3. L’Entusiasmo Necessario per il Cambiamento: Il Battitore Motivato

“Chiediti sempre:
“Cosa farei, se non avessi paura?
E fallo”.

Mark Zuckerberg, citato da Sheryl Sandberg

 

Come abbiamo spiegato ne: Le Persone non Cambiano, il 3° Punto per cui noi non cambiamo realmente segue le seguenti dinamiche:

“3-    Il terzo motivo per cui le persone non cambiano attiene invece alla forza alla base del cambiamento.

Accade sovente che dopo decenni di comportamenti problematici, le persone vogliano ottenere risultati dopo pochi mesi (settimane-giorni-ore) e senza una forza altrettanto forte come quella che “il problema” può avere provocato in decenni di abito mentale troppo stretto.

E vanno così incontro a catastrofiche ricadute, come ad esempio nello smettere di fumare, tanto da rinunciarci in generale e rassegnarsi “quasi” definitivamente”.

 

La “cosa” funziona così:

  • a)    in molti casi ci sentiamo costretti e obbligati. E siamo stufi, a volte abbattuti.
  • b)   Quindi, quando ci avviciniamo al cambiamento, non ce la sentiamo fisicamente, energeticamente, d’impegnarci, di costringerci ancora.
  • c)    Allora coltiviamo pieni di speranze un cambiamento che in realtà è una fuga nel mondo dei sogni ad occhi aperti e non un reale mutamento interiore.
  • d)   Oppure cerchiamo di ottenere il risultato NON mettendocela tutta, bensì a metà, contrastati da forze interiori –che vogliono e non vogliono- ciò che cercano.

 

Bene: ci può stare, direte voi, è comprensibile.

Sì, ma così stabiliamo una direzione sbagliata, un solco, che poi si rinforza e impariamo ad evadere e non a risolvere davvero qualsiasi cosa. Diventa uno stile superficiale e inconcludente anziché un godersi fluidità e leggerezza.

Ho già scritto di Marcello, che sognava di realizzare un’impresa commerciale in modo non abbastanza definito, solo per nutrire la sua voglia di evasione da una realtà colma di doveri.

Oppure di Angela, alle prese con i soldi, sempre i soldi, che non arrivavano mai, e alle soluzioni più strampalate per risolvere problemi in realtà molto strutturati, che si ripetono da decenni, e che hanno bisogno di soluzioni altrettanto potenti, chiare, estese, approfondite su più fronti.

Mi viene in mente anche Gaetano che fumava consumando la sua ansia insieme alla sua vita fin da ragazzino, o Gastone, che sentiva di non potersi mai innamorare. E come si possono risolvere questioni così inveterate solo con soluzioni appese ad un filo?

Eppure, quanti miliardi di persone continuano a comportarsi così? E che alternative abbiamo?

Praticamente nessuna come abitudine comune, presidiata dalla società.

E’ un colossale fai-da-te.

 

Assume allora importanza la soluzione del Battitore Motivato che mi accompagna da circa 20 anni ed ha rappresentato per me e per i miei clienti una metafora semplice ed efficacissima, in grado di cambiare il corso di intere esistenze, la mia per prima.

Riguarda Frank Bettger, che ha scritto un libro nel 1939 su tutta la sua esperienza di vita, il primo libro sulla vendita scritto in forma di romanzo; si intitola “Il Venditore Meraviglioso” (Longanesi Editore), ed è ancora venduto oggi a distanza di quasi un secolo.

Qualcosa di buono conterrà, che dite?

Ebbene, quando racconto la storia che lui narra all’inizio del libro, chi mi ascolta è come illuminato, esattamente come successe a me. Le considerazioni che qui riporto sono tutte mie, per quello che ha rappresentato per me, secondo i miei studi e il mio modo di fare terapia, ma la storia è sua ed è emblematica.

 

All’inizio del secolo scorso, l’autore era un giovane giocatore di baseball professionista.

Ora, tutti i giornali, gli allenatori, gli esperti, dicevano che Bettger era bravo e di talento, ma non abbastanza motivato. Quindi non trascinava la squadra come avrebbe potuto. Fu solo per questo -lui racconta nel libro- che decise da un giorno all’altro, semplicemente, di fingere, di “far finta”. E iniziò, una bella domenica, a motivare gli altri, ad andare da ogni suo compagno di squadra per incitarlo all’azione, ma facendolo soltanto come se fosse teatro.

In capo a qualche settimana le prestazioni sue e della squadra iniziarono ad essere acclamate dai critici e dagli esperti sui giornali: “Bettger trascina finalmente la squadra alla vittoria”.

L’autore le prese come una conferma di com’erano i critici: vedevano solo ciò che volevano vedere. E considerò una semplice coincidenza il fatto che avessero iniziato a vincere le partite in modo costante.

Arrivò quindi il giorno, un paio di mesi dopo, in cui decise di smettere di fingere -e di vedere che cosa sarebbe successo.

Una domenica si disse che non avrebbe incitato più nessuno, giocando finalmente come si sentiva.

Ma i compagni, ormai abituati dal suo stesso comportamento, andarono per tutta la partita da lui ad incitarlo, motivatissimi! E lui sentì una tale scossa di ritorno che comprese una lezione indimenticabile: la vita non aspetta che ci venga la voglia di vivere, soprattutto se questa non c’è.

 

La vita ci chiede di investire prima a fondo perduto e poi di godere dei risultati.

