Leggerezza Profonda: 31. Creare il Paradiso

In qualsiasi situazione, nella vita, hai solo 3 opzioni. E le hai sempre.
Puoi cambiare la realtà. Puoi accettarla o puoi rifuggirla.
L’opzione negativa, e non valida, è restartene lì immobile a volerla cambiare ma senza fare nulla, a volerla rifuggire ma restandoci in mezzo, e a non accettarla.
E’ proprio questa lotta, questa avversione a causare gran parte della nostra infelicità.
La frase che mi ripeto più spesso è composta da una parola soltanto:
“Accetta”.

Naval Ravikant

 

 

Onora quelli che cercano la verità,
attento a coloro che l’hanno trovata.
Serve a ricordare che il cammino non finisce mai
e che assolutamente nessuno ci ha capito un cazzo.

Amanda Fucking Palmer

 

 

Alimentare il Paradiso Dentro

 

Quando si raggiunge un’intensità bella e coinvolgente, la si può fare propria? Si può riprodurla e rivivere ogni volta che vogliamo? E come si fa?

 

Al ritorno dal Viaggio consueto in Paradiso che facciamo ogni anno…

 

Bioenergetica in Paradiso 2019 – Singapore > Koh Lipe

 

Bio In Paradiso 2019 – Evento Facebook

Serata Gratuita di Presentazione a Milano – Mercoledì 5 Giugno 2019 h. 19.00-22.30

 

… si pone invariabilmente il tema di come mantenere/continuare la sensazione di sentirsi parte del gruppo, l’abitudine al sostegno e al calore, l’indirizzo al cambiamento e il non ritrovarsi ad affrontare da soli -al famigerato ritorno- il respiro pesante che avevamo prima.

 

L’argomento si ripropone ogni anno, perché prezioso, quasi e forse di più della gioia provata, visto che, se mi passate la metafora di Arbore in un famoso sottotitolo: “Che mi hai portato a fare ‘ngoppa a Posillipo se non mi vuoi più bene?”.

 

Il magone si ripropone come il peperone.

 

Eh sì.

Soprattutto nelle notti illuminate dal jet-lag che seguono questi viaggi di meraviglie interne portate alla luce in paradisi esterni.

 

Ci sono allora solo 3 bicarbonati che possiamo prendere:

 

 

1. Rendere Simbolico il Ricordo.
Il primo è ovviamente il ricordo.
E sembra la scoperta dell’acqua calda e che pare che niente fa, e invece… “quatto quatto, mogio mogio”, ci cambia la prospettiva.

Se vi riguardate tutta la valanga di articoli sulla leggerezza profonda e riuscite ad arrivare alle emozioni… “esse” vi catapulteranno direttamente nel benessere, suscitando altre emozioni che poi generano molto più concretamente una concatenazione di situazioni simili.

 

In sostanza, una cosa è vivere di pensieri e ricordi e un’altra è tracciare una rete neuronale di predisposizioni emotive che ci arricchiscano la vita.

Abbiamo già scritto che non ci si dedica al benessere piano piano, bensì ci si catapulta nel benessere.

 

 

 

Dice Ezra Pound: conta solo l’emozione.

 

Solo quella, soltanto l’intensità precisa che ci serve, esclusivamente nel territorio delle emozioni, mai nella nebbia dei pensieri.

 

Inoltre le emozioni sono sempre nel canale di relazione, connessione, sintonizzazione, i pensieri invece nel clima d’isolamento.

 

Quindi se vogliamo una garanzia che non ci stiamo isolando, meglio piangere la mancanza che pensare l’abbondanza.

Pertanto, non sottovalutiamo questo primo passo. Ci sono modi e modi di ricordare.

 

Nel tempo ho assistito a vere e proprie celebrazioni, da parte di un numero impressionate di partecipanti, che mi hanno insegnato la Valorizzazione delle relazioni, dei ricordi, dei gesti simbolici, degli oggetti transizionali emotivi. Piccolissimi pezzi di vita che esplodono dentro di noi, suscitando aperture e collegamenti ancora più importanti dell’esperienza fatta in tempo reale.
Perché “dopo”, questa celebrazione la ricorderemo soprattutto per ciò che ha scatenato, come un nuovo inizio.
E migliora drasticamente la prospettiva.

