Come Scegliere il Benessere e Basta

(Questo articolo è la continuazione di 4 Scelte da Fare Ora).

Avete presente in voi uno stile preoccupato, o in ansia o un po’ teso? E solo perché -lo sapete da sempre- vostra madre era un po’ così?
Oppure uno stile da iper controllori, per il quale state sempre nella testa, non riuscite a riposare bene o a godervi i momenti di relax, gioia e serenità?
Sono solo 2 tra i 2 miliardi di casi possibili.

Ecco, queste due vite rappresentate in queste storie possono diventare liberate, finalmente connesse ad un benessere puro e rifiorire fino a permettervi di cambiare totalmente vita e casa e luogo e lavoro e affetti e amici, tutto ovviamente solo se è necessario e lo volete sul serio e ne avete bisogno.

Ma se voi non siete nemmeno consapevoli che esiste questa possibilità, come fate?

Per questo, tali informazioni sono tutto: sanciscono la differenza tra star bene e star male, essere saldi, solidi e sicuri attraverso la semplice scelta e decisione della parte da cui stare, oppure invece al contrario campare con un immenso e incerto fai da te infinito e incostante, inconfessato e mai confrontato con nessuno.

Perciò cercare di capire se stessi non basta proprio, non è sufficiente, è solo la prima gamba del cambiamento.
Anche se milioni di terapie e di crescite personali si fermano appunto alla consapevolezza. Anzi, proprio per questo, occorre ribellarsi ad atteggiamenti all’acqua di rose.
Perché la seconda fondamenta che ci fa cambiare è che cosa fai per cambiare.
E cioè le quattro decisioni di cui al punto precedente.

Come funzionano nel concreto?

Mettiamo che abbiamo un dubbio, un’angoscia precisa. Un errore che abbiamo commesso che non sappiamo se ammettere o meno. Oppure possiamo decidere di non ascoltare e continuare a sentirci sicuri di noi.
È un dilemma che può capitare a tutti, giusto?

La differenza sostanziale la fanno le 4 azioni concrete sopra descritte. Da decidere, organizzare e perseguire. Come si fa.
Vediamo qui di seguito 4 esempi possibili.

1. Prima le classi di Bioenergetica, 1 volta a settimana, che sono per noi la meditazione migliore di movimento (poi voi scegliete ovviamente ciò che ritenete più giusto per voi).

2. Poi, ricavare da questa pratica settimanale per voi rivoluzionaria, una serie di consapevolezze che rimandino ad esercizi concreti, corporei ed emotivi, da rifare a casa per guadagnarsi connessione, coscienza di sé, ascolto reale di se stessi, espressione e trasformazione. Per far questo, può essere determinante una terapia che sia, sempre a nostro avviso, bioenergetica e corporea.

3. Il terzo passaggio, è ritornare a frequentare e ad aprirsi a gruppi. Di qualsiasi tipo a nonostante la difficoltà dei singoli a trovare o mai occasioni di questo tipo. Sportivi, lavorativi, di svago, di approfondimento culturale o artistico, di terapia, di ogni tipo io possa concepire.

4. Il quarto è chiedermi dove sto andando? Qual è lo scopo principale della mia vita? Dove voglio lasciare il segno? E proseguendo con le domande al punto 4 di cui sempre all’articolo precedente.

 

Se ho tale struttura nella mia vita, i periodi di impasse li affronto apertamente come qualsiasi paura e li risolvo sempre.
Altrimenti, me li tengo dentro, li ingoio, non li dico a nessuno e continuo a soffrire per decenni.

E tale scelta, decisione, atteggiamento vale purtroppo anche per le questioni più grandi ed esistenziali: non so se ho scelto bene mia moglie o mio marito. Non so se separarmi o meno. Non so se sono questioni che mi illudo di risolvere separandomi e che invece nel passato mi sono già successe con altri partner.
E quindi riguardano solo me e il mio conoscermi meglio.
Sono domande che se inevase, possono ammazzare un cavallo, non è così?
Se non si ha una struttura di auto sviluppo come quella qui indicata non si riesce proprio a rispondere e quindi a continuare a crescere.

Ma lo voglio fare il passo decisivo di costruirmi una struttura così?
E soprattutto, come lo faccio?
Lo faccio davvero o non lo faccio?
Ho solo deciso che lo farò sicuramente, un giorno che stranamente non arriva mai? Lo faccio e smetto e poi riprendo, ogni tanto?
Lo faccio facendo finta di farlo?
Lo faccio controvoglia con lo stesso stile con cui vivo e non vivo?
Lo faccio con tutti questi modi, ma almeno lo faccio e ho deciso fermissimamente di farlo, costi quello che costi?
Allora qualcosa già si muove dentro.
E la vita intorno a te sta già girando diversamente.
E alcuni segnali stanno già arrivando.
E molti altri arriveranno sempre di più.

E vivrai una nuova e intensa esperienza: che solo questo conta.

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