Esci dalla Malattia con la Rivoluzione Bioenergetica

(Questo articolo è la continuazione de La Malattia E’ Solo un’Idea Soffocante).

Quando ti si presentano sintomi corporei fastidiosi, acuti o cronici, ti ritrovi a fare i conti con una tendenza ancora troppo comune ai nostri giorni: l’approccio medico, nosocomico, allopatico, meccanico, di malattia prettamente fisica, attraverso cui il sintomo, il dolore, la malattia, vengono affrontati, anal izzati e curati con modi e metodi e tecnologie esclusivamente farmacologiche o funzionali, senza minimamente andare alle cause emotive che li hanno provocati.
Ciò determina un’impressione generale, sociale, di incompletezza e inefficacia totale dell’approccio di cura verso i sintomi che comunque ciascuno di noi sa che si ripresenteranno perché non si affrontano minimamente le cause.

Se prendiamo gli esempi più comuni, tra i tanti possibili, come il mal di schiena, la pressione alta, il reflusso gastroesofageo, i problemi di cuore o di digestione, i disturbi all’apparato genitale, ci si rende presto conto che, attenuati i sintomi, e risolto farmacologicamente il problema, il risultato delle cure ritorna nullo dopo poco tempo a seconda del persistere della causa psicologica ed emotiva che determina il sintomo stesso o la malattia.

Ciò è ancora più evidente durante una psicoterapia, in cui i clienti che ci troviamo di fronte lamentano spesso una problematica che ha richiesto un intervento medico.
Ed è stupefacente come e quanto tale disturbo sia la diretta conseguenza del livello del disagio interiore presentato.
Lo ripetiamo: la malattia è cronica se l’impostazione della visione del mondo è cronicamente disturbata, mentre è acuta se l’episodio emotivo è traumatico o lo è stato.
Ed è mortale se siamo senza speranza e l’unica chance rimasta è farsi fuori inconsciamente per uscire da questa pena infinita.

Ne abbiamo scritto al precedente articolo, La Malattia E’ Solo un’Idea Soffocante.

Esistono veri e propri 4 livelli di conversione delle problematiche psicologiche, secondo cui al primo grado di disturbo c’è un sintomo reversibile, come appunto uno dei disturbi citati nell’articolo precedente, e i pensieri e le emozioni che accompagnano il sintomo in esame.
L’analisi di tale primo livello mostra abbastanza presto quali sono le ricorrenze emotive e di pensieri disfunzionali che il cliente che abbiamo di fronte ci mostra.
Al secondo livello ci sono i grandi temi che la persona sta affrontando e che rivelano appunto le sue tendenze caratteriali e le zone corporee e i distretti degli organi interessati dai disturbi: le difficoltà relazionali, o la visione della vita gravata da enormi fatiche e responsabilità, i problemi atavici con il denaro o con la mancanza di serenità e così via. Tali dinamiche compongono un quadro facilmente indagabile all’occhio attento e professionale.
Seguono allora le manifestazioni del terzo livello di indagine, la ferita caratteriale.
Se prendiamo un esempio classico arcinoto, è davvero praticamente impossibile che una persona che abbia problemi alle spalle e al collo non percepisca una tensione emotiva esistenziale.
Allora viceversa, chi senta l’impossibilità a vedere la vita senza pesi insostenibili, è praticamente impossibile che non sviluppi dolori alle spalle.
E tra l’altro, l’analisi della ferita è certa e ormai consolidata: esistono 7 tipi di ferite e ciascuna ci può dire molto delle condizioni psicologiche che poi determinato sintomi e malattie.
Allora perché la nostra cultura personale, sociale, non include, non agevola, non incoraggia la consapevolezza di sé per risolvere i problemi di sintomi e malattie?
Per fortuna molto, davvero tanto, possiamo fare oggi a livello personale, per informarci, curarci e cambiare tipo di vita e abitudini.