 

Mi diceva per esempio il Mio Amico Roccia, sulla via del ritorno da quest’ultimo viaggio, che ricordava perfettamente il cammino dei workshop a cui aveva partecipato con me 4 anni prima. E solo grazie ad un piccolo pezzo di legno pregiatissimo, di Palissandro, che uno dei partecipanti aveva donato agli altri, frutto della sua fatica di Liutaio di Chitarre Classiche di pregiata fattura. Lui lo conserva in modo da incrociarlo quando gira per casa. Ed è un’àncora preziosa a belle atmosfere e a stati d’animo che lo riaccendono ogni volta.

Ma potrei farvene mille altri di esempi: come i regali poveri, non più comprati, ma fatti a mano, con tale cuore da far piangere.

 

Oppure, prendiamo questa rivelazione:

una delle partecipanti a Bio in Paradiso di quest’anno, una sera, dopo gli esercizi al tramonto su una spiaggia da non credersi, ha condiviso delle dediche a ciascuna delle altre anime presenti, con allegata una parola al nome, come simbolo dell’essenza di quella persona.

Il dono di quel gesto va avanti ancora dentro di noi a distanza di una settimana e con la sensazione che ci illuminerà come una luce, per anni e anni.

Certi modi di ricordare sono una indimenticabile lezione di vita.

 

Oppure, ho ancora stampate negli occhi le celebrazioni di momenti vissuti al parco, al ritorno, o sulla riva del mare, con piccole mongolfiere che salgono al tramonto piene di scritte commoventi e beneauguranti.

Beh, insomma, Amici Miei, al solo pensiero mi vengono i brividi. Altro che far durare i ricordi. Qui si tratta di aver imparato la ricchezza del valore dei simboli di ciò che ci ha aperto il cuore.

 

 

2. Restare Gruppo in Paradiso.

Poi c’è, come si può immaginare, Il continuare a vedersi e sentirsi tra i partecipanti al gruppo.

Ma anche qui ci sono modi e modi, una volta che si è condiviso tutto-tutto-tutto in un paradiso dove ci siamo divertiti immensamente ma abbiamo anche messo a nudo noi stessi e le nostre difficoltà, i timori e i problemi ricorrenti… il rivedersi non è propriamente andare a mangiare la pizza. N’est-ce-pas?

 

Anche perché è come se si fosse raggiunto un livello-soglia più profondo e ormai acquisito.

 

 

Quindi, solo vedersi per un aperitivo non renderebbe omaggio alla ricchezza raggiunta. Non è nemmeno in discussione. Se ci vediamo è per essere intensi e basta. E la pizza viene di colpo trasformata in un’esperienza.

 

Quello che segue è l’elenco delle iniziative portate avanti negli ultimi anni, dopo le settimane di viaggio o i weekend di approfondimento.

Sono solo esempi, ma ogni gruppo ha sempre deciso di fare qualcosa, da una a tutte le seguenti iniziative:

 

2a) Ci si rivede formalmente per un altro pezzo di esistenza insieme, in un weekend lungo.
Di solito a distanza di 3 o 6 mesi dall’occasione in cui ci si è conosciuti. E in un luogo altrettanto suggestivo.

Il prossimo settembre 2019 si è già deciso che ci vedremo nel Salento.

E’ un punto della situazione su come ci ritroviamo a distanza di mesi:

  • Che cosa ci è rimasto.
  • In che cosa siamo cambiati.
  • In che cosa invece ci sentiamo ancora impantanati.

E già solo il fatto di dirsi che ci si rivedrà -e sapere che c’è questo ulteriore contenitore- accompagna, accoglie e fa la differenza.

 

2b) Ci si catapulta tutti in un nuovo gruppo di terapia, a seconda delle disponibilità.

Può essere una volta ogni due settimane, nei giorni feriali o 1 volta al mese al Sabato o alla Domenica.

E quindi il gruppo decide di continuare ad esistere come aiuto in altra forma, ma nella stessa medesima sostanza.

E’ successo ad esempio con il Gruppo di Bioenergetica in Paradiso di Finale Ligure del 2018. E la bomba emotiva di quando ci si ritrova tutti intorno la “nuova prima volta” è tale da lasciare senza fiato.

Questi i calendari dei gruppi aperti al momento.

