Il Meccanismo dell’Accettazione

Che cos’è l’Accettazione Incondizionata? Come si definisce? E cosa la distingue dal senso comune di accettare in generale ciò che ci capita?
Partiamo da ciò che non è: accettazione non è accogliere tutto ciò che ci arriva.
Accettazione non è soltanto apertura e benevolenza.
Accettare non è generico e diffuso e non riguarda l’affidarsi alla provvidenza.
Non stiamo parlando solo di atteggiamento accogliente.
Accettare Incondizionatamente vuol dire accettare le leggi della natura, seguire un comportamento che da quel momento in poi individui qualcosa che abbiamo considerato e seguito in quanto corretto e naturale e che invece non si è mai rivelato tale per noi, né sano né portatore di benessere.

E capire dove e perché cambiarlo per essere più nel solco di ciò che è realistico accada davvero.
Accettazione Incondizionata significa in sostanza aprirci al punto specifico dove ci siamo ingannati così tanto in modo caratteriale, proiettato sulla realtà dal nostro ego distorto e continuando per anni.

Accettare che abbiamo creduto di andare in una direzione e ci siamo ritrovati in un’altra.
Accettare totalmente è vedere la costruzione indotta della realtà da alcuni presupposti sbagliati.
Vuol dire che accettiamo finalmente di non seguire più quei presupposti, perché innaturali e portatori di illusioni e delusioni a volte per decenni.
Il meccanismo dell’accettazione ci dà una sveglia epocale.
Ci fa vedere.
Ci fa immergere nel nostro reale modo di essere.
Ad esempio, abbiamo detto nell’articolo L’Accettazione Risolve il Più Grande Problema degli Esseri Umani,L’Accettazione Risolve il Più Grande Problema degli Esseri Umani, che il peso esistenziale è la prima cosa su cui ci si confronta nel processo di accettazione. Abbiamo sottolineato: vuoi iniziare il cammino di accettazione? Parti dal peso esistenziale che senti in questo periodo. E accetta che detto peso esistenziale sembra soltanto che pesi sugli ambiti esterni a noi e i temi ricorrenti della nostra vita: relazioni, realizzazione, denaro, affetti….

Invece è solo sul dentro che fanno presa.
Ed è solo da dentro continuiamo ad agirlo (compiere un agito inconscio, dall’acting out freudiano), da tantissimo tempo.
Addirittura sono l’espressione fuori del dentro che abbiamo sempre sentito.
E ce lo andiamo a creare e a cercare noi stessi fuori, nella realtà che crediamo ci capiti e determini tutto.

Mentre determiniamo tutto noi: dagli inciampi ai  fallimenti totali.
Quindi: i miei problemi non sono mai quelli che sembrano.
Occorre stabilire alcune verità di base.

Significa che credo che mi pesi il rapporto affettivo, ad esempio.
E come mai allora c’è sempre lo stesso schema comune nei modi di relazionarti, anche nei rapporti precedenti?
Questa è la domanda che ti pone l’accettazione attraverso il terapeuta.

Allora, un solo secondo dopo, vedi la tua vita sotto una nuova prospettiva, totalmente inedita: io tendo a sentire il peso nei rapporti affettivi. E tendo a risolvere i rapporti tutti allo stesso modo.
Ahia.
Fa male?
Un po’. Diamine. Davvero?
Il terapeuta ti fa solo un segno d’assenso, come a dire: è possibile…
E tu ti rendi conto e ammetti che l’hai sempre sentita in sottofondo questa tua propensione.

E come mai c’è una similitudine anche su come affronti il tuo sviluppo personale nel lavoro?
Vuoi che andiamo a vedere qual è lo schema comune del tuo carattere?

Ecco: l’accettazione svela come e quanto ce la siamo sempre raccontata.
E dove correggere.
E come fare in modo di rimettersi in strada, sbilenchi e ammaccati ma finalmente non più credendoci lucidi e specchiati come una fuoriserie.
Questo dobbiamo accettare: che eravamo schiavi di una Matrix che ci eravamo costruiti da soli e nel profondo di noi.
Vedersi finalmente come siamo camuffati e goffi e trovare una chiave di volta della nostra esistenza.

Vai al successivo articolo sull’accettazione:
Il Circolo Vizioso dell’Apparenza

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