E’ talmente importante per il cambiamento, che l’abbiamo individuata come Terza Legge della Trasformazione del Carattere: Ti Ritorna Solo Ciò che Investi a Fondo Perduto.

E regge tutta l’Evoluzione Sostenibile.

Più fai, prima, e più ti ritorna, dopo.

 

E solo se fai qualsiasi cosa anticipando dentro di te il risultato, e lo fai con tutto te stesso- ti vada o non ti vada è assolutamente ininfluente– alla fine ti viene fuori lo stato d’animo giusto, non viceversa:

 

non puoi aspettare che arrivi, occorre abituarti prima ad esplodere
per trovare la direzione che desideri.

 

Splende il sole dentro.

 

Altrimenti, fuori, non splende niente e non ci accorgiamo nemmeno di ciò che riluce…

Solo se viviamo per realizzare qualcosa, qualsiasi cosa sia, anche solo per sperimentare che cosa ci piaccia, allora sentiamo la motivazione a vivere pienamente. A patto che lo facciamo con tutto noi stessi. Tutto, tutto, tutto noi stessi. Soprattutto se non ci va.

 

Provate a vedere il Video di Amy Cuddy su Ted.com (dal minuto 09:00 in poi). Mostra chiaramente, con risultati di laboratorio, come per il Battitore Motivato di cui sopra, che i livelli ormonali legati all’affermazione e al benessere aumentano anche solo assumendo una postura diversa, un atteggiamento più di forza e di fiducia, anche se non ci crediamo fino in fondo. E ascoltate la sua storia commovente nell’opporsi attraverso esercizi quotidiani per anni, al suo interiore “non dovrei essere qui!”.

 

Durante la mia terapia, ho fatto lo stesso e anche di più: per stagioni intere, appena arrivato in ufficio, mi rifugiavo in bagno ogni mattina per 5 minuti a praticare esercizi di carica bioenergetica, piegato accanto alla tazza del water.

La verità della natura è decidere di coltivare la determinazione a prescindere, in qualsiasi attività, senza motivo, libera-fluida-esplosiva come quella dei bambini.

Il Giocatore di Baseball considerò così che la recita era “prima”, NON quando incitava gli altri per gioco.

Era una falsa vita quella che sentiva precedentemente: la svogliatezza e la resistenza a qualsiasi sforzo, discussione; impegnarsi per lui era “sporcarsi” in relazioni troppo in profondità; mentre preferiva stare con se stesso, con le proprie tiepide passioni e la non confidenza con gli altri, nessuno escluso.

 

Fin qui la metafora sportiva. Ma nella realtà di ogni giorno questo a me dice molto altro. Ho voluto infatti non rileggere la storia prima di scriverla, bensì raccontarvela come me la ricordo e per come mi è utile da anni e anni, in modo da darvi l’idea di quanto è importante avere immagini interiori che ci motivino. Ne abbiamo bisogno come il pane.

E’ una recita –per tutto l’universo che ci circonda- quando noi continuiamo a comportarci senza intenzione né intensità legata al piacere, feriti da abitudini e incapacità oggi bloccanti e sotto la nostra responsabilità.

In sostanza i due poli sono:

abdicare > vs. < metterci tutto se stessi senza alcun altro scopo…

… solo per il piacere di sentirsi pienamente vivi:

 

Onoro la vita solo se mi spendo completamente.

 

 

Soltanto a questo livello d’intensità e in questo spazio in cui ci esprimiamo pienamente, troveremo “di ritorno” ciò che abbiamo inutilmente aspettato per una vita che arrivasse da qualche parte.

Allora, non sai cosa vuoi?

Inzia a correre.

Con tutto te stesso.

E solo dopo saprai perché corri.

 

Appunta al termine di questo 3° punto le risposte ai seguenti quesiti:

 

1. A che punto smetto ogni volta di crederci, d’impegnarmi, e rinuncio al cambiamento?

 

 

2. Come posso strutturarmi di più, SENZA fare appello come al solito alla volontà, bensì con immagini interne motivanti, anticipazioni positive, attivandomi con piacere assoluto e a fondo perduto?

 

 

3. In che senso profondo, per me, posso buttarmi con tutto me stesso/a in ciò che faccio, qualsiasi cosa sia, anticipando, COME SE il mio benessere ci fosse già?

 

 

4. Quali piccole abitudini posso strutturare, legate al piacere, al benessere, alla progressione?

 

 

5. Quali Grandi Obiettivi posso definitivamente ACCANTONARE proprio per spendermi ogni giorno di più, anziché sbattermi per ossessioni di una vita che fino ad oggi non mi hanno mai portato quanto promesso?

 

 

 

 

Vai al punto successivo: 3a. Esplodere l’Emozione

 

Le Persone Non Cambiano? 4 Modi per Far Finta di Cambiare

1. E’ Davvero Questo il Cambiamento?

           1a. Come Non Cercare Qualcosa che Non Voglio Davvero?

2. Come Trovare il Mio Modo di Cambiare?

           2a. Si Possono Sviluppare Sentimenti Sconosciuti?

3. L’Entusiasmo Necessario per il Cambiamento: Il Battitore Motivato

          3a. Esplodere l’Emozione

         3b. L’Energia per Raggiungere i Miei Obiettivi

4. Evitare Nel Cambiamento di Confondere Tempo e Spazio

 

Riepilogo: Le Persone Non Cambiano? 4 Motivi di Non Cambiamento

Info sul prossimo incontro Le Persone Non Cambiano?

Leggi il programma completo degli incontri di Terapia di Gruppo Bioenergetica 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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