I 5 riti di Trasformazione

Prima o poi ci si arriva tutti.

E quindi non puoi non arrivarci anche tu.

Capire attraverso un atto simbolico come sei messo con i cinque cardini della felicità.
Sono i bastioni della trasformazione del carattere.

Esistono in questo blog da 30 a 50 articoli per ognuno di queste piccole, private e indissolubili felicità.
Che sono appunto (riepiloghi):

Ed ognuna di esse culmina con un rito / cerimonia / celebrazione, la quale non è altro che una valorizzazione che ne esalta l’essenza. E l’esalta perché decine di ricerche dimostrano che si cambia con dei rituali quotidiani e ripetuti legati al piacere corporeo.

Allora, dei 30-50 articoli su ognuna delle 5 vie della trasformazione, riportiamo qui solo i riti, le cerimonie, le azioni che dimostrino a te e al mondo che ho deciso e vai in quella direzione, vale a dire gli atti simbolici necessari che ti porteranno naturalmente a sentirti diverso.

Prova a leggere quello che fa per te in questo momento, al punto in cui sei del cammino, da cui lasciarti trasformare.

In sostanza, l’approccio e la filosofia della trasformazione del carattere secondo lo nostro metodo Self e sull’insegnamento di Stephen M. Johnson, presuppone come riportato qui sopra, 5 passaggi cruciali, i quali sanciscono e percorrono per le successive stagioni, 5 strade concrete di cambiamento.
Secondo questa terapia, è bene appuntarsi su una parete metaforica o reale, equivalente al proprio sé in cammino, i 5 propositi fondamentali:

1. Cosa accettare di me e della vita? Cosa inseguo ancora di irrealizzabile?
2. Dove e come dedicarmi il più possibile all’intensità?
3. E come farlo attraverso abitudini quotidiane ripetute e liberatorie?
4. Quale immagine di me e del mondo radicare e alimentare?
5. Come rimettere il corpo al centro della mia vita? Attraverso quale pratica corporea?

Tutto ciò aiuta / serve / è necessario / a non perdere la strada della costruzione della nostra nuova vita.

Anche solo avere scritte ben visibili sulle pareti di casa che mi guidino come punti di riferimento, allora, diventa qualcosa che contribuisce a ricordarmi dove sto andando e a che punto sono.
E non è per niente una cosa da poco.

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