+ Denaro e + Salute Sono Possibili Insieme?

Alcune riflessioni sul rapporto tra denaro e salute sono d’obbligo per qualsiasi essere umano.

Dice il mio amico Irv, si fa le dire, professore emerito a Stanford e autore di decine di libri indispensabili, che un bel giorno nella vita di chiunque si affacciano 4 temi, con i quali per forza di cose dobbiamo confrontarci per diventare adulti, maturi, consapevoli e attivi: responsabilità, libertà, senso della morte e scopo nella vita.

Ecco, nell’epoca moderna, nella crescita di sé, e nella pratica terapeutica, questo temi sono comuni, altrimenti la vita te li ricorda e spesso, non in modo che te lo mandi a dire.

Ma…

Tutti questi temi sono spesso offuscati da un altro aspetto, che li racchiude tutti a ben pensarci ma che diventa un’ossessione, a volte consapevole a volte meno: il senso del denaro rispetto alla salute mentale e fisica che assilla tutti noi e torna periodicamente a farci fare bilanci.

Una ricerca pubblicata dal corriere ha dimostrato che le persone che non smettono di lavorare e quindi non vanno in pensione, si ammalano di meno e vivono di più.

E in questo periodo fa il paio con le frasi riportate dai miei clienti da milioni, decine di milioni o centinaia di milioni di patrimonio, che sono praticamente le stesse: se fossi povero dovrei sbattermi, invece così, nessuno mi mette il sale sulla coda. E, come per tutti gli altri della mia famiglia, non faccio quel che dovrei per star bene. Perché?

Perché me lo posso permettere.

Eccolo allora il problema della libertà rispetto alla responsabilità.

Cosa vuol dire vivere senza sentire questo legame profondo?

Si può esistere solo in due modi, come abbiamo visto per la responsabilità e la libertà: la libertà e la responsabilità direttamente proporzionali: mi prendo la libertà di sentirmi responsabile e allo stesso tempo sento sono responsabile di sentirmi sempre libero.

Oppure ciò che milioni di persone lamentano in terapia: libertà e responsabilità inversamente proporzionali: non posso essere libero perché mi sento responsabile. E non posso prendermi questa responsabilità se voglio mantenermi libero.

E questo secondo atteggiamento è un assurdo i termini. Eppure, molto praticato per stare nel malessere.   

E così, lo stesso si ripropone per il denaro e la saluta fisica e mentale:

più alto il denaro, successo, visibilità lavorativa, senso del sacrificio, mancanza di tempo, e quindi bassa salute fisica e mentale, sensazione di costrizione, di assenza di reali prospettive di realizzazione di sé…

… oppure possiamo vivere con i due poli, denaro e salute, direttamente proporzionali, quindi quanto più salute coltivo sul lavoro e nella vita e tanto più denaro avrò.

Un’altra ricerca, questa proprio pubblicata ieri, potrebbe dimostrare proprio questo: riporta che è stato dimostrato che le persone che fanno più ferie e consumano il proprio monte ferie sono quelle che poi vengono promosse di più guadagnano di più e fanno più carriera.

E’ pertanto il modo di vivere e di volere che è alla base di tutto.

Non lo sforzo reale e la fatica indefessa, come ci hanno sbandierato nella nostra educazione.

Se io non rimetto il corpo al centro, non semplicemente andando a correre per sentire di più il corpo, e se non riprendo a crescere interiormente, esprimendo, indagando, sdrammatizzando e avendo tutto ciò che mi fa stare bene sempre presente, io andrò sempre più contro un muro.

Il denaro è un semplice acceleratore, un moltiplicatore. Vogliamo moltiplicare passione, coinvolgimento, ottimo umore, entusiasmo e sane prospettive, oppure sacrificio perenne, mancanza, conflitto interiore e ferita caratteriale?

Lo diciamo da decenni: si può vivere solo in due modi: secondo la leggerezza o la pesantezza.

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