 

 

2c) Ci si iscrive -ovviamente coloro che vogliono- al percorso dei Weekend Annuali della Trasformazione del Carattere sui temi importanti vissuti nell’esperienza già fatta insieme. E’ l’occasione a cui facevamo riferimento a proposito del legno Palissandro.

Vuol dire attraversare una serie di pietre miliari del cambiamento, una per weekend.
Serve per andare fino in fondo ad appropriarci di un modo nuovo, corporeo ed emotivo, di “sistema”, ma paradossale, contro i problemi della nostra vita, altrettanto paradossali.

I quali problemi -se visti nella loro profondità ed essenza di questi modi- non sembrano più grandi, ripetuti e senza via d’uscita, finalmente, bensì molto più semplici e facili da digerire.

 

In altre parole, senza interventi accurati, se pure di 1 solo weekend ogni 2 mesi, e di soli 4 incontri, come si fa ad affrontare e “pulire il camino” da comportamenti incrostati per 30 anni?

 

2d) Si fissano dei piccoli percorsi di gruppo puntuali, magari solo per una parte dei partecipanti che lo richiedono, in cui si fa il punto della situazione delle singole evoluzioni. Che durano 2-4 mesi.
Il carattere di questi incontri è più di sostegno e rafforza le preziose risorse a disposizione di ciascuno e le nuove possibilità.

 

 

 

3. Creo il Mio Paradiso Fuori.

Ma è il terzo modo di proseguire il sostegno e il calore del gruppo, ad essere il più importante, ça va sans dire:

Far proprio ciò che si è imparato.
E far così diventare qualsiasi gruppo a cui si appartiene come quello che si è appena vissuto
.

 

Il ché equivale a decidere -una volta per tutte e per sempre-
di fare gruppo, pensare gruppo, sentire gruppo,
emozionarci come fossimo sempre nel gruppo
e allora costruire nuovi gruppi
e trasformare quelli esistenti, compreso quello del viaggio.

 

Se così si decide, allora ogni gruppo è paese (e “Vincenzo m’è padre a me!”).

(Dite un po’: si vede che sto scrivendo proprio al ritorno dal viaggio? In pieno jet lag senza sonno, con una libertà e un menefreghismo sulla forma e una totale soddisfazione e fluidità, che del -come-si-dovrebbe-scrivere non me ne frega niente? Mabastachearrivilasuggestioneesenonèscrittoperfettamentepazienza!?!).

(E non è questa la prova più vera che così si ha da vivere? Se no in quale altro modo?).

(Perdonatemi, mi ricompongo).

 

Qui posso raccontare -sui modi di “creare gruppo”- vere enciclopedie di esempi e chi mi conosce sa che non scherzo.

 

Ma ne cito solo alcuni significativi:

 

3a. I bollini. Eh, si fa presto a dire bollini. Ma sono in grado di trasformare “pezzi di legno” in vibranti esseri umani commossi.

I bollini rappresentano dei piccoli premi simbolici, adesivi, che si creano personalizzati in una qualsiasi stamperia o si comprano in negozio in forma di semplici smile, appunto adesivi.

Nel corso dei nostri incontri, a cena, all’inizio come semplice gioco, si assegnano i bollini: vorrei dare un bollino a … X… (un altro partecipante). (vale a dire un riconoscimento) per questo motivo: perché oggi mi ha colpito, mi arricchito l’esistenza, mi ha insegnato qualcosa di prezioso, o banalmente mi ha fatto sbellicare dalle risate…

E questa semplice abitudine, poi apre una valanga di emozioni e ringraziamenti. Un vero e proprio tessuto emotivo di gruppo si instaura alla fine di una semplice cena, da cui ci alza trasformàti.

E da quel momento ogni situazione è buona per assegnare bollini.

 

Al ritorno, le persone di solito prendono l’abitudine ad assegnare bollini di ringraziamento a colleghi e amici. E diventa molto più spontaneo il rapporto, aumenta il calore del clima di lavoro e la profondità delle relazioni.

 

 

 

 

3b. La Lampada di Gioia. Si tratta di un contenitore trasparente, messo in un posto visibile della casa o dell’ufficio, dove inserisco piccoli fogli con 1 appunto su una gioia che ho provato. Un momento sereno, o divertente, una soddisfazione che mi sono tolto, un incontro, una condivisione. Qualsiasi cosa rappresenti un bel momento per me. E se non la provo da tanto tempo, inserisco ogni tentativo di costruire questa gioia. Non è pertanto una lampada vera e propria, bensì illumina con il suo contenuto.

