Accettare dal Malessere o dal Benessere

Molti mi chiedono:

– Ma come posso essere sicuro di accettare davvero?

Non lo puoi sapere, questo vuol dire l’accettazione, se ci pensi. Non puoi sapere o volere niente che non sia già qui oggi, non credi?

Sì va bene, ma allora? Ci lasci così?
Non ci sono accorgimenti? Questioni primarie e aspetti a cui badare più degli altri, per garantirsi un posto nel Paradiso dell’Accettazione?

Certo che ci sono. E qui ne vediamo tutti gli strumenti più significativi.

Figuriamoci se non ci scervelliamo per fornirvi i mezzi migliori per accettare la nostra esistenza!

 

Il concetto stupefacente, la banalità del bene dell’Accettazione Incondizionata è che sentiremo sempre queste atmosfere ferite, ma non è importante.

E’ qui che risiede la rivelazione dell’accettazione: sentirai sempre di non farcela ecc. E allora? Sai che c’è? Non è importante. Per niente. Al contrario di ciò che pensavi tu. Anzi, è normale. Ti è successo in passato, da piccolo-piccolo. Come ogni trauma. Te lo ricordi. E basta.
Perciò puoi accettarlo tranquillamente. Perché non c’è niente della disperazione che ci mettevi tu per non uscirne in realtà.
Tutto incredibilmente qui.

E’ nel contrario la soluzione. Nel fatto che non sai sdrammatizzare e che lo puoi imparare. Nell’inossidabile sequenza di atti in cui ti affermi comunque e lo hai sempre fatto. Nel valorizzare quella meraviglia che sei chiunque tu sia soprattutto grazie alle tue ferite che invece hai sinora sempre bistrattato.
L’accettazione ti è necessaria perché vivi un’illusione da cui ti puoi finalmente svegliare.

Ma sostanzialmente, per sintetizzare… ci sono 2 atteggiamenti generali per far diventare l’accettazione così incondizionata come questa vita richiede.

E’ relativo a 2 grandi predisposizioni che abbiamo tutti verso lo stare al mondo.

1) La prima è palese: si fa sentire quando è appena sotto traccia il fatto che cerchi qualcosa di impossibile oppure che non vuoi davvero ciò che cerchi o che senti che non riuscirai mai ad averlo davvero quindi giri in giro a cercarlo.

È fare terapia dal Malessere.

E’ l’Accettazione dal Malessere.

Allora, non aspetti altro che qualcuno che te lo dica e che aggiunga: la vogliamo smettere? Hai mai pensato a che cosa accade se stai per un pò con la sensazione che non arriverà questo stato d’animo / obiettivo / desiderio sbandierato da decenni?

 

2) Il secondo atteggiamento funziona invece per:

  • i più furbi
  • o decisamente rigidi
  • o semplicemente coloro che se la raccontano ancora
  • oppure con i “quasi felici”
  • o infine con qualli che non ammetteranno mai di “non stare così bene” e che sentono solo bisogno di qualche “piccolo aggiustamento”.

 

E’ l’Accettazione dal Benessere

Questa seconda attitudine ti invita semplicemente ad anticipare, a “simulare” in modo sano e più sveglio e avvertito.

Ma scusa -ci dice- anche se stai piuttosto bene, se NON credi alla psicologia o alla terapia, visto che accusi solo qualche piccolo disturbo e comunque ci tieni a dire di voler stare sempre meglio: non è il caso di simulare come staresti se questo obiettivo NON si realizzasse mai?

E soprattutto: se la tua risposta immediata è…

  • non ci riuscirei nemmeno per un minuto
  • non ci posso nemmeno pensare
  • mi sentirei morire
  • ho investito tutta la mia vita nei miei obiettivi….

(Si veda il Questionario: “So Accettare Davvero?”. Volevi uno strumento concreto per fare qualcosa? Eccolo. Riempi il Questionario e avrai la risposta a molte tue questioni irrisolte).

