l’Abbondanza Fuori: 8) Scegliere il Corpo

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo mai risolto un problema importante senza un’emozione decisiva?
Come possiamo affrontare qualcosa attraverso la mancanza, la rinuncia, la paura, il tenere dentro?

Solo con l’abbondanza si risolve: tanto investimento, trepidazione, attenzione, affermazione.
E poi, anche se non ce l’abbiamo fatta, almeno resta la sensazione di avercela messa tutta.

Inoltre, un problema di stress, non è sempre superato solo se ci si distrae? Se torniamo a vederci con un respiro pieno, vitale, arioso, “potente”, che in realtà non bisognerebbe mai perdere?

Allora si sceglie.

Se nell’ “Abbondanza Dentro di Noi” abbiamo visto come alimentare la prosperità che ci guidi come un faro, “Fuori di Noi” occorre influenzare in modo incisivo gli eventi che ci porteranno a quella prosperità.

In questo senso, la prima cosa da fare è una pratica quotidiana, settimanale, legata al corpo, come appunto la Bioenergetica o qualsiasi altra disciplina.

Ciò non solo aiuta, ma è indispensabile. Lowen dice: “chi sta meglio, sta meglio nel corpo”. Non ci sono altre possibilità.

 

8) Scegliere il corpo.

Curare il piacere nel corpo. Guardatevi attorno, oggi stesso.

Le persone si dividono in due:

–       chi si cura e lo fa nel corpo e con l’alimentazione;

–       e chi non lo fa e si lascia andare: la sua unica attività è pensare e parlare. E così non fa che vivere male.

 

La mente non ha emozioni. Il corpo sì. Tutto qui.

Conosco coppie che ricorrono alla babysitter per partecipare insieme a sessioni di bioenergetica, o per andare alle terme o per fare qualsiasi altra attività legata al piacere: “questa è la nostra serata settimanale. Punto”.

E un altro giorno della settimana escono da soli lasciando a turno il partner a cavarsela con i figli. Sapete come si rivoluziona l’esistenza con 2, dico due, serate a disposizione per se stessi alla settimana? (E lasciamo stare i problemi di soldi! Non è un problema di soldi, si può stare insieme ad un’amica a chiacchierare!).

Occorre difendere i propri spazi personali e di coppia con le unghie e con i denti. Altrimenti, chi lo farà per noi?

Fernanda, quando l’ho conosciuta, lavorava ogni sabato e domenica. E nemmeno pensava fosse possibile lavorare meno. Adesso ha rivoluzionato la propria vita, ha convinto capi e colleghi che “lavorare, anno dopo anno, ogni sabato e domenica, non fa parte delle opzioni possibili!”.

Ci sono altre priorità e soprattutto –lavorando meno ma meglio- porta più risultati attraverso i numeri, cioè più denaro alla propria azienda (!). Ed è vero. Ha sviluppato una forza da dentro, convincente. Che prima non aveva. E la sua vita gira molto, molto di più.

Conosco persone che sentono tanto più benessere alzandosi 1 ora prima per fare i 5 tibetani che quando si alzavano già stanchi 1 ora più tardi.

Allora? Non è chiaro qual è lo stato d’animo adatto per reagire, senza più fuggire dalle proprie responsabilità? (“Comandante, salga su quella nave, cazzo!”).

Tutto è possibile se solo ci proviamo fino in fondo: non è evidente? Quante prove vogliamo ancora?

I temi riguardanti la salute, trovano soluzione in modo legato solo all’abbondanza. La medicina cinese trae la sua potenza dal ripristino delle condizioni di armonia, di “vento” nei meridiani, di prosperità nella nostra vita. Secondo questi insegnamenti ci sono sette livelli di malattia, e sapete qual è il più grave? L’arroganza. Che vuol dire rinunciare a sentire se stessi.

Dario stava bene solo quando si preparava per la maratona. Dopo la gara, ritornava ai suoi disturbi fisici e a un’insoddisfazione colossale, insopportabile per lui e per gli altri.

Quando “svoltò” verso l’abbondanza, di colpo iniziò a provare piacere mentre si preparava correndo.

