Il Giorno in Cui Cambiarono le Mie Immagini Interiori

La mia prima immagine rivoluzionaria

 

 

Ancora oggi, a distanza di decenni, ricordo il primo momento in cui ho deciso di cambiare modo di vedere le cose dentro di me.

E’ stato facendo l’educatore di adolescenti.

Avevo poco più di vent’anni, e per pagarmi gli studi, d’estate, avevo a che fare con scalmanati strabordanti di ormoni, dagli 11 ai 14 anni, che dovevo accompagnare sui monti e guidare in ogni senso verso il divertimento sano e positivo e non verso lo svacco che può essere davvero tipico in quell’età.

Già il primo impatto fu impressionante: dai 30 gradi d’estate, della mia città in riva al mare, ai 3 gradi dei 1600 metri sulle Dolomiti, di notte. Dormire di notte con 3 coperte di lana e di giorno camminare per ore sotto il sole cocente. E lì capisci subito che -se resisti- e spesso passiamo una vita a resistere, tutto diventa penoso.

 

Fatto sta che, una mattina, mi venne spontaneo di rilanciare. Scommettiamo? Dissi ai 60 ragazzi che accompagnavamo: scommettiamo a chi arriva prima a quel ruscello? Era solo una piccola sfida, impossibile da mantenere fino in fondo, nelle lunghe ore sotto al sole. Ma era chiaro a tutti, a me per primo, il carattere rivoluzionario e molto efficace dell’invito: scommettiamo a chi arriva primo proprio a quell’albero? Oppure al rifugio tra 200 metri? Proprio adesso che siamo sfiniti?

Erano veri e propri gran premi della montagna: ma fu così stupefacente per tutti vedere come cambiava l’immagine interiore di ciascuno di noi, fino ad un secondo prima morti di fatica e di sudore, risorgere e trovare una freschezza, una soddisfazione, un entusiasmo, non solo rigenerante, ma salutare in sé, come modo di vivere fino a se stesso. Meglio vivere entusiasti -con delle immagini motivanti nella testa- anziché cuocere sotto il sole implacabile del dovere.

Ecco come credo sia nato dentro di me, il modo di vivere che poi ha caratterizzato la mia vita. Non senza perdere spesso la strada, beninteso. Ma rafforzato via via negli anni.

 

Ciò che qui racconto è proprio questa strada, le perdite di vista degli obiettivi che ho sperimentato e vedo negli occhi dei miei clienti e in che cosa è consistito per me e per gli altri “svoltare” verso una soluzione piena, vitale, ai propri problemi.

 

Per questo l’immagine interiore ha caratterizzato da allora tutta la mia vita e il mio lavoro.

Cambia modo di vedere ciò che ti circonda e ti troverai di fronte ad un miracolo.

Ma c’è di più: se non lo fai con applicazione e consapevolezza, lo fai comunque perché è un meccanismo naturale, solo che lo percorri in modo confuso, controproducente e a volte anche rivolto contro se stessi.

Soltanto decenni più tardi ho scoperto quella che è una vera e propria legge e che tratto spesso, a tutti i livelli, la Legge delle Immagini Interiori.

Ho così scoperto come agiscono dentro di noi le Immagini Interiori, secondo tante discipline, a partire dalll’Analisi Transazionale, che mi ha fatto scoprire lo Scopo primaro, alla PNL, dalla Pragmatica della Comunicazione fino ad approdare alla Bioenergetica.

 

Assunti e postulati della Legge delle Immagini Interiori

 

  1. Le immagini interiori vanno intese come visioni, cioè rappresentazioni complesse, fatte anche di suoni e sensazioni corporee, e di tutti gli altri sensi che noi ci pre-figuriamo
  2. Tali Visioni esistono sempre, in ogni momento della nostra vita
  3. Le Immagini Interiori condizionano tutti i nostri comportamenti
  4. Senza cambiare all’interno queste immagini, nessun cambiamento esterno è possibile
  5. Qualsiasi Cambiamento Interno si basa esclusivamente sul rivivere la visione interiore in modo più vero e naturale
  6. Che cos’è il modo più vero e naturale? Che qui chiamiamo Visione Radicata? E che cosa posso fare per riconoscerlo e svilupparlo? Vuol dire Visione Interiore di me e delle cose del mondo che mi provochi benessere e si basi con fiducia sulla sensazione costante che andrà bene com’è naturale che sia e non com’è a volte suggestionato da esperienze precoci troppo ripetute o traumi veri e propri.
  7. Se io viceversa mi aspetto perennemente che attraversando la strada io venga abbattuto da un elefante, non è affatto naturale, vero, reale, concreto. Ma condizionato da esperienze passate che continuano a suggestionarmi in modo appunto esasperato, innaturale.
  8. Qualsiasi cambiamento esterno pertanto accade SOLO perché e quando preceduto, accompagnato e sostenuto PRIMA da immagini nuove dentro di noi, altrimenti non accade.
  9. Per cambiare le nostre immagini occorre agire a 3 livelli, corporeo-fisiologico, emotivo e mentale,
  10. In questo cambiamento sono da ri-attivare almeno i 3 sensi principali, vista, udito e cinestesia (tatto/movimento).
  11. E’ necessario esagerare per arrivare a s-muovere emozioni significative: una cosa è ripetersi ad libitum non pensare all’elefante, un’altra è imparare ad immaginare se stessi danzare su un elefante che danza.
  12. Saprò che ho cambiato qualcosa, quando sarà automatico per me emozionarmi attraverso nuove immagini interne supportanti, fiduciose e realistiche, in modo spontaneo. E influenzare così sempre più facilmente il mondo esterno.
  13. Su questo si basa tutta la Leggerezza Profonda, unica vera strada per il benessere, la quale altrimenti è impossibile da sviluppare se si è prigionieri dei soliti paletti, steccati, antipatie, idiosincrasie, rigidità ridicole, che non non vogliamo nemmeno prendere in considerazione di poter cambiare.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.