 

…allora, non è proprio il fatto che non hai un piano B il problema? Non è che in ogni progetto ti butti con tutto te stesso, “come se…”:

  • ce la dovessi sempre fare
  • non potessi recedere mai
  • o non potessi mai abbandonare la lotta anche se la soddisfazione non la consideri nemmeno più?

 

Ecco, l’accettazione in questo caso, con i suoi paradossi… diventa il primo passo, al rallentatore, per vedere i dettagli dei punti in cui non siamo più in contatto con la nostra profondità.

Non notate niente? Sia che parti dal benessere oppure dal malessere, sia che tu ti senti il re della savana o la più sciancata gazzella d’Africa, sempre accettare devi…

Accade allora che realizzi la sintesi:

Scopri che Il sistema del Malessere e quello del Benessere sono collegati in modo tale che -quando noi partiamo per l’accettazione dal Malessere, perché davvero così non possiamo più continuare, arriviamo ad certo punto in cui ci sentiremo molto meglio.

In quel momento, ci sentiamo diversi e sperimentiamo che cosa vuol dire accettare e dare luce stando bene, dal benessere appunto.

E ci sorprende e fotografa: ci fa vedere quanto non sapevamo proprio occuparci di accettare e dare luce a noi e agli altri stando bene, come filosofia e sana abitudine e canale neuronale che ci predisponga a far arrivare ancor più benessere.

E perché? Soltanto perché presi da bambini e allevati per decenni a “coltivare” problemi e soluzioni, ansie e angoscie, senza agire direttamente su star bene bene oggi, ogni giorno.

Campioni del Mondo del Sollevamento Pesi Esistenziali.

Il problema, quello vero, allora, è accettare dal Benessere, come principio e regola, come diritto e questione che pongo a me stesso ogni giorno.

 

Altrimenti, tornare nel circolo del malessere, è un attimo.

 

Volete una prova?

Provate a pensare a quando siete stati malati, sentendovi così male da essere preoccupati per la salute che -scampato il pericolo- vi siete messi di buona lena a sviluppare piccole abitudini con tutto l’impeto di cui siete stati capaci.
E’ semplicemente diventato -da un giorno all’altro- prezioso per voi farlo.

Soltanto che ogni volta questa nostra attitudine è esplosa con la paura e la preoccupazione…

… e si sviluppava poi su volontà e determinazione, senza gli strumenti e le conoscenze che qui nutriamo. Cioè si alimentava di malessere. Non poteva che confermare e quindi ricadere nel malessere.

Passata la paura, il nostro intendimento si infrangeva così, prima o poi, contro il muro delle cose da fare che ci imponiamo.

 

E qui che Accettare dal Benessere e Dare Luce dal Benessere -come prassi quotidiana- assume ancora più significato e pregnanza per noi.

Pertanto -di solito- o noi aspettiamo che una brutta esperienza ci faccia rinsavire, smettere di fumare e cambiare abitudini alimentari…

… oppure facciamo scattare qualcosa dentro di noi e -una buona mattina- ci dedichiamo allo sviluppo continuo di accettazione, illuminazione e soddisfazione in ogni piccolo aspetto della nostra esistenza.

Tutto consiste nel compilare:

1. una bella lista di piccoli atteggiamenti quotidiani / abitudini / vizi / pigrizie / atmosfere / circoli viziosi che nutrono ancora di più il nostro malessere.

 

 

 

2. E una lista altrettanto dettagliata ed emotiva di che cosa invece ci fa sentire leggeri e diversi,  fuori dalle solite dicotomie: sto male/mi sbatto per star meglio da una vita senza riuscirci mai. Cosa succede e quando succede che mi senta fuori da questo schema mefitico?

 

 

 

E poi:

  • Quali sono i passi per far diventare questo secondo mondo il sistema del mio benessere?
  • Cosa dovrebbe accadere in un mondo ideale?
  • Cosa farei, penserei, svilupperei, se non avessi sempre in testa problemi da risolvere?

 

Così, semplicemente, inizio a praticarlo, lo star bene concretamente. E se lo coltivo, accadrà. Anzi, è già accaduto.

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