima. Ce lo dicono da tutte le parti. Ma solo quando siamo noi a decidere, a sentire che davvero niente è più come qualche ora prima, allora tutto e realmente diverso, nuovo, affascinante, mutato.

Anziché mollare ogni cosa e andare in India, ci si comporta semplicemente come se vivessimo in India da oggi. Non è certo così immediato e facile, ma avete idea di che rivoluzione può portare nella nostra vita? Quante novità, che respiro infinitamente diverso?

Il mio amico Ronaldo (figo come nome, no?) ha appena fatto proprio questo: messo in discussione tutta la propria vita:

  • dal corpo alla salute
  • dal tempo-lavoro al tempo-non lavoro
  • dalla libertà alla partecipazione
  • dalla qualità delle relazioni allo sviluppo di se stesso
  • dal rivedere tutti gli impegni presi
  • alla rivendicazione di ogni possibilità

Nel lavoro sui confini, in amore, nelle relazioni, nella scelta della giusta posizione e distanza che desideriamo, ci sono alcuni passaggi-cardine:

  • Io sono me e non sono te
  • Io sono uno non sono metà
  • Io ho il diritto di essere me stesso
  • Io vado verso ciò che desidero e il resto non m’interessa

Quanto queste affermazioni ci risuonano? La persona è di fronte ad un’altra, palmi delle mani a contatto, e ripete i passaggi più illuminanti guardando negli occhi l’interlocutore.

E poi si chiede come si sente e cosa è cambiato dentro di sé.

L’effetto è proprio quello di sentire che cosa “non era per niente era normale” fino a mezz’ora prima e che cosa può finalmente esserlo ora.

E’ una sensazione di legittimazione di valore incommensurabile.

Un altro passaggio più articolato è operare secondo una logica “Contenitore-Contenuto”. E che è utilissimo analizzare nel dettaglio. Vediamo.

Vai al punto successivo: 21.b) La Logica Contenuto – Contenitore

 

Vai a Riepilogo: L’Abbondanza Nelle Relazioni – 7 Relazioni Abbondanti

 

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