Col tempo, ho una prova tangibile della vitalità che sto inserendo nella mia vita, attraverso una semplice abitudine, man mano che il livello dei bigliettini aumenta.

E -se non vi basta- aggiungiamo poi questa piccola, ma breve-breve rassegna, giusto per non esagerare, di esperienze riportate sul blog:

 

Capite adesso perché credo fermamente che questa forma di viaggio

-la quale unisce il tirar fuori la meraviglia interna e la condivisione in un paradiso terrestre-

sia in assoluto la migliore atmosfera in cui vivere?

Più di qualsiasi altra forma di viaggio.
Più di qualsiasi altra forma di terapia.
Perché è l’esperienza-sintesi di entrambe e trova l’espressione esatta di leggerezza e profondità.

 

Ma… la cosa più sorprendente è che riguarda proprio un modo nuovo di vivere che viene esaltato dal sapore del gruppo e del viaggio esotico, ma può benissimo essere preso a modello di un modo di esistere valido per tutti e in tutti i tipi di cammino. E ad ogni latitudine!

 

Voglio dire, ad esempio: avete letto solo questo articolo? Senza alcuna esperienza di terapia? Va bene lo stesso. Prendete quel che dice di fare e praticatelo. I Bollini. La Lampada di Gioia. Anche se non siete mai andati nemmeno ad Orbetello e sapete che non ci andrete mai.

E’ un modello di Benessere, baby, e funziona. Altrimenti non potrà mai essere utile, se solo estemporaneo.

 

Una volta toccato il paradiso, lo creo. Capisco come creare il paradiso dentro di me.

Allora, NON solo perde importanza dove sto e cosa faccio, perché ho scoperto il segreto di creare atmosfere e quindi l’entusiasmo mi accende in un istante. E chi l’ha provato sa che cosa intendo.

Ma soprattutto, per le famose leggi della natura che qui tanto ricordiamo, le probabilità che poi ci rechiamo in posti paradisiaci e che viviamo esistenze molto più soddisfacenti, aumenta in maniera esponenziale. Succede davvero.
Provare per credere.
Accade fuori quel che creiamo e alimentiamo dentro. Mai viceversa.

Quindi, come vedete, non stiamo parlando di una vacanza. Ma no.
Stiamo parlando di un modo di collegarsi al nostro star bene e sempre meglio.

Per poterlo ripetere in ogni dove.

 

Allora iniziamo a praticarlo ‘sto benedetto schema del benessere.

E basta.

 

C’è chi ha iniziato a portare il pane e Nutella al lavoro il Venerdì pomeriggio, chi invece il pane e salame, chi a proporre rassegne cinematografiche.

C’è chi ha ballato il Flamenco per i corridoi dell’azienda durante la pausa pranzo, per condividere questa passione con i colleghi. Con tanto di costume tipico e impianto musicale.
E da allora è cambiato tutto per queste persone, (sono diverse, nel tempo, ad averlo fatto), mostrando una parte bellissima di sé, che prima chissà per quale divieto, mantenevano nascosta.

 

Mostratevi lieti, amici miei, e tutto si trasformerà.

Abbiamo già riportato altrove le parole di Neil Gaiman:

Quel momento in cui, in pratica,
stai passeggiando nudo in strada,
hai esposto troppo il tuo cuore,
la tua mente e quello che hai dentro,
ti sei mostrato troppo…
Ecco, è quello il momento in cui forse
hai cominciato a fare le cose nel modo giusto.

Neil Gaiman

 

Poi, voi fate come vi pare, se così ha da essere…

 

Ma io dico che è per questo che la Bioenergetica, il corpo, la terapia corporea e il gruppo, tutto questo insieme, vuol dire ben altro rispetto ad una semplice vacanza, una terapia o un’esperienza di crescita.

 

Vi crea un senso di che cos’è la trasformazione e come applicarla ad ogni altro contesto.

 

E questo, perdonatemi, è davvero un Dono di Sole e d’Azzurro.

 

 

Video di Bioenergetica in Paradiso 2019 – Koh Lipe

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