Qui sono riportati tutti i sintomi corporei dettagliati, con il loro significato singolo e le scelte da fare per guarire.
Stupiti, vero?
Soprattutto perché il quarto livello di indagine della trasformazione del carattere ci dice appunto che la radice del problema della ferita è proprio nella convinzione profonda  del diritto proibito a se stessi.
Se è negato è impossibile. Punto.
Allora si fa finta.
Anche di poter star meglio.
Anche di fare terapia.
La prima nostra attenzione nel lavoro di terapeuti è non fare finta ma star meglio sul serio.
Perché la convinzione di non poter mai essere in grado di uscire dal circolo vizioso delle problematiche di una vita è dura a morire.

Ma quando lo affronta a questo livello, la persona semplicemente inizia una vita totalmente diversa e liberata. Sentirà sempre che gli è negato qualcosa di profondo, ma non ci crederà più e non si identificherà mai più con queste proibizioni assolute.
E piano piano non le sentirà più.

Perché -gli spieghiamo- se lo facesse oggi e uscisse immediatamente dal dolore, si sentirebbe in colpa e non autorizzato e non conoscerebbe nemmeno l’essenza dello stare totalmente bene.
Ed è qui allora che occorre lavorare per liberare il sistema emotivo che struttura il problema caratteriale e il disturbo fisico del cliente.

La fortuna, in conclusione, sta tutta nel fatto che la risoluzione, lo svelamento, la nuova direzione delle dinamiche caratteriali, in un concetto: la psicoterapia corporea bioenergetica, attenua i sintomi, dal semplice mal di testa alla malattia cronica, fino a farli scomparire in molti casi.

Fare la differenza quando qualcuno ha problemi sia emotivi che corporei che meccanici, sta proprio nel collegare questi due livelli e nel sapere come fare per liberare la persona dalle solite dinamiche per vederla rifiorire.

Per questo aiutiamo ogni giorno le persone a risalire la china e poi a volare con le loro proprie ali di leggerezza su problematiche che alla fine non faranno mai più, mai più, mai più paura come prima.

E qui si conosce la Fine della Pura, come abbiamo scritto nella serie di articoli dedicata, che ci fa sentire la vera, unica e certa felicità.

Non ci sono realmente altre possibilità per l’essere umano moderno, se non quella di collegare il pensiero ad emozioni e corpo.
Ciò vale ovviamente per noi che siamo entusiasti del metodo perché rinati con queste scelte.
Ma ogni modello di terapia può trovare la propria strada.

Tuttavia, è acclarato che più si va avanti, più vivremo attraverso schermi virtuali, e più allontaneremo la sfera cognitiva da quella corporea ed emotiva. Allora sempre di più avremo bisogno di cure che riuniscano l’essere umano nella sua unicità dove tutto è collegato. Non esiste altra possibilità.

Sta già succedendo da ogni parte: è evidente, a ciascun paziente che richieda l’intervento di un qualsiasi medico specialista, che ci siano ragioni profonde e psicologiche per cui soffre di quei precisi sintomi.
Non si può più ignorare.
E gli esseri umani più sensibili e arguti, più svegli e pieni di iniziativa e più originali e creativi, da tempo si muovono con cure diverse e onnicomprensive.

Esattamente qui ci poniamo noi terapeuti che non ci rassegniamo alla solita trafila dello status quo della salute psicologica, emotiva e corporea che in realtà immutabile non lo è per niente.

Torna all’articolo precedente: La Malattia E’ Solo un’Idea Soffocante.

Vai agli approfondimenti:

Idea Semplice, Orizzonte Pulito.

 La Quarta Accettazione e Qualcosa Devo Lasciare Andare Sempre?.

Qui abbiamo riportato come ritrovare il filo rosso del proprio entusiasmo.

E qui invece come ispirarsi e tornare alla propria età migliore, per ritrovare lo slancio,

Vai a La Fine della Pura, e alla serie di articoli dedicati.

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