7) L’Esercizio dello Stacco


Allora, prima di tutto faccio un esercizio: stacco. L’ho raccontato in altri punti: mi prendo un permesso come se avessi una visita, un problema da risolvere. Ma questa volta lo faccio per me, per veder l’effetto che fa. E se non credo ancora di potermelo permettere, rispondo in modo perentorio alla domanda: se non ora, quando? E indico la data o il momento. Se no, da questo punto non ne esco.

Posso indurre gli altri a preoccuparsi: “ma che hai?” E rispondere a noi stessi e a loro: “niente. Ho solo bisogno di un paio d’ore di permesso per una questione mia”.

E decidiamo un’attività che ci faccia piacere. Vado alle terme, ad un massaggio o ad un visita ad un museo, in massima libertà. Dev’essere qualcosa di rivoluzionario, impensabile per me fino al giorno prima. Quante mostre sono passate senza che abbiamo trovato il tempo di visitarle?

 

Questo esercizio serve a rimettere me, i miei bisogni, il mio corpo, al centro (e non al termine) della giornata, della settimana. Non preoccuparti: tra qualche settimana “produrrai” DI PIU’ di oggi per il lavoro, ma molto più facilmente.

E mi esercito nelle settimane successive a farlo fin nelle piccole cose. L’obiettivo non è il menefreghismo. L’obiettivo è rendere di più, ma come fioritura di un modo naturale: quindi se ho da fare analisi del sangue o ginecologiche da anni, prendo e vado a farle. Punto. Inizio già solo a pensare quotidianamente, a come stare meglio nella giornata in modo trasversale.

 

In questo incontro di lavoro, qui ed ora, come posso avere un atteggiamento più rilassato, interessato, meno intransigente, teso, incavolato, ingrugnito? E solo perché ho capito che non giova principalmente a me…?

 

E poi momenti come quelli indicati, già solo di un minuto: piacere trasversale e piacere dedicato.
Se non riesco, non riesco, non riesco, convoco una vera e propria riunione, o di lavoro o di famiglia e pongo il tema: così non posso andare avanti. Sono settimane, mesi, anni che provo a vivermi meglio le mie giornate, ma non riesco. Occorre che io mi inventi qualcosa, insieme a te capo, collega, moglie o marito, per cambiare questo stato di impegni, stress, a costo di cambiare vita.

Vedrete, che magari basta solo affrontare il tema, per sentirci già meglio: Otterremo tutto in modo direttamente proporzionale alla profondità, serietà, efficacia, con cui poniano il tema. Quindi occorre come per ogni cosa, esercitarsi, soprattutto se non l’abbiamo mai fatto. Eccolo, un obiettivo ala nostra portata, che ci cambia la vita. E’ un po’ più chiaro?

 

Non preoccupatevi: nei prossimi passi ne troverete una marea, di spunti concreti e tecniche efficaci su come fare.

 

Quindi chiediamoci, una volta decisa la scelta: “se conta solo il livello di emozione, soddisfazione, coinvolgimento, che avrò a fine di questa giornata- dove allora posso cambiare qualcosa nei modi quotidiani di interessarmi al lavoro, agli altri, al mio benessere corporeo, emotivo?

 

 

 

Posso smettere i panni dell’eterno preoccupato/a? O del mio umore solito? Posso almeno provarci? In quali occasioni, per esempio? Se lo appunto, il mio inconscio inizia a sentire che sto facendo sul serio.

 

 

 

 

Posso chiedere aiuto e consiglio ad altri? A chi? Possono scaturire indicazioni preziose da chi ci vede da fuori. Quale quadro si compone dopo aver riportato su un foglio i pareri di chi ci conosce? E’ una foto realistica della mia situazione? No? Diversa da come me lo aspettavo? Si evidenziano indicazioni preziose o spunti? Quali?

 

 

 

 

A che azione o abitudine quotidiana posso applicare il principio: se non ora, quando?

 

 

 

Che cosa ho compreso che è oltremodo importante per me e non posso più permettermi di rimandare?

 

 

 

 

Sono consapevole che occorre per me restare su questo punto fino almeno al momento in cui non posso attribuire una data, un momento, alla domanda “se non ora, quando?” a proposito di un desiderio importante, un bisogno, una necessità corporea, un mio preciso stato di stress?

 

 

 

Ci sono aspetti minori, più di dettaglio su cui posso esercitarmi? (C’è una lettrice di queste note a cui il medico aveva intimato di smetterla! Non andava a fare pipì solo perché non riteneva di poter sospendere il lavoro…(!) ).
Quali abitudini concrete posso cambiare legandole a nuovi rituali sul piacere?

 

 

 

 

Effettuati i primi esercizi sopra indicati, il passo successivo è:

 

Vai al punto successivo: 8)    Concentrarsi Su Rituali Legati a Belle Emozioni

Riepilogo: La Nona Stagione

1)    La Nona Stagione
2)    Tornare a sintonizzarsi sui desideri
3)    Liberarsi degli Obiettivi
4)    Le Uniche 2 Condizioni Motivanti per raggiungere gli obiettivi
5)    Questionario Esistenziale di Ammissione di NON Raggiungimento Obiettivi
6)    Chiedersi Ogni Giorno: Se Non Ora, Quando?
7)    L’Esercizio dello Stacco

8)    Concentrarsi Su Rituali Legati a Belle Emozioni
8a)  Collegare le Abitudini Alimentari al Piacere
9)    20 Serate Motivanti
10)  Cambiare per Cambiare
11)  Cercare lo Scopo Primario
12)  Innamorarsi da Dentro
13) Brilla il Sole, Dentro: il Segreto dell’Innamoramento
14)  Famolo Strano
15)  Se Mi Lamento, Sparatemi
16)  Buttarsi a Capofitto
17)  Una Bella Mattina
18)  Mai più Compromessi
19)  Io Creo o Consumo?
20)  Indugiare è il Problema

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