Ecco. L’Accettazione e il Corpo

Ecco.

“Grazie di aver fatto la domanda -dico spesso scherzando- adesso lo chiedo al mio corpo e poi ti rispondo”.

Il corpo alla luce dell’accettazione assume consapevolezze migliori.

Così, ci capita di chiederci: l’accettazione incondizionata è presente o meno nel corpo di questa persona? Dove e come? Come può esserlo di più? E via considerando.

 

E’ una griglia d’interpretazione notevole e differente, l’accettazione, quando parliamo di corpo.

E si può (e si deve) appunto praticare l’accettazione nel corpo.

Diciamo spesso nelle sessioni di esercizi:

“qui potete essere brutti sporchi e cattivi, e sgarrupati e inguardabili… e mai belli e bravi e come si dovrebbe essere”.

E così gli esercizi non vanno fatti mai bene, non esiste questo concetto, esiste che cosa sento mentre mi sintonizzo su cosa percepisce il mio corpo mentre attraverso consapevolmente le posizioni bioenergetiche.

Quindi, come per ognuna delle 5 Ricette e per tutte le fasi della trasformazione del carattere, esistono 2 Poli possibili nel corpo parlando di accettazione:

 

1. Partire dal Corpo e dalle sue evidenze. Che cosa conoscere e accettare sempre di più delle mie rigidità corporee. Quali rigidità, energie, inconsistenze, incongruenze, connessioni nuove, relazioni tra stati d’animo e nuovi rilasci.

 

2. Oppure partire dall’accettazione come concetto. E notare che cosa accade al mio corpo, mentre “muovo più aria intorno a me”, vale a dire che sono più consistente, mi si vede e mi sente senza sforzo, nel cammino di accettazione. Che cosa sento nel corpo, se mi sottopongo al processo di accettazione emotivo? Se attraverso i suoi livelli?

 

Magari, in prima istanza, non accadono solo cose piacevoli. Il rilascio di atteggiamenti non più sostenibili, toglie le corazze al dolore o alla tensione e un fastidio celato da anni alla coscienza può permettersi di uscire e rivelarsi.

In seguito, si avvera la Sintesi Finale dell’accettazione, senza più poli.

Il corpo accettante ritorna ad essere un tutt’uno con la vita:

  • Parte dal corpo.
  • Lo pone al centro della propria realtà.
  • Quel che sento e sono lo sono e sento nel corpo.
  • Autorizzo, riconosco, e gratifico i miei sentimenti.
  • Fermo il prima possibile circoli viziosi una volta nefasti.
  • Sottopongo a check up corporeo ogni istanza.
  • Verifico se è la strada giusta allorché ci siano rimandi corporei positivi.
  • Riconosco finalmente una dualità, un rispecchiamento e una risonanza tra me e il mio corpo.
  • C’è qualcun altro, dentro di me, la mia parte istintuale, più profonda, che si esprime nelle emozioni e nel corpo.
  • Mi autorizzo così a sentire e a valorizzare e ad esprimere questo mio essere più vero, concreto, reale, degno per definizione.
  • Mi pongo finalmente al di là dell’universo caratteriale proprio riconoscendolo e riconoscendomi in esso.
  • Io sono le mie tensioni e le mie paure.
  • Posso sentirle molto meglio, analizzarle nei ricordi di episodi e suggestioni e sofferenze effettivamente vissute.
  • E posso in definitiva non agirle più, non per bloccare, ma per seguire istanze molto più mature, adulte, adeguate, nel piacere corporeo ed emotivo.

 

Mica male, no?

E soprattutto, è palese che sia un’altra vita. Ottenuta con semplici abitudini diverse a sentire il corpo.

E non è quel che volevamo?

Cambiare con poco, un’intera vita?

Ecco.

 

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