Due Casi di Belle Ragazze

Questo articolo è la continuazione di: La Sindrome della Bella Ragazza

Due casi che ho già raccontato rendono bene la dimensione invalidante che vivono queste persone.
Due splendide anime che ho incontrato lo scorso anno sono state entrambe tradite dai propri mariti. Lo hanno scoperto loro stesse in modo improvviso e sconcertante. Ma la prima è stata accolta dall’amore puro e sincero della propria famiglia d’origine, che l’ha letteralmente avvolta d’affetto e sostegno, mentre la seconda si è sentita dire dalla madre: ‘chissà cosa avrai fatto tu per farti tradire, lasciare e preferire un’altra’.
E lei era scioccata, bloccata totalmente, e in crisi profonda, totalmente sola e in continua auto accusa, continuando ad affliggersi e a tormentarsi su quanto lei non valesse e sull’ennesima volta da quando era bambina che si sentiva un completo fallimento. Esattamente come le aveva sempre rimandato la madre.

Capite allora come queste persone, proprio perché così in qualche modo magiche, vivano invece tutto ciò che capita loro in senso tragico, negativo per definizione e auto accusante? E proprio e soltanto perché la loro magia, da piccole, disturbava in casa?

Questo è il livello che occorre liberare per primo, con loro, in terapia.

E lo si fa in poche sedute, impostando il lavoro in termini netti e precisi.

Pensateci: per tutte le ragazze di cui abbiamo parlato sinora, la forza avversa a loro, l’atmosfera difficile per sé, e la suggestione di essere sbagliate, si sono sviluppate fin da quando avevano solo due anni.
E pertanto fa parte di loro:
– non credere mai e poi mai in se stesse e nelle proprie possibilità;
nonostante i buoni propositi, tornare ogni volta a non avere fiducia in sé, a non investire su di sé, a tormentarsi e così via;
– inconsciamente chiedere allora agli altri di confermare la propria bellezza, o il proprio talento;
– sentire ancora di più ciò che gli altri non potranno mai rispecchiare dall’esterno: la mancanza di rispecchiamento e amore primordiale che non è stato soddisfatto da bambine;
– e infine, quando raggiungono tale conferma dagli altri, comprendere che fino ad un attimo prima erano centrate sul bisogno di essere rispecchiate e non viceversa su che cosa e chi piacesse davvero a loro;
– e quindi, anziché ripartire con sincerità verso altre relazioni più
sane, finire sempre a boicottarsi, massacrarsi, fallire, darsi contro e uscirne sfinite.

Per fortuna, scoprirlo, le libera letteralmente. 

Ed è bastato loro sapere tutto ciò per iniziare a:
– non fermarsi né accettare mai più di bloccarsi;
– riconoscere e non condizionare agli altri la propria esistenza e le emozioni pure e spontanee;
– vivere sempre accese anziché ormai spente;
– mai più considerare le relazioni o il talento la prima cosa della vita, bensì la leggerezza, il coinvolgimento, il piacere, il significato di ciò che le anima;
– sapere e ripetersi fino alla noia che loro tenderanno sempre a darsi contro e a non credere in sé, ma proprio per questo non ascoltarsi ed essere tenere con se stesse;
– considerare l’intensità della vita realmente l’unica cosa che conta.

Oggi la ragazza con il detestabile fratello più grande, valorizza la propria bellezza anziché camuffarla e vergognarsene. Perché si occupa di ciò che piace a lei e non più, mai più, del fatto se lei possa o meno piacere agli altri. E se diventa un problema degli altri, pazienza, ora non è mai più suo, il problema. Se qualcuno fraintende, visto che lei è molto più chiara di prima nei rapporti, non entra mai più in crisi. E vive la situazione per quello che è: un fraintendimento da parte dell’altro. E una mancanza di corrispondenza, un’illusione amorosa, da lei non corrisposta. Senza più alcun senso di colpa. E ha imparato ad aspettarselo e ad avere pazienza. Un piccolo inconveniente necessario quando ci si trova a gestire un’abbondanza di bellezza e di talento:

‘E’ normale per chiunque, lo sarebbe anche per me, incontrare qualcuno che sia molto bello e molto capace. Colpisce e influenza ed è normale che possa indurre in illusioni e tentazioni e compensazioni di insuccessi e di mancate autostime.
Ma sono derive e illusioni solo di qualcuno che non abbia i piedi piantati a terra, che non stia andando verso ciò che desidera, che non sia responsabile e in gamba.

