Chi Ha l’Orizzonte Pulito e Chi No

Questo articolo è la continuazione di: Idea Semplice, Orizzonte Pulito

Realmente, evidentemente, allora le persone si dividono in due:

1. chi ha capito che deve avere sempre, ogni giorno, un’immagine interiore di qualcosa di preciso che lo faccia vibrare, emozionare e coinvolgere, magari anche sempre la stessa visione, o variazioni su un solo tema, centrale per sé, e non da realizzare chissà quando, bensì da vivere ogni giorno al presente…

2. E chi invece è alla continua e faticosa ricerca di una soluzione a problemi infiniti. E non potrà star bene mai.

Fino a che punto? Purtroppo fino al punto in cui ci saranno molti più sintomi, medicine, malattie conclamate, disagi, impossibilità, enormi somme di denaro spese per curarsi, rigidità, vite sempre uguali, frustrazioni, infelicità.  
E prima o poi si ammalano. Ma al di là del fatto che si ammalino, sono preda comunque di malesseri emotivi evidenti.

E sono molte di più le persone che vivono così: una ricerca pubblicata su Repubblica pochi giorni fa, riporta che solo il 7% degli italiani sono felici sul lavoro. E siano buon ultimi in Europa. Il 7% di felicità mentre si lavora, è una percentuale sconcertante.
Per questo diciamo sempre che c’è bisogno come il pane di rispondere alle domande importanti su di sé.
Andare allora in giro e incontrare persone allenando l’occhio a riconoscere il malessere, ci fa scoprire questa immensa verità: se chiedete alle persone che sembrano stare male, che cosa vedono dentro di sé, che cos’è la vita per loro, ebbene, vi risponderanno che i loro obiettivi, la loro giornata, ciò che si ripetono e che li manda avanti, è solo un’idea complessa e difficile dell’esistenza che stanno attraversando.
Viceversa, chi sta bene, ha un’idea e una fonte di benessere interiore, un pensiero bello, un’innamoramento, insomma una di queste cose fondamentali, facile, accessibile e concreta e realistica, magari anche banale, ma semplice e coinvolgente. Da qui a lì. E poi da lì a qui. Ogni giorno. E poi di nuovo. Repeat.
Qualcosa da comprare, un aggeggio da costruire, una bici da inforcare e via col vento. Che occorre non smarrire mai.
E come abbiamo visto, si può seguire tale idea come un contentino, oppure farla diventare il canale della propria realizzazione.

Per un’anima in terapia era la musica e lo era sempre stata, l’ispirazione. C’è una frase bellissima di Albert Camus che dice: solo la musica è all’altezza del mare. Fa capire meravigliosamente che cosa vuol dire e come ti cambia avere un’ispirazione.
Ma per un’altra era aprire ogni mattina il proprio bar e i rumori e le relazioni e il corpo che si muove e il tempo che vola.
Per un’altra ancora, l’idea fissa era la propria passione sportiva.
Per molte persone è il volontariato. Far del bene agli altri.
Ma occorre lavorarci su e semplificarla, e poi percorrerla, questa immagine interiore, insieme a tutta la propria esistenza.

Una donna ormai di 50 anni che oggi ne avrà più di 60, ad un certo punto ha travasato e si è ispirata alla sua passione per il ballo per ridefinire la propria vita, rigenerandosi e capendo un punto cruciale per sé: portare lo spirito di lei che balla anche al lavoro, ogni giorno, e non vivere più come fosse due persone e abbattersi ogni volta che entrava in ufficio, per poi risorgere ogni venerdì sera. Basta-deprimersi-ogni-lunedì, ha detto un bel giorno. E lo ha fatto.

Questo esempio del ballo mette in luce la moltitudine di persone che addirittura hanno sempre vissuto con una fantasia inconfessata ma mai provata nella realtà, quindi con una vita emotiva abbastanza incompiuta e fatta di rinunce. Ebbene, a volte in pochi mesi di terapia, riprendono il treno dell’entusiasmo e della fiducia in sé, attraverso la verità di una vita semplice. In cui basta esprimere, cercare e sperimentare. 

Far quadrare, trovare una soluzione agli infiniti problemi, inventarsi una strada in una vita buia, non sono azioni che vanno risolte, sono stati d’animo che vanno abbandonati. Perché abbandonati? Perché occorre semplificare e scegliere.
Perché il conflitto è tra le due immagini interiori. Conflitto che noi affrontiamo in modo inconciliabile.

L’immagine (caratteriale) che ci fa mettere in piedi impalcature ardite e difficili sulle nostre povere spalle…

Contro…

… l’idea ragionevole del sé reale, che dovremmo ascoltare e seguire sempre.

Continua la lettura con: Come Pulire il Proprio Orizzonte

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