I suoi tempi di corsa si abbassarono, le prestazioni aumentarono proprio nel momento in cui iniziò a divertirsi, a correre a perdifiato per puro piacere, a non guardare neppure il cronometro. Da lì a spostare lo stesso principio alla sua vita fu un attimo.

Quindi, quali scuse, quali filtri ancora mettiamo per non vedere la realtà di come occorre reagire? (“Sono stato spinto sulla scialuppa…”.“Comandante, le ho detto di salire a bordo di quella nave!”).

Non vi è mai capitato di ottenere ciò che volevate solo quando avete detto: “questo da oggi non te (me) lo permetto mai più!”? E solo a quel punto, da quella determinazione, ottenere il rispetto e il risultato?

Se ci ascoltiamo, sappiamo benissimo dove esageriamo. Ce l’abbiamo con quella persona per anni, magari non vediamo da stagioni intere e ancora pensiamo ogni giorno a come ci abbia rovinato la vita… Oppure ci agitiamo in battaglie infinite solo per orgoglio. Tutti ce lo dicono, basta ascoltare e appuntarsi semplicemente ciò che ci ripetono da anni. Ma noi imperterriti sul pezzo a voler dare una bella lezione a chi se la merita…!

Gli esempi come vedete sono in ogni dove. E credo sia chiaro: non basta “fare sport”, non è quello che conta, è come ci occupiamo del nostro benessere attraverso il corpo. E’ che cosa “vediamo” dentro di noi mentre muoviamo il corpo.

Siete manager aziendali? Allora, quando tutti gli indici vi dicono che state andando contro un muro, commercialmente parlando, che fate? Allo stesso modo, perché non farlo dal punto di vista personale, privato, profondo? Solo perché gli altri attorno a noi si comportano allo stesso modo? Sicuri? E il muro?

C’era un Direttore Commerciale di una celeberrima azienda padronale che in una convention a Montecarlo ci disse: “i clienti non ci capiscono più”. Non credevo alle mie orecchie. Quell’azienda è alla sesta ristrutturazione e rappresenta un patrimonio dilapidato completamente. Della nostra vita cosa vogliamo fare? Continuare a dire che “la vita non ci capisce più”? O affrontare ciò che non può più funzionare?

L’insonnia ad esempio, non è mancanza di sonno, è abbondanza di veglia. Perché il nostro corpo e il nostro spirito necessitano evidentemente di fare qualcos’altro. Vista in questa luce, l’insonnia semplicemente non esiste, assume un altro significato, cessa di essere un problema. Per diventare: “che cosa ci faccio di questo stato di veglia” anziché “come faccio a dormire”, “che cosa desidero” e non “che cosa mi manca”, “che cosa naturalmente mi viene di fare”, non più: “che cosa devo disperatamente trovare per risolvere il problema del sonno”.

Per un esperienza significativa di queste dinamiche, si veda “Qui da Grande Inverno”.

Una persona a me molto cara affrontò il tema trovando la gioia della sua vita: 1 notte a settimana prestava servizio in ambulanza; le altre notti riprese a dormire profondamente.

Più recentemente, una mia cliente ha trovato la soluzione alternando una notte -in cui non cerca più di dormire, lavorando a qualcosa che la distrae e le piace molto- con la notte successiva, in cui piomba svenuta in un sonno profondo e rigenerante. E di nuovo sente la vita girare bene.

 

Rimettiamo così in circolo le energie, gli entusiasmi, le nostre reali motivazioni. Scegliendo finalmente la profondità.

Sapete quanti libri, tecniche, esperti esistono su mille altri aspetti che possiamo risolvere, solo scegliendo di andare a fondo dei problemi?

Su queste possibilità abbiamo visto essere utile il questionario sui 4 Flussi dell’energia di Base, se non l’avete ancora riempito. E’ dettagliato e ricco di spunti soprattutto se non sapete da che parte cominciare a cambiare…

 

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Per un esperienza significativa di queste dinamiche, si veda “Qui da Grande Inverno”.

 

 

 

 

 

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