Quindi non occorre per niente fustigarmi nell’anima e nei costumi e vivere rattrappita e camminare sulle uova, se mi sono capitate queste qualità! Io ora mi chiedo solo cosa voglio, cosa mi piace e dove voglio andare!’. 

A volte, pur di non ammettere il problema, le obiezioni di alcune di queste persone sono: ma io non sono poi così bella e così dotata.

Tuttavia, prima di tutto, se non si è proprio così belle e di talento, ma comunque decisamente piacevoli nell’aspetto, ciò potrebbe addirittura rappresentare un incentivo ulteriore ‘a provarci’ con loro, a fraintendere, perché non sono così inavvicinabili. E in secondo luogo, sminuire le proprie qualità è parte integrante del problema, quindi di solito queste persone dotate dicono di sé a prescindere che non sono poi così belle e che non valgono poi tanto, perché parlano con la parte autocritica e insistente.
Una domanda che loro si fanno da sempre viene allora svelata in un attimo: perché io sono sempre circondata da uomini e donne che mi cercano?
Perché senza accorgermene io non ho imparato a credere in me stessa, e ho sempre bisogno di rimandi, da chi sta cercando se stesso, come me.

Se invece sono davvero coinvolta –conclude invece la ragazza libera professionista dell’esempio che stiamo seguendo- innamorata di ciò che faccio e intensa dentro, sarò splendida anche fuori, ed è nor-ma-le che le persone restino impressionate da me. E va bene così. Me lo devo aspettare. E se qualcuno travalica, problema suo. Io occorre che sia sempre molto chiara, ma nella intensità del vivere e in ciò che mi piace, non nel controllo e nel vivere sempre in colpa’.

Ora lei gode di giornate luminose e non più in ombra o in colpa. Ha messo dei paletti belli grossi a qualsiasi senso di colpa. Se lo è scritto e periodicamente se lo ri-legge e ci ri-pensa: non posso permettermi mai più il dubbio su di me e il senso di colpa.

E così, magicamente, ha iniziato a scegliere e a ritrovarsi accanto persone più stabili (prima, ‘chissà perché’, le capitavano persone sempre incompiute e fragili e alla ricerca di chissà che. Esattamente come lei).

E ciò è accaduto sia personalmente che professionalmente, perché lei ora lo è molto di più, stabile, e appassionata. E il suo talento, la sua capacità di analisi e di studio, sono indirizzati verso progetti che le stanno molto di più a cuore e la illuminano a prescindere.

Vive la vita, a parole sue: “Ora? Come uno splendido volo!”. E sta considerando seriamente che anche lei, proprio lei, adesso potrebbe pure innamorarsi.

Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.

Italo Calvino

Tenere una ferita aperta può comunque anche essere salutare: una ferita sana e aperta; a volte è peggio quando si rimargina.

Søren Kierkegaard.

Continua la lettura: A Cosa Attiene la Sindrome della Bella Ragazza?

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One thought on “Due Casi di Belle Ragazze

  1. Buongiorno a tutti, bella gente che seguite il percorso. Credo che sia una conquista non farci condizionare dagli gli eventi esterni. La ragazza che ha sempre ricevuto critiche potrebbe scoprire il paradiso in terra, se riuscisse a staccarsi dall’insicurezza generatale da bambina.
    La ragazza che ha ricevuto affetto e calore potrebbe sentire già dentro di sé questa forza; se in quell’occasione fosse stata sola, credo avrebbe comunque reagito bene.
    Gioiamo qui e ora, siamo terra ma non facciamoci coprire dalla polvere della terra! Un abbraccio

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