4 Scelte da Fare Ora

Non c’è altro modo di star bene che scegliere.
Non c’è altro modo di imparare a scegliere che iniziare a scegliere.
Decidere di scegliere è già scegliere.
Che cosa scegliere?
Scegliere tra mille cose che mi fanno star bene e mille altre che non mi fanno star bene.
Ecco uno dei giganteschi fenomeni eppure così minuscoli che portano le persone in terapia perché incapaci di scegliere.
Alle prese con schiaffoni incomprensibili che arrivano da tutte le parti.
E loro lì che si considerano incapaci di sbloccarsi.
E una volta scelgono da un lato e una volta dall’altro.
Eppure basta iniziare.
E diventare affidabili a se stessi, anziché l’amico inaffidabile che rappresentiamo da sempre, che promette-promette di cambiare e non mantiene mai.
Qui è riportata la metafora dell’amico inaffidabile per capire come possiamo riprendere in un minuto a fidarci di noi.

La sofferenza rappresenta il più grande vantaggio degli esseri umani.
Perché costringe a lavorare su di sé.
E nessuno ha avuto zero sofferenze nella vita.
E se vi guardate intorno, ci sono solo due tipi di persone. Coloro che ci hanno lavorato parecchio e hanno fatto tesoro delle loro sofferenze e coloro che invece non hanno ancora deciso di scegliere da che parte stare e che non hanno scelto di star bene sul serio e di mantenere la rotta.
E oscillano.
E non sanno.
E perché?
Perché nessuno glielo ha detto mai, mai insegnato, mai fatto sviluppare, il modo sereno e concreto per star bene.
E come si lavora seriamente su di sé?
Esprimendo.
Leggendo.
Informandosi.
Confidandosi.
Non credendo a qualsiasi pensiero disfunzionale.
Non credendo a qualsiasi pensiero disfunzionale.
Non credendo a qualsiasi pensiero disfunzionale. (3 volte).
Iscrivendosi a corsi di qualsiasi tipo.
Facendosi aiutare.

Un esempio cardine? La mia vita come quella di chiunque si divide in due: pensieri senza corpo e pensieri nel corpo.

Se sono corporei, i pensieri sono veri.
Senza sentire come risuonano dentro di me, nel mio sistema-corpo, sono e restano illusori, falsi, proiettati, succedanei, mai messi realmente alla prova.
E così andiamo avanti convinti per anni di cose che non stanno né in cielo né in terra.

Chiunque di noi si è perso in infinite elucubrazioni dalle quali è uscito solo respirando, staccando dai pensieri, uscendo all’aria aperta, facendo meditazione, ginnastica, correndo e così via.
Perché i pensieri così prendono sostanza e si mostrano per quello che sono: affidabili oppure mere illusioni.
Immaginate allora quanto la nostra vita sempre più virtuale abbia bisogno di sentire la vibrazione verso qualcosa e la gioia corporea invece dei costrutti mentali ossessivi e ad alta frequenza, dove tutto appare possibile?
– Se qualcuno mi parla di una malattia -mi ha detto un giovane cliente- io immediatamente mi convinco all’istante che ce l’ho anch’io.
– E prendere posizione, no?- gli ho risposto io.
Senti che il problema non è quel pensiero, ma il filtro della tua struttura emotiva, che non ritiene di poter avere scelta, tra credere e non credere?

Non vi siete mai sentiti senza i piedi a terra? Oppure in preda a così tante preoccupazioni da non riuscire a staccare mai?
Per questo, sport, culto del corpo, e discipline di ogni tipo, oggi abbondano.

Perché le 4 emozioni di base, Rabbia, Gioia, Tristezza e Paura, se le sento nel corpo, sono tutte evoluzioni di me.
Se invece le sento solo nelle parti alte, nella testa appunto, non sono vere e proprie emozioni, perché non integrate e solo presunte, appena accennate e che non mi portano ad alcun reale benessere.
Perché non sono connesse al corpo, e quindi non collegate al mio sé profondo e più vero.

Pensateci: non è questo della disconnessione nel virtuale il più grande male del secolo?

Chi o che cosa ci dà le sensazioni corporee?

  1. La pratica
  2. La meditazione e l’ascolto corporei
  3. Gli altri, i gruppi
  4. La realizzazione di sé nella vita.

Quindi, per garantirvi le emozioni corporee, la salute psicofisica e il vero benessere, provate a rispondere:

1. Ho una pratica corporea ed emotiva, un’abitudine realmente consolidata, da praticare una o due volte a settimana, che mi costringa a rimettere il corpo al centro della mia vita? Sì o no.

2. Ho deciso poi di ripetere una parte di questa pratica attraverso alcuni esercizi tutte le mattine? Ho deciso così di dichiarare la rivoluzione di tutta la mia vita, cambiando ogni mia abitudine? Ho scelto di mantenere ogni giorno questi piccoli spazi meditativi, meglio se di movimento, per connettermi al mio sé profondo? Ascolto ciò che desidero e che sento nelle mie emozioni corporee? E che mi diano sicurezza emotiva, anziché connettermi solo a ciò che penso? Sì o no.

3. Ho ripreso l’abitudine oltremodo salutare di confrontarmi, rispecchiarmi e di risuonare con gli altri? In un gruppo di amici, in una terapia di gruppo, in un hobby, sul lavoro, in attività che mi facciano sempre di più sentire di nuovo accolto in un gruppo? Insomma, ho deciso di riaprirmi agli altri una volta per tutte e senza ripensamenti? Sì o no.

4. Ho sviluppato attenzione e sensibilità a ciò che sarei nato per fare, al mio scopo primario? Mi chiedo e prendo posizione su argomenti cardine quale il senso della vita, della morte, della mia responsabilità, della mia libertà, di quali propensioni ho e voglio sviluppare? Cerco così di godere con tutto me stesso la gioia pura, il piacere, la soddisfazione? Fanno parte questi elementi della mia vita lavorativa o del mio tempo libero o delle mie motivazioni rispetto ai diversi ruoli che ho scelto nella mia esistenza? Sì o no.

Se ho segnato anche dei No, io Natura, io Benessere, dico va bene, apprezziamo molto, prova a migliorare. Scegliere non è scegliere la perfezione. Scegliere è decidere la direzione fino in fondo.

E’ qui che le persone si fermano. All’appena accennato.

E’ il male dei nostri tempi a cui facevamo riferimento. La virtualità e quindi la non connessione, l’assenza di profondità e del sentire risolutivo.

Manca l’incisività, lo stare dentro con fermezza e azione decisa e senza tentennamenti.

Ora, siete consapevoli che è oltremodo sufficiente invece decidere e scegliere sul serio e da subito e senza indugio queste 4 direttrici del benessere per risolvere, svoltare, sentirsi già molto meglio e con evidenti e innegabili sviluppi per la salute fisica e mentale?

Volete sapere come si fa?

Leggete i dettagli: Come Scegliere il Benessere e Basta. 

Vuoi commentare l’articolo?
Dare la tua testimonianza?
Potrebbe essere utile a chi legge! Trovi il box in fondo.

Oppure inviaci un messaggio con la tua richiesta all’indirizzo:

marco.digiovanni@analisibioenergetica.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.