Come Pulire il Proprio Orizzonte

Questo articolo è la continuazione di: Chi Ha l’Orizzonte Pulito e Chi No

Per cui, prova a dare queste due definizioni:

1. Che cos’è la vita per me. Come la vedo in generale e come la vedo destinata a me.
E scrivi tutto ciò che viene fuori. In modo dettagliato e accurato.

2. Che cos’è la vita felice per me. E come la posso descrivere. Come vedo il mio essere finalmente un giorno felice? E’ subordinato a qualche risultato da raggiungere prima? Per poi sentirmi come?

Sii onesto. Come se non avessi ancora letto questo articolo.
La prima domanda riguarda la vita in generale: come la vedi sinceramente?

La seconda invece riguarda la tua esistenza felice: come la vedi dentro di te? Che immagini hai? Che potrai esserlo solo al termine di un lungo cammino? Quale? E’ complesso e si ripete da troppi anni?
Mettici del tempo e scrivilo con accuratezza.
Sii decisamente sincero con te stesso.
Fa molto esempi, anche i più frivoli, perché potrebbero essere illuminanti e farti capire la scintilla di cui hai bisogno.
E poi confronta queste definizioni con qualcun altro che coinvolgi in questo piccolo gioco che può cambiarti l’esistenza. Perché? Perché hai bisogno come il pane di parlarne. Perché ciò che esprimi a qualcuno si trasforma e diventa realtà. Perché il confronto con gli altri ti guida come una sponda benevola a cui appoggiarsi sempre.
Apparirà chiaro dal vostro dialogo: solo se hai un progetto di vita semplice, chiaro e nel piacere, potrai stare nella salute, soddisfazione e felicità. E se la ritrovi, questa idea di grazia, potrebbero passarti tutte le malattie o i sintomi fisici che hai da decenni. E finalmente iniziare a vivere la tua vita. Anzi, iniziare a vivere, punto.
Se in seguito vuoi approfondire, il lavoro sui sintomi fisici e i pensieri disfunzionali fa parte poi dei 4 livelli di terapia sulla Ferita Caratteriale. Lo trovi in quest’altro punto: La Quarta Accettazione.

Fatto sta che troppe persone si vergognano. Esatto: si vergognano dei propri piaceri, passioni e piccole soddisfazioni. Non credono in sé. Si svalutano. E allora vanno contro di sé, assurdo ma frequente. E scelgono di vivere in modo innaturale. Perché? Perché così fan tutti. E aderiscono a modi di vivere comuni, ma che non hanno una radice dentro di sé.

E invece così non fanno tutti. Anzi.
E senza un’idea semplice nella testa, nessun benessere o minima felicità è possibile.
Certo che spesso sentiamo che siamo calati in una situazione difficile, complessa e da risolvere, la quale situazione ormai ci abita, ma in realtà nel 90 % dei casi la verità è un’altra.
Se fosse solo un periodo di emergenza in una vita pulita e lineare e semplice e piena di belle atmosfere, allora sarebbe la verità. Ma il malessere, ammettilo, lo sai bene, non funziona così. Non è solo un periodo d’emergenza, ma è una sequela di stagioni d’affanno senza soluzioni, legate ad un’idea della vita appresa fin da piccoli che fa sì che il nostro vivere affannati, spacciato per normale, normale non è.
Le persone spacciano a se stessi come realtà ciò che non riescono a vedere in meglio con la loro visione.
E l’unica (!) azione che possono compiere per star bene è far tornare semplice e facile la propria strada da percorrere. E soprattutto immediata da realizzare e al presente, non da rimandare.
Perciò il cammino di Santiago, la Via Francigena, riscuotono tanto successo: perché semplificano e rendono tutto profondamente emotivo.
Perciò ‘staccare’ dalle preoccupazioni si impara fin dalle prime esperienze di Bioenergetica.
Perciò la visione problematica e stressante di risolvere un problema che poi si ripete sempre è il più grande alibi dell’essere umano del nostro tempo.

Chi sta bene-bene si sente meglio-meglio perché rifiuta ad un certo punto lo schema precedente che faceva acqua da tutte le parti (perché erano parti difficili e improponibili). E lo rifiuta a prescindere questo quadro complicato e arbitrario. E ne costruisce un altro senza per questo cambiare vita, anzi, bensì interpretandola dentro di sé molto ma molto diversamente.
Non vale nemmeno l’alibi rispetto all’evidenza che chi ha idee semplici di vita di solito non ha un’esistenza di grandi ideali. Come a dire che se voglio realizzare qualcosa nella vita non posso pensare di avere una vita semplice. Ma smettiamola. E’ il contrario. In altre parole, è una fandonia colossale il principio secondo cui: se io voglio vivere intensamente devo avere grandi obiettivi che m’impegnino e stressino, per forza di cose, se no vivo in modo subalterno e passivo. E’ un gigantesco falso storico, perché soltanto chi vive secondo un’idea cardine chiara e facile, trova la vera forza per procedere a lungo e costantemente verso i suoi obiettivi più grandi. Chi ha realizzato grandi cose, da Edison a Tesla, da Voghera a Los Angeles, lo ha fatto perché frutto di una sola idea precisa e sostenibile. Ho letto recentemente On Writing, libro che vi consiglio appassionatamente, una piccola confessione autografa sullo scrivere e sulla propria vita, di Stephen King, che è indubbiamente una persona di successo. Ebbene, nella sua esistenza, ci sono elementi semplici, imprescindibili e ripetuti all’infinito che lo mandano avanti ogni santo giorno.
Viceversa tutti coloro che si stressano sono schiavi della presunta imprescindibilità dello stress totale e pervasivo di cui sopra, e alla fine vivono male (issimo) e hanno la chiara e sottile sensazione di non realizzare mai ciò che si prefiggono.

Dove siamo nel cammino per il benessere? Siamo alla Visione Radicata, la Madre di tutti i punti d’arrivo della nostra vita. La quale ci fa chiedere:

  1. cosa sto facendo in questo periodo? Per andare dove? E come ci voglio riuscire? Rispondete anche a questo. E’ facile? Ha senso? Ci provo piacere? E’ sorretto da un’immagine di me continuativa e contenta, soddisfatta?
    E poi confrontate le risposte con i due elenchi precedenti. Ne può venire fuori una rivoluzione.

E ora scusate, un’ultima considerazione. Non traspare quanto poi alla fine, sia necessario porsi domande così illuminanti, per chiarire ogni volta le nostre immagini interiori, nella nostra vita complessa e trascinata per definizione? Non si sente l’aria pulita che torna ad entrare dalle finestre?
Io vedo per lavoro decine di persone alla settimana. E immancabilmente ognuna di queste percorre il cammino, dal casino totale come lo chiamava Jean Claude Izzo, all’ispirazione illuminante che gli cambia l’esistenza. Ora chi sarai tu che ti vuoi inventare chissà quale strada contorta che sai solo tu per non ammettere che hai bisogno come tutti di qualcosa di facile, presente e comunicabile? Adesso, per di più, sai anche che cosa cercare.
In queste quattro righe che stai leggendo hai già tutto. Lo spazio dell’esistenza per decidere che da oggi lo fai e basta.
Letto. Deciso. Percorso. Ciao.

La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi.
(Carl Gustav Jung).

Crea il tuo percorso. Crea la tua nuova visione.
(Herbie Hancock).

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